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Fiera di Malano

By Stefo | mercoledì 12 ottobre 2016

Mafia Love Expo, Mafia stand in Fiera. Ora non sono più quegli ‘estremisti’ del comitato No Expo a dirlo. E nemmeno il Punto San Precario del centro sociale Fornace di Rho, a denunciarlo con volantini e comunicati stampa che nessun media ha mai preso sul serio (e pubblicato). Più facile accorrere ai ricchi buffet organizzati da Fiera Milano nei suoi mega palazzi di vetro in fondo a via Gallarate. Il commissariamento del ramo di azienda Fiera Milano che tratta gli allestimento degli stand, il più importante dell’azienda a controllo pubblico, decretato dalla Procura della Repubblica, sancisce senza ombra di dubbio che la Mafia, quella con la M maiuscola, è strettamente legata la tessuto economico della città. Non solo. E’ capace di condizionare, si legge nei documenti del Palazzo di Giustizia, il più importante tra i settori meneghini. Quello fieristico, dei saloni espositivi, del sistema che ha trovato in Expo il suo più grande moltiplicatore economico. Chiu pilu per tutti scherzava Antonio Albanese (testimonial di Expo) in una delle sue più azzeccate macchiette . Qui invece c’è Chiu cash per tutti, visto che Milano vive sempre più di flussi di merci e di persone più che di industrie (e capitali) proprie. E allora scriviamoli i nomi delle ‘aziende’ che hanno in mano la giungla di contratti e appalti, convenzioni e concessioni che fa capo a Fiera Milano. C’è il Comune di Milano, la Regione Lombardia, Assolombarda, e le lobby di potere che si spartiscono da sempre l’economia della città. Visto che Milano X è tra i pochi media a non avere contratti, finanziamenti, progetti, nomine, contributi coi signori di cui sopra scriviamo anche i nomi dei componenti del Cda di Fiera Milano. I distratti che non si erano accorti che era la Mafia a gestire il business. Non era di loro competenza, certo. Poveri. E il protocollo Expo contro la Mafia e per la Trasparenza? Chi se lo ricorda più. Lo sciame degli ExpOttimisti intanto è transitato armi e bagagli, megastipendi d’oro e nomine politiche, a Palazzo Marino, telefoniste incluse. Cerchiamo allora di farla noi un po’ di luce in mezzo a tante ombre. Roberto Rettani, Corrado Peraboni, Attilio Fontana, Licia Ronzulli, Joice Victoria Bigio, Renato Borghi, Patrizia Rutigliano, Romeo Robiglio. Dopo lo smemorato del decumano ora ci sono gli sbadati del cardo. Non iniziano a essere un po’ troppi? #BellaMilano o #MafiaMilano?