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ExpoRincari: Prezzi +20%

| lunedì 27 aprile 2015

2014-10-25 15.13.15In attesa dei 10 milioni di turisti, in città sono già arrivati gli ExpoAumenti. Così come avvenuto a Barcellona ed Atene in occasione delle Olimpiadi, l’Expo ha portato sotto la madonnina un rincaro dei prezzi al dettaglio molto più marcato di quello che si registra solitamente con la primavera. I dati aggregati del settore statistica del Comune di Milano, raccolti da diversi operatori in giro per la città parlano chiaro. La loro lettura è tanto difficile quanto poco conosciuto e valorizzato è questo servizio pubblico di essenziale importanza, che stranamente non ha trovato adeguato spazio nel nuovo sito internet del Comune di Milano, forte di oltre 160 redattori fissi. Che le banconote frusciavano più del solito se ne sono accorti migliaia di milanesi usciti a frotte in questi ultimi due week end pre-expo, con l’inaugurazione della nuova Darsena come banco di prova della nuova stagione dei prezzi. Non sono solo alberghi del centro, negozi in ‘Montenapo’ e bioristoranti vegan chic a far impennare il costo della vita, ma i prezzi al dettaglio in tutte le zone della città. Da piazza Abiategrasso alla Bovisasca, da Affori fino a Gorla vecchia: anche chi non avrà nulla a che fare con l’esposizione, specie nelle periferie popolari, ne subisce già da un mese gli effetti speculativi. Così il prezzo del primo cono gelato ‘piccolo’ del 2015 schizza a 2.80 Euro in piazza Duomo, 2.70 sui Navigli e 2.50 in P.le Oberdan (qui lo scorso anno era a 2.20) e va a 2 euro anche in molti bar della periferia (lo scorso anno 1.80). Trovare un caffè a meno di un euro, impresa che nella primavera 2014 era ancora possibile, è diventato un miraggio specie dentro la circonvallazione esterna mentre il pane è schizzato a 5 euro al Kg in molte delle panetterie milanesi. Qui farine integrali, pane nero, cereali e semi di ogni genere la fanno ormai da padrone: peccato che si arrivi a 8,50 euro al chilo, senza nemmeno essere seduti da EatItaly. A Bonola e Forlanini i francesini tengono i 4.50 al chilo fino a 4.20 mentre a Baggio sfiorano i 4 euro; un po’ meglio va col pane all’olio e con chi ancora sforna ormai introvabili michette (in Astesani a 3.80). I prezzi di frutta e verdura, temi tanto cari all’esposizione di Rho, hanno subito un’impennata che supera il 20% sia in molti supermercati milanesi che nei mercati scoperti. Trovare un frutto o una verdura a meno di 1 euro è quasi impossibile: anche l’aglio supera ormai gli 0.90 al chilo (1,10 euro ad Affori, 1 Euro in Imbonati, 1 Euro a Crescenzago) mentre le melanzane sono a 1,60 in molti esercizi commerciali, così come i pomodorini che arrivano a 2,20 e la lattuga ‘semplice’ che veleggia sopra l’euro e mezzo al chilo. ‘Il plateatico è aumentato del 30%, la pattumiera ce la fan pagare il 15% in più che cosa pretendi?’, spiega Francesco, il veterano dei fruttivendoli pugliesi del mercato scoperto di via Osoppo. ‘Varda chi’, mi spiega la signora Lissoni mentre mi porge i due sacchetti pieni di ortaglie, ‘Fin a l’an pasaa spendevi an bigliet de vint, adès sciambula…’, mentre Luigi un abbronzato rivenditore di origini tarantine dalle bancarelle di Benedetto Marcello ci confida: ‘Ogni primavera limiamo i prezzi all’insù ma quest’anno qualcuno ha esagerato. Sai siamo a 50 metri da Corso Buenos Aires, c’è già ora più movimento’. Del resto se anche nella un tempo risparmiosa ‘Belle Aurore’ di Porta Venezia quattro toast e un succo di frutta sfondano il muro dei 20 euro significa che i rincari non riguardano solo alcune zone. Derghen, Lambrate, Piazzale Susa, el ‘Muriviun’, ‘Curvet’, ovunque è ExpoCarovita. Anche in fondo a viale Certosa e più su verso Quarto Oggiaro e Vialba, complici anche i recenti trasferimenti di aziende, gli alberghi che un tempo ospitavano flosce convention farmaceutiche a 60 euro la singola oggi sfiorano i 100 euro. Svettano ovunque i cartelli multicolori col logo di Expo che indicano come arrivare all’esposizione dalla Circonvalla, fin dentro Mac Mahon. ‘Mai stati così alti’, ci conferma Alessandra che lavora in una delle più importanti agenzie di ‘incentive’ meneghine, ‘Qui così come sull’asse Sempione-Gallaratese-Nuova Fiera la vicinanza con la ‘piastra’ ha fatto lievitare tutti i prezzi. E aspettiamo di arrivare a giugno, si alzeranno ancora specie quelli più vicini al sito’, spiega. Il tema dell’Expo non è forse l’alimentazione? Ecco serviti i prezzi della ristorazione milanese, con aumenti che si fanno imbarazzanti all’Isola, Corso Como, Gae Aulenti, e complice ‘il movimento’ del Salone del mobile in tutta l’area Savona-Tortona-Bergognone-Solari: panini serviti su piatto a 8-10 euro sono ormai un must dell’area più radical chic milanese. Provate il bar e il ristorante del nuovo Mudec per capire di cosa stiamo parlando: l’ExpoInflazione dilaga in tutta l’area della Darsena. Il take away greco sul naviglio pavese registra aumenti del 10% rispetto al settembre 2014 (!) mentre il nuovo supermercato della Darsena è riuscito a trasformare il macellaio all’ingresso in un gioielliere: bistecca a 8 euro, ma di polpa scelta, bio e con allevamento a terra, mi raccomando! Persino il kebabbaro all’angolo con via Vigevano, che ostenta orgoglioso la sciarpa giallorossa del Galatasaray, si è adeguato agli ExpoPrezzi: da 2,80 a 4,20 in meno di 3 anni. E’ l’Expo bellezza, che ti aspettavi? E non finirà di certo il 31 ottobre…