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E’ Ora di Cena!

by Rosario Gallardo | giovedì 12 febbraio 2015

E’ venerdì 13, sono le 19,50 è quasi ora del TG, questa coppia ha deciso di non venire a Macao stasera a vedere Rosario Gallardo. Sono rimasti a casa per guardare il festival di Sanremo alla tv.
Enrica ha appena finito di stirare, le lasagne nel forno spento hanno riposato abbastanza, Armando chiude il giornale e accende il televisore, Mario, il figlio più grande, è da un amico. C’è solo la piccina, sono in tre e non serve che lui si sieda di sbieco per mangiare e guardare la tv assieme. Enrica si stringe il grembiule prima di chinarsi nel forno. Ci tiene a mostrarlo, il grembiule, in fondo quel servire al tavolo la cena non ha mai smesso di farla sentire un pò sguattera. Non sa bene se sta cosa la irrita soltanto o le fa venire voglia di coronare il personaggio e comunque non sa bene come, quindi rimane un po’ irritata e serve nei piatti una lasagna sbattuta più che appoggiata. Armando ci è abituato, i tempi delle cene tutte smancierie sono lontani, si sa che è così, lo è per tutti, tanto ora inizia il telegiornale, c’è sempre qualcuno che sta peggio di noi, serve empatizzare. La signorina in cornice, camicetta e messa in piega, racconta un mare di catastrofi, Armando è felice del suo focolare ma è in pensiero, la crudeltà del mondo potrebbe inghiottire anche lui e la sua sottile inclinazione per il collo della giornalista, pallido, sottile, tutto da imperlare, tra un servizio sull’immondizia e uno sul calcio. Enrica deglutisce il boccone intero mentre un uomo incappucciato ne ammazza un altro, è parecchio combattuta tra il conforto di avere un marito che non farebbe male a una mosca e il rammarico per la certezza che mai nessuno la trascinerà per i capelli in piena paura per la sua vita. Poi si vergogna per aver avuto un desiderio tanto irrispettoso di se stessa e se la prende con Armando, è sicuramente colpa sua se lei si sente tanto insoddisfatta. Che cazzo, una volta faceva girare la testa agli uomini, adesso invece è tutto fatiche e doveri. Due frasi, il tono si altera, la bambina inizia a frignare, che cena di merda. I discorsi sono sempre gli stessi, eppure sembra sempre che sia arrivato davvero il momento di vuotare il sacco, un sacco ribaltato come un brutale prolasso, in un continuo rewind. Con la coda dell’occhio, insieme, Armando ed Enrica vedono la nello schermo qualcosa di nuovo, un input da decodificare, tacciono e si voltano, improvvisamente la scatola porta un dono. Nel telegiornale un cazzo duro urta sulla guancia della giornalista, uno, due, tre, sborra. Entra un’altro. Poi ancora. Uno dopo l’altro uomini col volto fuoricampo sborrano sull’inflazione, sul bambino ucciso, sulla vecchietta stuprata, su Renzi e sulla Merkel, al momento delle elezioni in Grecia qualcuno sta infilando il suo pene in bocca alla distintissima giornalista tutta sborrata e non si riesce a capire bene chi ha vinto. Armando ha la bocca aperta; anche Enrica, ma la chiude un po’ per riflesso nel momento in cui vede in tv l’imposizione del cazzo in bocca, le mani sono inermi. Dovrebbero saltar su e spegnere la televisione perché gli stanno imponendo una pornografia non richiesta, non come le stragi e gli scenari di guerra che è legittimo sorbirsi in quanto è “ciò che avviene nel mondo”. Questo sì, sta avvenendo davvero, il porno non si recita, ma che ruolo può mai avere nelle sorti del mondo? D’un tratto Enrica si ricorda che ha una bambina a tavola, la cucciola, santissima, ha solo 5 anni e sta guardando il televisore con sincero incanto. Enrica ora sa che sarà punita dalle domande della figlia, a cui non può rispondere, perchè tutto ciò che servirebbe per dare una spiegazione è argomento vietato, e se poi la bimba va all’asilo e dice “sborra”? Enrica sa come fare, ora Armando cambierà canale, lentamente, senza dire una parola e lei e lui parleranno della macchina nuova che ha comprato la Zia Betta. Tutto sotto controllo, tutto normale. La lucertola si blocca come morta sotto lo sguardo del gatto e avrà salva la vita. L’immaginario pornografico come destrutturazione di un sistema di pensiero pilotato e dagli argini alti, volto a indirizzare la comunità verso un autolimitazione intellettuale e vitalistica. La pornografia contemporanea, aprendosi a una produzione più ampia grazie all’abbattimento dei costi di produzione e a un panorama dall’accesso facile, è diventato il macro-bacino in cui la cultura dell’osceno sta toccando una polifonia che fa invidia al rinascimento italiano per le belle arti canoniche. Qualunque individuo può fare, raccontare e ispirarsi, non solo come spunto intellettuale ma anche per la propria vita intima, alle esperienze erotiche di mezzo mondo. Il porno oggi è l’unico macro-ambito intellettuale vivo e necessario (http://it.blogs.cam4.com/13-e-14-febbraio-conversazioni-sulla-pornografia-con-rosario-gallardo-milano/ ), seguito solo dai videogiochi, anche loro osteggiati. Da da bere ad assetati e ha tante sorgenti, eppure c’è ancora chi ne ha tanta paura. Il primo grande ostacolo sta nel volergli a tutti i costi negare uno statuto di prodotto culturale ma, visto come è trattata la cultura nel mondo, forse è meglio così.
Porno forever!

Tanto per iniziare a Macao, domani sera: Venerdì 13 Febbraio 2015, viale Molise 68, Milano, nel Cinemacello.