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Fargo, la Piramide dei Coen

by Duka | lunedì 18 aprile 2016

La serie tv costruita per tumulare, sotto il peso della loro opera, Joel & Ethan

Fargo, serie TV antologica, ispirata all’omonimo film dei fratelli Coen, è una imponente architettura funeraria innalzata – a forza di citazioni continue dell’intera filmografia di Joel & Ethan – per celebrare, venerare e prostrarsi di fronte l’immensa carriera, costellata di Premi Oscar e Palme d’Oro, dei due registi. Mai nessun regista nella storia di Hollywood, neanche Billy Wilder e John Ford, era stato tumulato dentro una piramide – paragonabile per magnificenza a quella di Cheope – dalla major proprietaria dei diritti dei propri film. La genesi dell’opera televisiva ha inizio nel 2012 quando la FX, canale di FOX, firma un contratto con i Coen – che diventano produttori esecutivi della serie – e trova un accordo con la Metro Goldwyn Meyer – proprietaria dei diritti cinematografici della pellicola – che entra nell’affare al cinquanta per cento. La prima stagione di Fargo, più che una miniserie, un film tv della durata di dieci ore propone atmosfere, ambientazioni e personaggi tipici del lavoro dei Coen. Ma attenzione, non è un remake. È un opera a se stante. Siamo davanti al franchise di un titolo, trasportato dal grande al piccolo schermo, evocativo per lo spettatore. Noah Hawley scrive una sceneggiatura che sfiora solo accidentalmente il soggetto originale e che richiama il lavoro dei registi più per le tonalità che la trama. Di fatto, nella prima stagione, Hawley schakera Fargo con altre due pellicole: Non è un Paese per Vecchi e A Serious Man. La serie – vincitrice di 2 Golden Globe – è ambientata in Minesota, terra natale di Joel e Ethan, per la precisione a Duluth. Quale luogo migliore, per edificare la piramide, se non Duluth, prima città nel mondo a sperimentare la tecnica della batterioterapia fecale.