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Expo Insider: sotto la 'Piastra'

| domenica 1 febbraio 2015
Via Bolla- Via Castellanza. Cantiere Expo Vie d'Acqua. Qui MM spa ha tracciato il corso del canale di Expo dentro una cava altamente tossica. In una relazione del 2008 l'ufficio bonifiche del Comune sconsigliava vivamente di movimentare quelle terre velenose.

Via Bolla- Via Castellanza. Cantiere Expo Vie d’Acqua. Qui MM spa ha tracciato il corso del canale di Expo dentro una cava altamente tossica. In una relazione del 2008 l’ufficio bonifiche del Comune sconsigliava vivamente di movimentare quelle terre velenose.

I primi Expo-contratti in scadenza si trasformano in altrettante testimonianze su quel che sta succedendo nel megacantiere dietro il Cimitero Maggiore. Muratori a contratto, elettricisti a termine, mulettisti di cooperativa: precari da poco licenziati. Quali fonti migliori potevam sperare di intervistare?
‘Pensa che ci han fatto firmare nel contratto che se portiam via un bicchiere di terra c’è il penale’, mi spiega A., uno degli operai che per un anno hanno lavorato su turni alle strade dentro al cantiere di via Cristina di Belgioioso. Ma come? non erano terreni agricoli? ‘Seh!… agricoli un cazzo. Dovevi sentire che puzza veniva da li sotto, da vomitare. Ci han fatto interrare tutti gli impianti, non c’è un filo elettrico esterno lì dentro. Così abbiam lavorato sottoterra. Ho visto venir fuori terra bianca, verde… Hai capito, frà, verde ti dico… Non so cosa fosse ma di certo non erano terreni adatti all’agricoltura’, ci spiega. Quindi ci sono ritardi? ‘Ritardi? Ma stai scherzando? Almeno due anni di ritardi si sono accumulati, così dicevano tutti gli ingegneri e i capi. Vuoi un esempio? Palazzo Italia, che si stan chiaccherando come fosse un posto della madonna. Non ce la fanno a fare tutti e 4 i piani. Ho visto io che con le finiture, gli infissi e tutti gli impianti sarà un miracolo se è tutto a posto per maggio, ma solo i primi due piani. Gli altri no‘. E dove altro sono indietro? ‘Indietro? Zio, lì dentro è tutto indietro. Ora lavoran 24 ore su 24 ma è inutile ormai per alcune infrastrutture. La cupola della stazione, quella figa tutta moderna… hai presente? Non hanno nemmeno gettato le fondamenta. L’unica cosa che è finita sono le strade interne, ma per la Zara Expo e altri collegamenti non ci siamo… E poi dovessi vedere che sotterranei ci sono nella ‘piastra’ (dove sorgono i padiglioni di Expo, nda) in alcuni punti siamo andati sotto fino a 12 metri. Cazzo serve scendere così sotto? Boh… due, tre piani con stanze enormi’, ‘Boh ci chiedevamo… va bene interrare ma così sotto mi sembra un po’ troppo. Mai visto una cosa del genere in 10 anni di cantieri anche più grossi di questo’, dice A. mentre si accende una sigaretta. ‘Ok mi son detto insieme ad altri colleghi, Va bene che abbiamo deviato 3 fiumi (tra cui i torrenti Guisa e Nirone) e che l’acqua in uscita potrebbe essere tanta, ma non è che sti architetti pensano di farci passare l’acqua da sti sifoni enormi? Mah…’. Hai visto degli sprechi nel cantiere? ‘Sprechi? Cazzo, zio, abbiamo fatto i sifoni e le camerette tutte di marmo, hai capito? Di marmo buono, quello che costa un botto e si usa solo nelle case della gente che c’ha un cifro di cash. Come di marmo? ‘Sì di marmo. Ci han fatto rivestire decine di ambienti sotterranei col marmo. Ma si tratta di condutture, il marmo lì dentro è davvero un buttar via soldi’.
G. invece è un addetto alla logistica. Ci riferisce di alcuni colloqui che sono avvenuti a poca distanza dalla sua garritta.’ Stan trattando come coprire i buchi’, ci dice. Come i buchi? ‘Si visto che non c’è continuità tra padiglioni e altri elementi del sito, han previsto degli enormi pannelli mobili con su grafiche accattivanti sul cibo e sulla natura’. Ben peggiori invece potrebbero essere le conseguenze, anche a lungo termine sulla sicurezza dei lavoratori impegnati nei cantieri per Expo. Così come denunciato dai Comitati No Canal per i cantieri sui terreni tossici di via Bolla e via Quarenghi (foto allegata), dove la Maltauro srl aveva il proprio campo base. E come riferito dai cittadini agli agenti di p.s. presenti a presidio di cantieri in cui la movimentazione terra di camion e furgoni aveva rilasciato nell’aria polveri di più che dubbia salubrità. I recinti di Expo nasconderebbero, secondo quanto riferitoci da una fonte che vuol rimanere anonima, una situazione grave. Molte delle prescrizioni del la legge 81/2008, il testo unico sulla sicurezza sarebbero saltate. Assente o quasi A.s.l e A.r.p.a., i controlli sono affidati a tre società, la Rina, l’ICM e una ditta francese, aziende private incaricate da Expo spa, i cui tecnici hanno ricevuto una tassativa informativa verbale: lasciar correre. Mancano meno di 90 giorni al via. Expo deve essere un’enorme opportunità. Costi quel che costi.