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“Fare Sesso? Con Tutto Quello Che Ho Da Fare!”

| mercoledì 3 ottobre 2012

Il sesso, in Italia in generale, e a Milano in particolare, si guarda, si parla assai più di quanto si faccia. Saturati di lavoro e d’immagini pornofile come quella qui sopra è poi difficile ritrovare la libido a fine giornata. E la mattina.. quanti pensieri! Questo almeno sembra l’esperienza di tante e tanti.

E purtuttavia ci si chiede se la frequenza dei rapporti sessuali sia davvero diminuita sia nella comunità eterosessuale sia in quella omosessuale (e in quella bisessuale e transessuale) per effetto dello stress crescente da gadget digitali e dell’ansia procurata dalla crisi e precarietà crescenti. Agogniamo sempre più di essere amati di avere relazioni concrete e poi ci riduciamo a cercare partner sul facciabuco. Invece di stringere la mano dell’amat@ mandiamo msgini a qualcun altr@, che non è accanto a noi.

Permangono poi altre questioni strutturalmente irrisolte: i gay fanno più sesso degli straight? E perché è sempre la donna a invocare il mal di testa nelle coppie etero? Il sesso è una questione di benessere psico-fisico, d’amicizia, d’amore, di pelle? Una sorta di yoga con scambio di umori interni? Una fantasia di dominazione e abbandono? Di complicità e tenerezza? Di godimento a volte soave a volte rabbioso? Perché venire fa bene, ci son pochi dubbi.

Lo psicologo Reich credeva che il sesso rilasciasse orgoni benefici all’organismo (i suoi esperimenti comunitari al riguardo gli procurarono l’odio perenne della figlia – scuole in cui i ragazzini poco più che puberi erano incoraggiati a far sesso del tutto prematuramente). Ma se non è benessere fisico è benessere psicologico? E allora si fa tanto sesso quando ci s’innamora e poi molto meno? Oppure ci sono quelle/i che fanno l’amore ogni giorno per anni e anni? E poi è vero che le donne possono resistere più degli uomini senza sesso senza mostrare chiari segni di depressione?

Le/i milanesi ammazzano e scopano il sabato. E magari si sono conosciuti in ufficio. Almeno questo è lo stereotipo. Bisogna che facciamo l’amore di più noi milanesi. Chi lavora troppo non fa l’amore, al contrario di quanto sostiene la canzone lavorista “Chi non lavora non fa l’amore”. Ma chi non lavora per niente? Magari i disoccupati fanno più sesso perché hanno più tempo libero di tutti. Difficile crederlo, con l’angoscia che li attanaglia e gli sbatti che comunque si devono fare, però..

Insomma quanti interrogativi, quante seghe mentali! Non è che sto rubando tempo al fare all’amore?