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Smogville

Elezioni&Lavoro? Non pervenuto

| domenica 29 maggio 2016

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Il grande assente di queste elezioni comunali è uno: il lavoro. Inutile cercare dichiarazioni, programmi, proposte sui media più diffusi. Il lavoro non manca solo per l’alto tasso di disoccupazione (e sottoccupazione) dell’area metropolitana (8% ufficiale ma più del 20% con nero e sommerso, voucher e finte partite Iva), ma è scomparso dal dibattito pubblico. E così bisogna andare a scovare tra facebook e incontri poco pubblicizzati (e a orari improbabili) le idee sul lavoro dei candidati sindaco, due dei quali sono già stati direttori del Comune di Milano, senza risultati degni di essere ricordati. L’incontro dello scorso venerdì all’Anteo, organizzato dai vertici di Cgil Cisl e Uil milanesi a un orario impossibile per i lavoratori (10.30…) verrà ricordato più per l’esclusione, vergognosa, di due candidati sindaco (Luigi Santambrogio e Marco Cappato) piuttosto che per le ricette messe in campo dai candidati presenti Sala, Parisi, Rizzo e Corrado in una sala mezza vuota ma zeppa di funzionari. Parisi evoca un nuovo patto per Milano, Sala rilancia con l’innovazione e la ricerca, ma entrambi chiedono deroghe a contratti, orari, retribuzioni. Divisa, come mai prima d’ora la ‘Sinistra’ o quel che ne rimane dopo la lotta fratricida che ha sancito la rottura della coalizione, spostatasi nettamente più a destra con l’ex a.d. di Telecom Giuseppe Sala. Da una parte Basilio Rizzo, appoggiato da diversi sindacalisti Cgil e Usb del Comune di Milano, che chiede una vera valorizzazione delle risorse interne del Comune, umiliate da 5 anni di assunzioni e nomine clientelari a raffica da parte della Giunta Pisapia. Dall’altra Sinistra X Milano e il PD che forti dell’appoggio di molte associazioni (Genitori AntiSmog, Sentinelli, associazioni del No profit, Naga, associazioni genitori, scuole e molte altre) propongono ricette che l’ex consigliere Luca Gibillini dichiara essere della ‘Sinistra del Futuro’, appoggiato da diversi giovani esponenti di S.e.l. come il candidato presidente di zona 8 Simone Zambelli.

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Una di queste ha fatto accaponare la pelle a diverse educatrici dei nidi, che hanno ingaggiato una lunga querelle a colpi di botta e risposta su facebook. L’ha espressa Anita Pirovano, coordinatrice milanese di SEL che avevamo già ospitato in un’intervista sulle pagine di MilanoX. Chiede l’apertura, nell’ottica del ‘Welfare innovativo’, almeno un venerdì sera/notte al mese dei nidi e degli asili comunali. Strutture che già faticano oggi, vista la penuria di personale (1000 comunali in meno dal 2011 ad oggi), a garantire l’apertura a luglio (centinaia i bimbi milanesi restati fuori dalle graduatorie). Pesante il commento della segretaria della Cgil Funzione Pubblica Tatiana Cazzaniga, educatrice, che parla di: ‘Proposte che non hanno riscontro con la realtà, gli asili non sono dei parcheggi per bimbi ma comunità educanti’. A darle manforte decine di educatrici indispettite dalla proposta: ‘Qualcuno spieghi alla Pirovano che anche noi siamo mamme. Chi ce li tiene i bimbi di sera se noi siamo costrette a lavorare?’. Una divisione che fotografa una realtà tutta milanese dove la rappresentanza, specie a sinistra, ha scavalcato le tradizionali forme di rappresentanza, per rivolgersi direttamente ai cittadini grazie al forte potere di lobbyng delle associazioni, favorito dall’enfasi che nell’ultima legge definita della ‘Buona scuola’ (l.107/2015) viene conferito alla cosiddetta ‘Scuola Aperta’.

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Un sistema di co-gestione anche dell’offerta didattica, favorito dalla proprietà comunale degli edifici scolastici, concessi ad associazioni che generano spesso forti conflitti col personale docente e la dirigenza scolastica. Orari, assicurazioni, sicurezza, lesione dell’autonomia scolastica su programmi e didattica, questi i nodi tutti aperti di quella che sta diventando una questione di fondamentale importanza in vista delle nuove funzioni dei Municipi. Che gestiranno in autonomia, i rapporti con le scuole e decideranno le concessioni di tutti i centri sportivi ‘minori’. In un intreccio di clientele ed esazioni, concessioni e contributi su cui si misurerà il vero potere delle nove nuove entità amministrative che usciranno dalle prossime elezioni comunali.