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Sub/Culture

Esce il Thriller Ucronico della sudafricana Lauren Beukes

| mercoledì 6 novembre 2013

Ridem&Lauren

di Elena Dellavalle

I book trailer non bisognerebbe guardarli, perché ti fanno passare la voglia di andare più a fondo, ma The Shining Girls, l’ultima elettrizzante fatica di Lauren Beukes, merita di essere letto dalla prima all’ultima pagina. Un dedalo di violenze si dipana tra passato e futuro. Dove trovare il capo della matassa? E soprattutto: Quando?

“Inoltre, ti sei occupato del mio omicidio.”

“D’accordo, ragazzina, se davvero ti interessa occuparti di cronaca nera, la prima cosa da fare è utilizzare una terminologia giusta. Si tratterebbe di ‘tentato omicidio’. Nel senso, che non è andato in porto. Giusto?”

“Io non la vedo così.”

La copertina tetra rievoca i titoli di testa di un film horror. Lo apro. Dopo poche pagine di lettura, mi rendo conto che mi trovo in una casa tetra, con assi di legno che cigolano e vetri spessi e irregolari che nella notte riflettono distorta la mia immagine…non dovrei forse dedicarmi a letture un po’ meno sinistre? Ma è troppo tardi. Come nella tela di un ragno, sono già inchiodata a questo uchronic thriller.

Il termine ucronìa, dal greco, significa letteralmente “nessun tempo”, così come utopia significa “nessun luogo”. The Shining Girls è una storia che si svolge nel tempo, senza seguirne lo scorrere naturale: La Casa hai il potere di affacciarsi qualunque epoca antagonista desideri. L’efferato assassino uccide, disseminando nel tempo scie di dolore e tracce tangibili dei suoi misfatti. Per la protagonista, sopravvissuta alla propria aggressione, una distopia permanente: un incubo dal quale deve uscire per poter ritrovare la pace.

“Vivi sola?”

“Non mi trovo a mio agio con gli altri. E ho gli incubi.”

“Posso immaginare.”

“E invece no.”

Tanta ricerca storica e tanti i temi sociali evocati, per una lettura che cattura. Eccezionali i ritratti vividi e profondi dei personaggi, messi a nudo in poche righe pregnanti. Dell’assassino, figura a tinte forti e macabre, sappiamo poco, e questo concorrere al suo alone di mistero. Rimane del tutto in ombra il meccanismo magico che governa La Casa, che il lettore deve prende come un dato di fatto: se ci riesce, la storia si rivela super avvincente. I toni cupi sono insistiti, ma l’autrice è abile nell’alleggerire di tanto in tanto la narrazione con un capitolo che ne smorzi la tensione, per non trovarsi con lo stomaco troppo stretto. Mano a mano che ci si addentra nel labirinto del racconto, si ha l’impressione di descrivere un cerchio, che si compie con lo scorrere delle pagine. Poi, una incertezza si insinua, come una crepa sul parabrezza: e se il cerchio non si dovesse chiudere? E se..?

Q & A

Perché i viaggi nel tempo non superano il 1993?

Perché è prima dell’avvento di Internet. L’avvento del web avrebbe stravolto l’intreccio.

Perché l’autrice, che è sudafricana, non ambienta in Sud Africa il romanzo?

Perché ritiene che le vicende storiche dell’Apartheid avrebbero avuto un peso troppo rilevante rispetto al tema principe: come il ‘900 ha cambiato il mondo e l’umanità che lo abita.

Le caramelle Anna Belle Lee, citate nel testo, sono un omaggio all’omofona poesia di Edgar Allan Poe?

Abbiamo avuto le risposte a queste domande direttamente da Lauren Beukes, di cui riportiamo la risposta alla nostra ultima domanda:

“Anna Belle Lee è una marca di caramelle che ho trovato citata in uno dei libri usati per le ricerche sulla storia dei Girly Show [..] però mi piace il casuale nesso con Poe!”

THE SHINING GIRLS
di Lauren Beukes

Traduzione di Seba Pezzani
pp. 462
ilSaggiatore
€16,00 libro, €7,99 ebook

ridemente.wordpress.it