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ExpoDaspo: No dai Sindacati del Comune

| lunedì 15 giugno 2015

ExpoDaspoA 45 giorni esatti dall’apertura dell’esposizione di Rho, sono già diverse decine le cause di lavoro intentate contro i licenziamenti preventivi effettuate da Expo spa, e da società che operano all’interno dell’esposizione. In mezzo all’imbarazzato silenzio della politica milanese, fatta eccezione per una dichiarazione dell’assessore Cristina Tajani e una interrogazione parlamentare di Daniele Farina, entrambe di S.E.L., l’assemblea dei rappresentanti sindacali del Comune di Milano ha votato una mozione unitaria pubblicata venerdì che chiede di far luce sui licenziamenti, condannando i controlli sulle opinioni personali e politiche dei lavoratori. Un documento voluto da delegati di tutte le sigle, dallo Slai Cobas alla Cisl passando da Cgil Uil Usb e Csa, per chiedere trasparenza su una vicenda dai risvolti ancora poco chiari. Fonti interne la Questura sostengono che Expo spa avrebbe gestito in modo pessimo tutta l’operazione, decidendo di escludere chiunque fosse segnalato dalla polizia di stato. La mozione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie non ha unicamente un significato politico: se i rilievi legali fossero riconosciuti plausibili dal Tribunale del Lavoro di Milano i risarcimenti potrebbero coinvolgere anche gli enti pubblici che partecipano a Expo spa, Regione, Comune e Governo. ‘Le cause riguardano la violazione della prima parte dello Statuto dei Lavoratori, quella sulle libertà individuali. E in questo caso, solitamente, i risarcimenti sono particolarmente ‘pesanti’, spiega Roberto Firenze dello Slai Cobas. Il primo ricorso contro i controlli effettuati dalla Questura, che ha utilizzato schedari ‘riservati’ contenenti tutte le informazioni ‘sensibili’ riguardo ai cittadini, è stato depositato dallo Sportello San Precario dello spazio Fornace, nelle prime settimane di maggio. L’eco della notizia, smorzata dai quotidiani cartacei dove è ormai sparita, sta cavalcando con intensità sul web dove testimonianze e interviste aggiungono particolari da film di Totò ai controlli effettuati in base a una legge speciale del 2013, che è paragonabile alle norme utilizzate per altri siti ‘strategici e di interesse nazionale’ (Valsusa, nda). Norme e dispositivi ad hoc contenuti nei decreti cosiddetti omnibus, tanto in voga negli ultimi 4 anni, vere e proprie leggi speciali che introducono elementi simili a quelli del DASPO per reati commessi dentro e nei pressi degli stadi italiani. Limitazioni della libertà personali, indagini speciali, uso di data base anche elettronici, monitoraggio dei blog e il riconoscimento facciale con l’intensivo uso di telecamere e fotografie. Invece, il filtro agli ingressi di porta Fiorenza, inizialmente pensato per l’antiterrorismo, ha via via incluso tutti i segnalati provocando oltre 500 interdizioni all’entrata. ‘Veramente, dopo le proteste dei lavoratori costretti a far le file nei primi giorni, i nostri interlocutori di Expo spa ci avevano detto che non si fidavano a lasciare dei pass di 6 mesi a lavoratori temporanei’ ci racconta E. una giovane manager di Manpower, l’azienda che ha gestito le assunzioni. ‘Di sta storia te lo giuro, noi non ne sapevamo niente anche se, visto come sono state gestite le assunzioni c’era davvero da aspettarsi di tutto’. Nel folto gruppo degli esclusi c’è A. che è stato identificato durante una trasferta dell’Inter insieme a un gruppo di ultras, segnalato ad aprile dopo aver firmato un contratto nella ristorazione, e G. una minuta ragazza che doveva lavorare in un padiglione. ‘Sono stata esclusa perché ho lavorato in una Onlus’, ci racconta ancora traumatizzata. ‘Io invece’, ci dice G,’Ho partecipato a tre presidi anti sgomberi al Lorenteggio finiti con qualche spintone, ma non sono mai stato denunciato e la mia fedina penale è pulita. Con che diritto mi hanno licenziato?’. In realtà le posizioni dei sindacati del Comune di Milano sono meno compatte di quel che sembrerebbe. Se la Cgil, sull’ondata dell’indignazione crescente, ha fatto partire diverse cause contro Expo spa e in Comune ha lavorato con Gianni Pizzi (portavoce Rsu) e Anna Maria Mitti affinchè l’assemblea prendesse posizione contro i licenziamenti, la Cisl per bocca del segretario Mauro Ongaro si dice preoccupata delle denunce visto il tavolo ancora aperto in prefettura. I dinieghi agli ingressi, tecnicamente, non sono considerati causa di licenziamento mentre spetterà ai lavoratori dimostrare l’aspetto discriminatorio delle decisioni di Expo spa, che ha utilizzato i pareri della Questura, secondo diversi avvocati del Lavoro, ‘in maniera del tutto estranea al Diritto del Lavoro’. Sulla vicenda che agita il mondo sindacale è stranamente assente il dibattito politico. Nemmeno il Sindaco ne ha accennato in uno degli oltre 20 comunicati stampa settimanali inviati dal suo ufficio comunicazione, guidato da Giovanni Nani, ex ufficio stampa del ministro verde Pecoraro Scanio. Pisapia non ne ha parlato nemmeno durante la partecipazione alla trasmissione Matrix di mercoledì scorso, oggetto di feroci critiche dentro e fuori dal Comune. Ultima segnalazione per il PD: nessuno dei 30 tavoli che hanno preso vita sabato 13 giugno nei saloni di proprietà comunale dell’ex Ansaldo di via Savona per l’incontro organizzato dal Pd, ha accennato alla questione. Qualcuno avverta il ‘popolo delle spugnette’ che la Repubblica Italiana è fondata sul Lavoro, prima che sia troppo tardi. E tocchi ad altri farsi carico delle amnesie dei sempre più distanti cugini.