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Facebook compra i dati

Daniele Salvini | lunedì 3 marzo 2014

Facebook Inc. ha comperato WhatsApp per 19 miliardi di dollari, di cui 4 miliardi in contanti. Facebook conta plasubilmente così di ringiovanire la sua clientela, combinando la sua rete sociale alla messaggistica di testo, ed assorbe WhatsApp Inc.

La spesa, equivalente a 16 miliardi di euro, è senz’altro notevole e infatti Facebook con quella cifra non ha evidentemente soltanto comperato un software.

WhatsApp è un software che gira sui telefonini. Una App.  Proprietario e multi piattaforma, un Instant Messager che permette di scambiare messaggi audio e di testo, fotografie e geolocalizzazioni, con 400 e rotti milioni di utenti paganti e quindi provvisti di possibilità di comprare online (ad es. con una carta di credito), nonché della volontà di farlo visto che tradizionalmente la rete offre svariate possibilità di scambiare messaggi di testo, com, irc, jabber, skype, xmpp, icq, telegram-app, email sono solo alcuni di questi modi.

Non è semplice convincere chi già scambia messaggi occupandosi solo di procurarsi un accesso alla rete, a pagare un servizio.  Skype ci sta lavorando e WhatsApp aveva realizzato questo obiettivo con una richiesta minima, 1 dollaro l’anno, ma significantiva per la capacità di compera.

Dunque sono 400 milioni di utenti con carta di credito quelli assunti a Facebook. Una banca dati senza dubbio golosa per il gigante della pubblicità che non ha badato a spese.

La compagnia WhatsApp Inc. è stata fondata negli Stati Uniti nel 2009 e impiega 55 dipendenti. Facebook esiste dal 2004, WhatsApp dal 2009, ed entrambe hanno un nome derivato dall’unione di due parole, fuse in una storpiatura gergale, pop e sinestetica: “Faccia-da-libro” e “Come-butta/app”.

Come-butta (Whassup?) è stato recentemente usato 1999-2002 come tormentone per la pubblicità di una birra che si chiama: Amico (Bud). Whatsapp usa l’assonanza fonetica per buttare là la parola App, creando un mondegreen, nella lingua anglosassone.

WhatsApp-app quando viene installato su di un telefonino crea un account usando come identificatore univoco il numero del cellulare e quindi copia la lista di contatti caricandoli e conservandoli nel suo database centrale in Usa.

Dunque Whatapp legge e copia tutti gli indirizzi conservati nel telefonino, non solo quelli degli utenti che vengono messaggiati.  Ci sono state polemiche e proteste per violazione della privacy soprattutto da parte del governo Olandese e Canadese.

 

Noi possiamo fare due conti:

16 milioni di euro diviso 400 milioni di utenti fa 40 euro.

Questo è il prezzo dei dati di un utente WhatsApp, il quale curiosamente ha un controllo parziale sui suoi dati, dato che ad esempio non li può mercificare come invece fa per lui Come-Butt’app.

In ogni caso pare che ai 400 milioni di utenti non verrà rimborsato neanche un dollaro.