MilanoX

News & Eventi Eretici

Tweet storm

Loading...

Bicicrazia

Eresie Cicloturistiche

| venerdì 11 maggio 2012

by Davide Frigoli

Ritorna la splendida e fulgente primavera, il giorno brilla chiaro senza nubi, di notte scintillano nel cielo le luci delle Pleiadi, l’aria è tiepida e gradevole, e la dolcezza della stagione non conosce uguale…

Recita cosi un passo dei Carmina Burana, raccolta poetica di 315 componimenti, scritta nel XII secolo da oscuri clerici vagantes, studenti girovaghi che solevano spostarsi vagabondando per l’Europa alla ricerca delle lezioni e dei maestri che preferivano, malvisti dalle autorità per la loro condotta immorale, il loro temperamento irrequieto e eretico, per la loro dedizione ai vizi, ma soprattutto per la ferma condanna che muovevano alla corrotta curia romana e alle sue autorità. Bei tipi questi monaci direte voi, ma cosa centrano con il ciclismo? La relazione sta tutta in tre parole: primavera, mobilità dolce, e lotta al sistema! Ma soprattutto, il richiamo alla poesie dei monaci universitari, iniziatori dello spirito goliardico, veri “fuori corso” ante litteram, è il miglior modo per salutare l’uscita del libro di Albano Marcarini, “La mia bici va a potassio. Milano-Roma a due banane all’ora”, uscito il 5 aprile per i tipi di Edicilo, nato a Milano classe 1954, urbanista, cartografo, viaggiatore a piedi e in bicicletta, appassionato compilatore di guide di viaggio, esploratore e animatore del Touring Club Italiano.

“La mia bici va a potassio”, è il racconto dall’avventuroso viaggio no-stop compiuto dalla Carovana Ciclistica da Milano a Roma, e sostenuto dallo scrittore ciclista con una dieta a base di potassio, consumando due banane l’ora per reggere la fatica delle numerose tappe che hanno cadenzato i 766 chilometri che separano Milano dalla Capitale. Così, nelle parole dell’autore, la genesi del libro:

«…La voglia mi è venuta mentre pedalavo con altri ventitrè compagni “di strada” per complessivi 766,1 chilometri da Milano a Roma. Sono rimasto in sella per 32 ore e 10 minuti a una media di 23,85 km/h e ho avuto tutto il tempo per guardarmi attorno, meditare e trarre delle conclusioni “scritte” sul paesaggio, sul modo di andare in bici, sulle strade, sul movimento che poi, alla fine, è quel grande gesto che ci spinge alla conoscenza del mondo esteriore..»

Subito da queste poche righe si capisce come questo diario ciclistico sia un documento di grande valore per capire, indagare, esplorare, l’ethos o l’etica del viaggio in bici, il significato della mobilità lenta, per avvicinarci a una sensibilità intellettuale e civile che, partendo dal semplice gesto della pedalata, ci porta a confrontarci con il paesaggio italiano e i suoi tesori inestimabili e, in ultima battuta per ricollegarci ai nostri monaci ribelli e vagabondi, ci trasmette, attraverso immagini poetiche, l’antico spirito del pellegrinaggio, il viaggio mistico attraverso il quale scoprire e sentire scorrere in tutta la loro forza le strade dimenticate dal turismo di massa e, fortunatamente, anche dalle macchine, i segreti delle quali si svelano con la formula magica della bicicletta, perché con le parole dell’autore: “Così facendo, o meglio, così andando anche la fatica ha un senso e si giustifica perché i miei avi, che costruirono quelle strade, non erano spreconi ma sapevano esattamente dosare i tracciati a seconda del bisogno. Alcune strade, le “vecchie” strade, si sposano al paesaggio e all’orografia senza offese e ingiurie. Mi dicono che il territorio non è vuoto, ma è lo spazio del vento e del sole, dei bei profumi e anche dei meno nobili odori, del verde dei boschi e del giallo dei campi, dei lontani orizzonti crestati o confusi nel caos nerastro di una tempesta in arrivo. «La strada viaggia già da sé», dice il gazzettista Marco Pastonesi, a me l’infinito piacere di conoscerla.”

Ritorna quindi la primavera e la voglia di andare a scoprire il mondo pedalando. Un buon inizio per entrar nello spirito giusto in attesa della partenza, è andare alla presentazione del libro di Alberto Marcarini che si terrà a Milano il prossimo 17 maggio alla Libreria Popolare di via Tadino alle ore 19.00, e nell’ambito della manifestazione “Chiostri in Fiera” il prossimo 26 maggio alle ore 18.00 presso il Chiostro del Museo Diocesano di Corso di Porta Ticinese 95.

Ah, un’ultima cosa, osservate bene la ruota della fortuna, simbolo dei Carmina Burana, in testa all’articolo, vi ricorda qualcosa?