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Eros Indossa le Mutandine di Pizzo?

by Rosario Gallardo | domenica 14 luglio 2013

Innanzitutto abbiamo completamente ridisegnato il sito www.rosariogallardo.com ! Manca ancora il materiale video, ma la struttura di base c’è.

Vi invito a visitarlo e dirmi se è più porno o più erotico. Per l’appunto dieci giorni fa mi è capitato un articolo tra le mani nel quale c’era un minestrone di sintetiche riflessioni ficcanti sul porno/sesso/erotismo postmoderno. Grossomodo diceva che l’attività sessuale contemporanea si “concentra esclusivamente sulla funzione orgasmica” e che la pornografia nel web risponde a questi bisogni sessuali, e fin qua è come dire che la gente quando mangia si concentra sul riempirsi la panza, in più sottolinea una certa tendenza alla sfrenatezza (azz!), quindi un altro autore sentenzia l’Eros in agonia, un altro che il sesso è “meno umano”, bla bla bla fino ad approdare a un destino segnato dalla “nevrosi psichica”. Ta-dan! Che birichino questo erotismo postmoderno!

Un attimo che smettiamo di ridere. Ecco, grazie. No, perché poi è carta stampata, sono autori che campano delle cagate che scrivono e alberi tagliati a sproposito; è triste in verità.

Ieri mentre leggevo ero nuda sul mio divano di pelle sfondato e Nicola ha acceso la cam, ha tolto l’audio e l’ha piazzata sulle mensole alle mie spalle. Io leggevo, commentavo gesticolando, prima stesa, poi seduta. Sul muro la proiezione della schermata del pc, con la mia schiena, i capelli e la chat; dopo circa cinque minuti avevo superato le cento persone che stavano a guardare l’immagine muta del mio corpo di spalle. La contemplazione è una masturbazione intellettualizzata, è cultura del desidero, i connotati dello scambio virtuale ne amplificano la poetica. Questo è la morte dell’Eros? E’ incredibile, c’è ancora chi vuole ammaestrarci mettendo in classifica in ordine di merito istanze e potenze quali Amore, Eros, Libido, Orgasmo, gli stessi che ritengono che l’esperienza virtuale non rientri nella “realtà”, che il romanticismo si contrapponga all’esplicito, o che identificano la cultura come la negazione dell’istinto animale. E già se parliamo di istinti animali e umani io provo imbarazzo… Vi do il link, ma è un articolo che sputacchia sentenze senza argomentarle quindi ve lo commento a spanne, giusto il succo. http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/un-orgasmo-ci-seppellira-per-fare-sesso-bisogna-essere-al-top-della-forma-e-58814.htm

Di domande idiote che mi sono state poste, fin ora, ne ho una vasta collezione e se dovessi fare una graduatoria che inizia dal peggio, dopo quelle riguardanti “l’educazione” dei miei figli, c’è questa: “Qual’è il confine tra pornografia ed erotismo?”

Detta così potremmo parafrasarla con: qual’è il confine tra fame e lasagne?

Qual’è il confine che separa il lecito buon gusto con quanto di più criticabile il comune senso estetico possa rinnegare? Fin dove sono sexy e quando inizio a essere volgare? Anzi nevrotica, io e chi si arrapa a guardarmi. Vi prego datemi un certificato medico! Me lo dovrei far fare dal mio babbo…

Quindi se le chiappe sono erotiche, l’ano è porno, il retto visto dal di dentro rientra nel campo medico a meno che non si sentano degli ansimi di sottofondo. Ma se la nostra narrazione è davvero inedita allora siamo nella patologia oppure abbiamo un amico gallerista e allora è arte e non se ne parla più, però, mi raccomando, un po’ più soft, smorzate i toni…

In questi termini “erotico” è un genere, come dire campestre, naturalista, horror, impressionista, eccetera. Carezziamo il limite istituzionale tra il rispetto del tabù e la sua dissacrazione, per una percezione di un solo istante di se stessi. Fugace, quindi non porta pena. In questa chiave di lettura è erotico tutto ciò che ci arrapa senza indurci a cercare un orgasmo, giusto un pruritino. Ma cos’è questo orgasmo? Che peso ha nelle dinamiche sociali e nella vita? Fatevi le domande giuste…

Ma intanto: l’erotismo è un genere? No.

La parola erotismo ha due diverse prospettive di lettura. Per Platone è il potere di un oggetto di attrarci verso di lui tanto che in sua assenza ne sentiamo la mancanza, quindi noi percepiamo questo oggetto erotico come una parte di noi mancante, è un bisogno. In questo senso il desiderio erotico è una delle varie forme di Eros, dio dell’Amore. Per Freud l’erotismo è la nostra spinta verso il piacere, non essendo una qualità dell’oggetto ma un nostro stato pulsionale, che lui chiama libido, ha una ottica individualista. Ma facciamo un passo indietro.

E’ pornografico ciò che ci innesca un arrapamento da sfruttare velocemente per uno sfogo biologico, con un pizzico di vergogna e senza alcuna intellettualizzazione. E la mia schiena nuda sul divano sfondato contemplata da cento persone, in un sito di cam porno pieno di figa, non si spiega.

La pornografia è inizialmente la narrazione per immagini del lavoro delle puttane, sesso esplicito e finalizzato al piacere maschile, poi si amplia e diventa un macro-genere espressivo. L’eros invece viene percepito come un’istanza divina che possiede l’uomo e lo arrapa, coinvolgendolo intellettualmente e sentimentalmente verso altro da se (Narciso compreso, poveretto).

Il punto è che pornografia ed erotismo non sono entità contrapposte.

Ma se eros è sia desiderio che libido può mai essere che qualcosa ci stimoli a masturbarci o a fare l’amore senza che abbia alcuna valenza erotica? Può mai essere più erotico ciò che mi suggerisce un certo solletichino di qualcosa che mi induce a cercare eiaculazione, sborra e squirt a pioggia?

Evidentemente la qualità e lo scopo della pornografia è l’erotismo, inteso come potenza e non come genere. Un erotismo che si scatena furioso proprio nell’infrazione del tabù espressivo, proprio nell’argomentare ciò che questa società ci invita a tacere, perfino rimuovere. Più di qualunque pezzo di corpo infilato in un altro, è la pratica di libertà espressiva che apre il rubinetto della vitalità, che dà alla testa come un embolo, e per le circostanze clandestine ci spinge a soddisfare alla svelta la necessita di respiro, un istante, solo uno. Ah! Fatto.

Mentre l’erotismo sa di istanza cosmica, infatti è divino, la pornografia è quell’artefatto che ne invoca la potenza. E’ un totem magico, è la tecnologia di una cultura sofisticata costellata da demoni in lotta tra loro. Nella confusione si confondono la volontà di controllo sulla natura stessa dell’erotismo, nonché espressione aggregativa della natura umana, con una pretenziosa necessità evolutiva. Oggi sembriamo smodati? No, stiamo solo appena iniziando a respirare… Il progresso non è una strada senza biforcazioni né questo è il miglior mondo possibile. Si può lasciare avvenire di meglio!