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#Expo2015, veleni sotto la Via d’Acqua ma il commissario li declassa e apre i cantieri

| lunedì 2 dicembre 2013

via d'acqua

Funziona più o meno così: un tratto di penna, la firma del Commissario e la norma cambia di senso. Quello che prima non si poteva fare diventa possibile. Nel caso della Via d’Acqua per Expo 2015 si tratta dei limiti degli inquinanti tollerati nei terreni in cui si scaverà il canale: il parametro di riferimento delle CSC (le Concentrazioni di Soglia di Contaminazione oltre le quali scatta la bonifica) passa da residenziale/aree verdi a industriale.
Il declassamento è stato firmato dal Commissario unico di Expo Giuseppe Sala il 12 novembre scorso. Tutto possibile grazie alla semplificazione delle procedure di gestione degli scavi relativi ai lavori di competenza di Expo spa e la Via d’Acqua è appunto una di quelle opere commissariate dalla società per azioni che gestisce l’Esposizione Universale del 2015. A dare i poteri speciali al Commissario unico è stato il governo Letta con il decreto legge 43 di giugno 2013, dove è scritto che il Commissario può provvedere in deroga alla legislazione vigente a mezzo di ordinanza e anche che le ordinanze del Commissario unico sono pubblicate in evidenza nella prima pagina del sito internet di Expo 2015. Bene, provate a cercarle: www.expo2015.org.
Il Commissario Sala ha quindi deciso che per tutto il sedime della Via d’Acqua si potranno applicare i parametri di riferimento degli inquinanti della tabella B del D.Lgs. 152/2006 invece che quelli della tabella A, come avviene per aree urbane, verdi, residenziali. Un declassamento che deroga alle norme urbanistiche comunali, per il Commissario Sala il tracciato della Via d’Acqua è equivalente a un area industriale e come tale va classificato: “il canale è in cemento armato impermeabile” è scritto nel documento firmato da Sala. “Assurdo, stiamo parlando di quattro parchi a ridosso delle abitazioni” dicono gli abitanti del Gallaratese “il dubbio è che cambiando il parametro di riferimento la bonifica delle aree inquinate possa essere considerata non necessaria, visto anche che bonificare costa tanto e allunga i tempi”. E i tempi per chiudere i lavori sono stretti, l’inaugurazione di Expo il primo maggio 2015 non è prorogabile.

L’area contaminata che preoccupa i cittadini è quella di via Quarenghi, zona Bonola. Una ex-cava sopra cui sono iniziati i lavori della base-cantiere degli operai che lavorano alla Via d’Acqua. Un cantiere aperto prima ancora che la valutazione di rischio ambientale fosse trasmessa al consiglio di zona 8. Eppure l’inquinamento dell’area di via Quarenghi è cosa nota dagli anni ’70, dai tempi della vecchia proprietà, Salvatore Ligresti. Negli anni duemila si è aperto un contenzioso tra Comune di Milano e nuova proprietà, la società Grassetto, proprio sulla bonifica. Un progetto di box interrati è stato respinto anni fa dal Comune proprio per il mancato accordo sulla bonifica e il rischio ambientale che ne sarebbe derivato.
Lo sforamento dei limiti di legge è confermato dagli ultimi rilievi disponibili fatti dall’amministrazione milanese nel 2008 (tabelle qui): Pcb, idrocarburi, metalli pesanti oltre la soglia di legge. Il documento, siglato novembre 2008, si concludeva ammonendo: “escludiamo rischi potenziali per i cittadini se permarrà la condizione di non fruibilità dell’area“. Ora però il cantiere è partito e il consiglio di zona 8 attende da oltre un mese i dati delle nuove analisi fatte da MM. A chiederli è stato il presidente della commissione ambiente di zona 8 Enrico Fedrighini: “siamo preoccupati per gli abitanti e per i lavoratori. E’ strano che l’azienda incaricata di eseguire i lavori non abbia informato i suoi operai dei rischi per la salute. Sappiamo che su questo tema l’amministrazione comunale è sensibile e attenta”.
La rete dell’attitudine No Expo ha pochi dubbi: “se ancora servisse è la prova che il mega-evento Expo funziona così, con logiche emergenziali e in deroga alle leggi. Il Comune di Milano ha deciso di stare in questo gioco, vuole Expo con la sua costosa e inutile Via d’Acqua, 90milioni di euro pubblici per 40cm di acqua da far scorrere nel laghetto del sito dell’esposizione e fino alla Darsena, e ora si ritrova quasi impotente di fronte al Commissario unico che decide per tutti”.

Le puntate precedenti:
invaso il cantiere a Trenno
mobilitazioni

Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/difendiparcotrenno

La petizione da firmare: https://secure.avaaz.org/it/petition/Il_sindaco_di_Milano_Giuliano_Pisapia_Chiediamo_che_venga_modificato_il_tracciato_della_Via_dAcqua/?copy

di Roberto Maggioni