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Forza Nuova in Buenos Aires, grazie al Comune

| giovedì 25 novembre 2010

di Luciano Muhlbauer

L’assegnazione al gruppo militante neonazista, Forza Nuova, di un locale di proprietà pubblica e per giunta in una prestigiosa zona centrale di Milano, effettuata dal Comune con completa cognizione di causa, è un atto vergognoso, offensivo ed inaccettabile.
 
Chiediamo quindi al Sindaco Moratti di revocare immediatamente questa incredibile concessione, prima che si possa realizzare l’apertura formale del centro di reclutamento e iniziativa del gruppo neonazista, annunciata per il pomeriggio del 18 dicembre.
 
In caso contrario, cioè in assenza dei doverosi atti istituzionali volti alla tutela della legalità costituzionale e alla rottura delle complicità tra esponenti dell’amministrazione cittadina e i gruppi dell’estremismo neofascista, riterremo pienamente legittime le iniziative che i cittadini milanesi vorranno promuovere autonomamente.
 
C’è, infatti, una diretta responsabilità degli amministratori cittadini in questa squallida vicenda, considerato che i neonazisti di Forza Nuova non si siano nemmeno dovuti travestire, come in altre occasioni, per ottenere dal Comune di Milano, in regolare concessione e per 12 anni, un locale di 290 mq in piena zona shopping, cioè in Corso Buenos Aires, 19/20.
 
Anzi, chi fosse il beneficiario reale dell’assegnazione del locale era noto sin dal primo momento: tutti gli atti formali e amministrativi identificano chiaramente il soggetto richiedente come  “DUILIO CANU/FORZA NUOVA”, come si può evincere sia dal verbale dell’asta pubblica, tenutasi il 5 luglio 2010 presso gli uffici del Settore Demanio e Patrimonio del Comune, siti in via Larga 12, che dall’atto definitivo di concessione del locale del 23 novembre scorso.
 
Con questa vergogna il centrodestra milanese si mostra peraltro recidivo, poiché sono passati soltanto poche settimane dalla concessione di un’altro spazio di proprietà pubblica a una formazione esplicitamente nazifascista. Ci riferiamo al locale concesso dall’Aler nelle case popolari di viale Brianza 20 ai neonazisti di Hammerskin (“Associazione Lealtà Azione”) , con postuma benedizione politica del centrodestra in Consiglio regionale.
 
Insomma, è evidente a chiunque che a Milano, dopo l’implosione del progetto Cuore Nero, è in atto un nuovo e più insidioso tentativo di radicamento territoriale dei gruppi militanti della galassia neofascista, xenofoba e antisemita. E che quanti amministrano Milano siano complici di questo tentativo, mettendo a disposizione persino proprietà pubbliche, è semplicemente allucinante.