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Far Cry 3 in Nuova Guinea

| lunedì 31 dicembre 2012

by Massimo Gardella

Un biglietto aereo per Port Moresby in Nuova Guinea, nei paradisiaci arcipelaghi del Mar dei Coralli, costa quasi quattromila euro e il viaggio dura circa 40 ore. Con settanta euro potete comodamente arrivarci dal divano di casa vostra, grazie a Ubisoft Montreal che con Far Cry 3 ha sfornato una chicca apprezzata da critica e pubblico anche forse più del loro colossale e attesissimo Assassin’s Creed III. Far Cry 3 è una IP dissociata, nel senso che ogni episodio (dal primo sviluppato da Crytek passando per il secondo ingiustamente vituperato in Africa fino a questo, ambientato nelle Isole Rook nell’Oceano Pacifico), presenta personaggi e trame del tutto svincolate l’uno dall’altro ma unite da un comune spirito guerriero. Nei panni di Jason Brody, ventenne americano di buona famiglia in vacanza con i due fratelli, amici e fidanzate nel Sud del Pacifico, dovrete salvare uno a uno i vostri compagni dopo essere stati catturati da Vaas, un carismatico schiavista che ha barattato il lume della ragione con la pettinatura di Travis Beagle.

Il problema è che non avete mai preso in mano un’arma in vita vostra, e il paradiso in cui vi trovate prigionieri è realisticamente popolato da una fauna pronta a divorarvi (varani giganti, serpenti, tigri, orsi, squali e coccodrilli tra circa 40 specie di animali diversi). Certo, il solco tracciato da Red Dead Redemption per il futuro di tutti i titoli open world è evidente: la libertà di movimento è totale, la realizzazione tecnica impeccabile (su pc particolarmente potenti gli effetti di luce e shader sono pazzeschi), il sound design e il doppiaggio originale sono davvero a livelli cinematografici, la giocabilità senza pecche. Insomma un prodotto davvero tripla A. Ma il plusvalore di Far Cry 3 è la narrazione. Fin dall’incipit, e durante il corso dell’avventura, si sprecano citazioni dall’Alice di Lewis Carroll, il gioco viene presentato come una discesa nella follia – in effetti tutti i personaggi sono estremamente sopra le righe – ma ridurlo così è davvero un delitto. Le svolte nell’intreccio, sebbene non particolarmente brillanti, sono calibrate con grande cura nell’arco narrativo. Si arriva al punto giusto con un crescendo di pathos e momenti davvero intensi – se non saltate la prima volta che uno squalo bianco vi addenta il braccio all’improvviso siete più macchine della vostra console – e il finale non è così scontato come sembra. Anzi, è come Alice avesse deciso di non uscire più dal tunnel.

FAR CRY 3
Ubisoft, €69,98
PS3, XBOX360, PC

(testato su PS3)