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Fish & Chips

by Rosario Gallardo | mercoledì 13 gennaio 2016

Festival Internazionale di Cinema dedicato a Erotismo e Sessualità: FISH&CHIPS! Prima edizione è in corso ORA a Torino al cinema Massimo, questo è (finalmente) il primo festival del genere in Italia. Il nostro corto in concorso sarà proiettato domenica pomeriggio! http://fishandchipsfilmfestival.com/[/caption]

La sessualità può avere un posto nel cinema?
Dopo una lunga carrellata di scopate raccontate attraverso un caminetto acceso, una finestra aperta sull’infinito, un lenzuolo tirato sulle teste come fosse un sipario, sembrava che la sessualità fosse condannata in eterno a restare di fatto oscena, senza appello. Eppure pian pianino qualche pioniere ha iniziato di recente a dire qualcosa di più, a osare. Non solo sfidando la censura morale, e spesso legale, ma anche il pericolo di sfigurare; si perché è un campo minato e soprattutto, se in un film si vede una sessualità narrata in maniera completa e ricca, il resto del film poi a che serve? Nel senso che in molti film l’eros sublimato è il corpus sottostante a tutta la narrazione, se lo sveli tutta la sublimazione si rivela per quello che è e diviene inutile.
Con buona pace di chi è felice di trovare film dove la scopata di rito sia solo allusa per non doversi schifare mentre, sereno, si gode un bombardamento aereo su una qualche metropoli, hanno incominciato a esistere prodotti cinematografici con scene licenziose. Film francesi con scene erotiche sofisticate e perverse, con scandalo annesso (vedi Ultimo Tango a Parigi), che a quel punto non potevi dire che erano pezzi che si potevano omettere perché magari si stava anche consumando una violenza e si sa che il cinema ha il dovere di raccontare la violenza. Mentre nei nostri film pecorecci anni settanta tutto l’arrapamento era esprimibile grazie alla vena comica che, sottolineando quanto la sessualità sia imbarazzante, riusciva a farsi perdonare la carica erotica espressa. Quindi facce grottesche, casistiche paradossali e stereotipe per un ridicolo che si fa nullaosta. Negli anni ottanta e novanta le sorti sono cambiate e per molti versi l’eros è stato marginalizzato al lato di temi più avvincenti come il successo, i soldi, il potere e la sofferenza. Che mi sembra giusto. Non farò un’analisi dettagliata perché non mi compete, ma di fatto a un certo punto mi sono accorta che, lì dove prima non ce lo si sarebbe aspettato, nel momento dell’amore, appariva una narrazione quasi esplicita. L’esempio che faccio sempre in questi casi è il serial True Blood (https://it.wikipedia.org/wiki/True_Blood), quasi da casalinghe ma con sesso tanto e quasi esplicito. E’ vero che anche in True Blood c’è un registro che aiuta, quei toni splatter che lasciano presagire una certa irriverenza, ma ci sta! Perché no! Di fatto, tra internet e la fotografia digitale, la narrazione erotica è diventato uno sport di massa. Si sono creati nuovi filoni e molte vetrine, dal porno al glamour, a tutti prima o poi viene di raccontare qualcosa di arrapante. Nel teatro ci si da da fare con spettacoli seri ma per adulti, ricordo ad esempio in rassegna pochi anni fa  “Il censore”, di Anthony Neilson, messo in scena da Antonio Syxsty in un modo che non ho potuto non trovare a sua volta censorio per i toni eccessivamente estranianti, ma nella sceneggiatura si parla di una pornografia che “narra”, lungi da un idea di espressione “piatta” dove non vi è nulla oltre a ciò che si vede.
Fatto sta che negli ultimi anni in giro per il mondo hanno incominciato ad esistere anche festival di cinema porno ed erotico che non sono rassegne di catalogo a cura dei diretti produttori, ma veri e propri festival di cinema di genere. Noi partecipiamo da qualche anno a quello di Berlino, il Porn Film Festival. Ma vi sono molti eventi underground, in cui il porno è entrato grazie al movimento post-porno, ambito in cui siamo ospiti fissi in europa e in sud America. E mi chiedevo quando mai avremmo avuto un festival analogo anche qui in Italia. Noi abbiamo organizzato delle cineproiezioni autogestite a Macao, prima dell’estate, ed è stata un’esperienza molto bella anche se faticosa!
E infatti quando siamo stati contattati da Chiara Pellegrini per partecipare alla selezione dei corti di Fish and Chips non ci siamo fermati a lungo prima di decidere. Assolutamente si! Che bella iniziativa mostrare cinema erotico, anche esplicito, senza ma ne però, senza cercarsi giustificazioni come intenti educativi e politica! Era ora che qualcuno si accorgesse che i tempi sono maturi, che c’è del cinema nell’eros e che l’eros nel cinema ha tanto da dire! Chiara è una che ha apprezzato il cinema di Erica Lust e che conosce la post-pornografia. Faranno omaggio a Laura Antonelli, peccato che è morta, le sarebbe piaciuto, e proietteranno un film con la co-regia  di Candida Royal, che nella storia dei costumi e nel femminismo ha davvero compiuto gesta rivoluzionarie come essere la prima a fare porno dall’altro lato della telecamere, anche lei è venuta a mancare pochi mesi fa.
Quindi non c’è che venire al festival, finalmente in Italia, a Torino, dal 14 al 17 gennaio 2016.
Un nostro corto è stato selezionato per il concorso che vede trenta concorrenti, c’è in palio una vincita di 500 euro e una giuria, è la prima volta che siamo in gara per qualcosa e mi fa molto ridere, ma anche piacere. Il nostro corto è quello trasmesso nella videoistallazione per Porndemia, Paratissima 8, Torino 2012 ( http://blog.contemporarytorinopiemonte.it/?p=12196 ), The Perfect Human (il titolo del corto), “L’Essere Umano Perfetto diventa Opera d’Arte” era la video installazione e la performance del 2012, le riprese del video sono state effettuate durante una performance del 2011 “L’Essere Umano Perfetto”, svolta in circa quattro ore al Centro di Cultura Contemporanea ex-Birrificio Metzger (https://www.facebook.com/ccc.to.it/ ) ed è stata quella che io chiamo “un’esperienza cruenta”.