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Expo 2015: un Posto per Tant* Non per Tutt*.

| sabato 30 maggio 2015

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Il teatro, meglio il fortino, dell’assurdo di Expo 2015 continua.

Mentre il delegato unico Sala, dopo quasi un mese dall’inaugurazione,  si è quasi trovato costretto a dichiarare i bassi numeri d’accesso all’evento fino ad oggi (meno di 2milioni) il sito sembra sempre più un luogo non per tutte e tutti.

Stamattina alcuni attivisti del centro sociale SOS Fornace di Rho, supportati da elementi della rete attitudine No Expo e San Precario, si sono presentati davanti ai cancelli del sito espositivo per un semplice volantinaggio. L’obiettivo era quello di parlare e informare i lavoratori Expo 2015 provando a creare un’interlocuzione con loro e offrendo supporto biosindacale.

Dopo circa un ora d’iniziativa una solerte squadra della sicurezza privata di Expo è intervenuta chiamando la forza pubblica. Il volantinaggio è stato  stoppato immediatamente . Le prime dichiarazioni degli agenti sono state “qui non si può volantinare nulla che sia lesivo dell’immagine di Expo. Per di più ciò che circola attorno al sito deve essere approvato dalla società. Iniziate a darmi un volantino così posso capire se potete distribuirlo o no”. Brevemente si è arrivati alla minaccia di identificazione per volantinaggio non autorizzato.
Si, identificazione per volantinaggio non autorizzato, e si il poliziotto che diceva che il testo doveva essere approvato dalla società si è posto come elemento decisionale sulla “validità” del testo.  In brevissimo tempo arrivano in supporto della forza in divisa alcuni agenti in borghese. Si apre una discussione che termina con l’identificazione degli attivisti e l’affermazione secondo la quale “Expo è un area particolare, nonché privata. Non si può volantinare senza autorizzazione, come d’altra parte non si potrebbe volantinare senza autorizzazione e concessione nemmeno nello spazio pubblico”.
Expo più che un sito espositivo e luogo di lavoro sembra sempre più un fortino: l’agibilità di movimento dentro e fuori l’area sono vincolati ad un arbitraria scelta di apparati di sicurezza, questura e società Expo S.P.A. Se non bastava l’affar divieto d’ingresso per alcuni lavoratori per motivi di sicurezza, come raccontato su questo sito e non solo negli scorsi gioni, o l’impossibilità di entrare dentro il sito con magliette e simboli politici i fatti di oggi sono l’ulteriore conferma che Expo è gestito come un fortino con regole speciali.
Se a centinaia di persone è vietato interagire con Expo 2015 per motivi di legalità e sicurezza è evidente, ed il caso Bracco di ieri è inutile ma succosa conferma, che i grandi mastri a capo dei lavori e degli appalti dell’evento siano investiti da inchieste, in molti casi direttamente legate ad Expo, di spartizione di ricchezze, turbative d’asta, evasione fiscale e/o ripresi pubblicamente perché responsabili di gestire il pubblico come un azienda privata, o meglio come un luogo privato.

Come dire che anche attorno alla retorica della legalità  ci sono pesi differenti: chi si arrichiesce e ruba ad alti livelli può lavorare e girare liberamente dentro e fuori Expo 2015 lavora e critica il sistema no.
Anche questa è una delle facce del modello e delle sperimentazioni Expo 2015.