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Leftism

Famedio e ‘Tino’: Crack a sinistra

| martedì 3 novembre 2015

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La commemorazione del comandante Tino Casali, combattente antifascista nonché ex assessore alla sanità della Giunta Tognoli, che si è tenuta venerdì 27 ottobre presso la Casa della Memoria di via Confalonieri, è servita a ‘passare le consegne’. Un momento rituale, per alcuni versi fin troppo accentuato, con cui una grossa fetta dalla sinistra milanese over 60, residuale ma non troppo, ha passato il testimone a Pierfrancesco Majorino, che era presente con fascia tricolore in qualità di delegato del Sindaco Giuliano Pisapia. Un ruolo, quello del Sindaco, che di settimana in settimana si fa sempre meno politico e più ecumenico, sempre più ‘di garanzia’, quasi notarile. E’ a lui, l’assessore alle Politiche Sociali che appena insediato ha fatto assumere in Comune il presidente del Circolo PD Vigentino Cosimo Palazzo per 63.000 euro lordi l’anno, che guardano in molti, a sinistra. Il discorso di commemorazione, gli sguardi di intesa con il presidente dell’ANPI Cenati, con Crlo Tognoli e il consulente esterno nominato a direttore del personale del Comune di Milano, l’ex pci Alessandro Pollio Salimbeni (138.000 euro lordi l’anno), i tanti abbracci, la commozione: tutto è servito a trasmettere il testimone al candidato delle primarie. Gli oltre 150 presenti, tra cui varie delegazioni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dei deportati nei campi di concentramento, hanno voluto intonare per ben due volte ‘Bella Ciao’ per salutare uno dei più importanti comandanti partigiani, il primo ad entrare a Milano dalla Val Tidone alla testa della Brigata Garibaldi nella mattina del 27 aprile del 1945 per stanare, come alla Casa dello Studente di viale Romagna, gli ultimi cecchini fascisti rimasti a combattere in città. Però, nel mentre che Majorino parlava, sui social e sulle pagine di giornali cartacei e on line, impazzava la polemica dai toni molto aspri, contro la decisione della competente commissione consigliare che assegnava al Famedio la targa commemorativa di Franco Servello, uno dei più intransigenti ( e fedeli) esponenti del Movimento Sociale Italiano. A votare Si alla richiesta inoltrata da Riccardo De Corato, la stragrande maggioranza del Consiglio Comunale compresi gli assessori competenti Del Corno (compositore e assessore alla cultura del PD, autore di programmi su Radiopopolare) e Franco D’Alfonso (ideatore dei Comitati X Pisapia, assessore al Commercio Marketing competente anche per i Cimiteri) oltre a Fanzago e Comotti, sempre del PD. Peccato che gli attacchi on line più pesanti siano stati rivolti a Basilio Rizzo, che in qualità d presidente del consiglio comunale non poteva far altro che accettare le decisioni di quell’assemblea, tra gli altri da Simone Zambelli, giovane presidente di zona 8 di Sel oltrechè da altri esponenti della sinistra meneghina. Come se non bastasse, ieri, è stata diffusa una foto in cui si vede la corona d’alloro del Comune nella sezione del Musocco dedicata ai caduti fascisti. Accuse, dichiarazioni difensive, altre accuse, giustificazioni…una parodia quasi tragica che ha coinvolto proprio tutta la sinistra meneghina dal PD al Ponte della Ghisolfa, passando da Rifo, Sel,Comunisti Italiani, Cs Leoncavallo e No Expo, se non fosse per l’influenza sbiadita che partiti e ideologie ormai hanno nella nostra società. Qualcosa si è rotto, e non stiamo parlando di una luce di posizione o del voto contrario alla Giunta di un Consiglio di Zona: è il motore che perde olio, in un tutti contro tutti che non tarderà a mostrare i suoi frutti più velenosi. Al termine della diatriba è dovuto intervenire Mirko Mazzali a placare gli animi, così come Rizzo con un lungo comunicato postato da Anita Sonego. L’unità del 2010-2011 è ormai un miraggio e se il candidato che dovrebbe ri-unire i dispersi, i disillusi, i delusi del quinquennio ‘arancio’ dimentica di citare, se non sanzionare, assessori e consiglieri del ‘suo’ partito che hanno dato il via libera all’ingresso del Camerata Servello al Famedio del Cimitero Monumentale, il rischio è la diaspora. Mancano ancora 6 mesi alla fine del mandato Pisapia e tutto sembra precipitare. Mancano ancora le regole delle primarie, almeno un candidato ‘civico’ e uno di ‘sinistra’, e tutto il programma, i contenuti che dovrebbero essere al centro delle scelte dei cittadini.
Forse basterebbe qualcuno che non è stato assessore e non ha avallato col suo voto nefandezze quali il Canale via d’acqua nei parchi, la privatizzazione di Cimiteri e Forno Crematorio, l’assunzione di oltre 100 portaborse consulenti, il licenziamento di decine di precari e tante altre chicche che ci ha regalato la Giunta Pisapia. E che potrebe riservarci, presto altre sorpresine, come le ruspe di Gariwo al Monte Stella… Qualcuno, ma non un manager, che ammetta il conto che dovremo pagare nei prossimi anni/decenni causa Expo e M4. Basterebbe qualcuno che con umiltà e senza cravatta e vestito da 1000 euro ci dicesse le cose davvero come stanno. O è forse meglio un manager che ci illuda a colpi di luci stroboscopiche dell’albero della vita che il bilancio del Comune di Milano è a posto e che va tutto bene?