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Educatrici Cercasi? Neuro-requisiti: concorso flop

| mercoledì 20 maggio 2015

2014-06-07 10.22.52 Lunedì 25 maggio è l’ultimo giorno utile per partecipare al concorso indetto dal Comune di Milano per educatrici/ori degli asili a tempo determinato. (moduli in bandi e concorsi www.comune.milano.it). Tra il giugno e il dicembre del 2015 infatti, andranno in pensione circa 30 educatrici, di cui 10 responsabili di unità educative, dato che sommato ad altre 1000 educatrici (su 2600 totali) che fruiscono dei permessi per accudire famigliari in difficoltà (3 giorni al mese), fotografa una situazione di estrema sofferenza per un settore fondamentale: l’Educazione. Alcuni delegati sindacali organizzano corsi dedicati, con lezioni, domande multiple e tutor che seguiranno i candidati sino alla data della prova scritta (info a fp.milano@cisl.it, FPLombardia@cgil.lombardia.it, lombardia@uilfpl.it, milano@usb.it, fiadel-lombardia@hotmail.it). La prima prova d’esame si terrà il 16 giugno al Forum di Assago alle ore 16 ma sino ad oggi (il bando è stato pubblicato il 28 aprile scorso) sono poche decine le domande giunte in Comune a fronte di una necessità di almeno duecento educatrici. ‘Non troviamo giovani disposte a lavorare negli asili anche se si dice manchi il lavoro. E’ paradossale’, ha dichiarato al giornale di riferimento della Giunta Pisapia (la moglie del sindaco Manuela Sasso era capo redattrice della redazione milanese) l’assessora con delega al personale Chiara Bisconti. ‘Bisogna che anche i neodiplomati e i neolaureati di facciano sotto’, le ha fatto eco Patrizia Frisoli educatrice della Cgil, ex delegata del sindacato autonomo Csa, candidata più eletta con 450 voti alle ultime elezioni sindacali del Comune.’Forse’, aggiunge, ‘i requisiti sono troppo stringenti’. ‘Non partecipa nessuno? Per forza’, ribatte Mairie una giovane attivista del Re-Make che segue il settore educazione per lo Slai Cobas, ‘I requisiti per accedere al concorso sono assurdi. Ma di quali giovani stiamo parlando se bisogna per forza aver conseguito il diploma magistrale o quello sociale-pedagogico entro il 2002?’. ‘In effetti’, prosegue Chiara, che lavora all’ufficio tirocini di una importante Università milanese, ‘Il requisito si riferisce a un corso del vecchio ordinamento a cui possono partecipare solo studenti laureati diversi anni fa. Il nuovo corso non ha ancora finito i 5 anni del ciclo di studi, impossibile per i nostri studenti partecipare al concorso’. ‘Per come è scritto l’articolo maschera il solito giochino da dare in pasto all’opinione pubblica per giustificare l’ennesimo appalto esterno del servizio. Procedure che la cronaca giudiziaria ha spesso svelato essere sottoposte a logiche clientelari e ai legami tra forze politiche e associazioni del terzo settore’, ci dice M. un esperto delegato sindacale confederale del Comune. ‘Senza entrare nel dettaglio delle differenze tra le educatrici comunali e chi lavora per le cooperative sociali, e di quanto guadagna’. ‘Ma di quale giovani che non vogliono lavorare parla l’assessora?’, si sfoga E. della Rete Operatori Sociali, ‘Con quei requisiti possono partecipare quarantenni come lei, non certo ragazze neodiplomate. Io faccio l’educatrice da 15 anni, anche se sono laureata in filosofia. Per i pubblici concorsi semplicemente non esisto’. La stessa situazione che vede coinvolti migliaia di educatori delle cooperative (oltre 70 gli asili accreditati per il Comune), che non possono partecipare al concorso, così come ne sono escluse le tantissime laureate milanesi in scienze dell’educazione. Eppure secondo i dettami fissati dalla Costituzione (art. 97), i concorsi pubblici dovrebbero essere aperti a quanti più cittadini possibile, e non occasioni di lavoro chiuse o usate per assumere i ‘soliti noti’. Una situazione kafkiana che potrebbe essere superata non certo facendo leva sulla populistica affermazione ‘I giovani non han voglia di lavorare’, che in bocca a una importante esponente della ‘progressista’ Giunta Pisapia sta proprio male, ma solo da una precisa richiesta scritta da parte della neocostituita Città Metropolitana di Milano e parti sociali al Governo con la modifica dei requisiti di accesso per i concorsi pubblici, almeno per questo specifico ambito. Tanto più delicato quanto correlato alla formazione e dell’educazione dei nuovi milanesi in un momento di cambiamenti demografici epocali come quelli che stanno trasformando la nostra città.