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E' la Giunta che conta…

| mercoledì 22 giugno 2016

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La delibera che ha approvato il Piano Integrato di Intervento Beolchi (calcestruzzo firmato dalla Cooperativa La Torrazza) è del 2010 (Giunta Moratti) ma l’adozione del piano è del 2012, così come la delibera di approvazione del consiglio comunale a maggioranza arancione (n.42/2012, Giunta Pisapia). Nulla di illegale, ci mancherebbe, non siamo a Roma. Ma l’impatto dei tre nuovi ecomostri di via Beolchi 22-26, che si affacciano sui campi prospicenti al Bosco in Città, è devastante e fa il verso al video del ‘3 segreto di satira’ girato nelle ore immediatamente precedenti alla vittoria di Giuseppe Sala. E’ la giunta che conta, è la giunta che conta, ed è vero. Il Sindaco conta, ma fino a un certo punto, è la squadra che fa il gioco. Ma se nessuno tra i tanti consiglieri e capi di Gabinetto del Sindaco ‘verdi’ ed ex ‘verdi’ ha avuto il coraggio o la voglia di bloccare questo scempio (Carlo Monguzzi, Enrico Fedrighini, Maurizio Baruffi) che cosa ci si deve aspettare dalla nuova squadra in via di definizione? Nove piani per 9.849 metriquadri di superficie lorda a pavimento e nessuno degli enti preposti che ha sollevato il minimo dubbio, se non sull’intervento, sulle dimensioni dei 3 enormi corpi di fabbrica col loro seguito di abitanti, auto, parcheggi, cemento a pochi metri dalla Cascina Campi, una delle più attive e integre realtà del Parco Agricolo Sud Milano. Consiglio di zona 8, Arpa, Sovraintendenza, Giunta, Consiglio Comunale, Legambiente, Comitati…possibile che nessuno abbia controllato che cosa stava crescendo dietro al delizioso (e quasi integro) borgo agricolo di Trenno? Gli atti, che portano la firma tra gli altri (Achille Rossi e Annalisa Gussoni) della attuale Direttore del Settore Sviluppo del Territorio del Comune di Milano Giuseppina Sordi (8.8.2011) non lasciano spazio a dubbi, e pongono seri interrogativi sui futuri interventi della Giunta: non solo Trenno, ma Figino, Stalle di via Capecelatro, Ippodromo del Trotto, Piste di allenamento di fianco al Parco di Trenno, Quinto Romano, Piazza d’Armi: a tremare è tutta la cintura verde dell’Ovest milano. Anche perchè al Consiglio di zona 8 sono stati rieletti consiglieri e presidente che, come dimostrano le immagini, forse erano ‘distratti’ quando dovevano dare un parere (obbligatorio) sulle planimetrie di Beolchi 22-26. Una strana disattenzione, visto che è la stessa mostrata per gli altrettanto impattanti progetti delle Vie d’acqua al Parco Pertini, Trenno e Cave così come per i ‘muri’ del Giardino dei Giusti (entrambe progetti non ancora definitivamente accantonati).

20160614_181724[1]L’impattante intervento è stato avvallato anche dall’A.r.p.a. che il 20.5.2011 a firma del Dirigente Santo Cozzupoli ha espresso parere contrario a che i progetti e le planimetrie contenessero anche la Valutazione di Impatto Ambientale, un documento che avrebbe potuto limitare i danni, ormai permanenti.  Il parere della Soprintendenza è da comiche. Scrive la responsabile che ‘Non sono presenti evidenze archeologiche’, dimenticando forse che il 42/2008 prevede norme a tutela del paesaggio. I palazzoni si affacciano sul Bosco in Città, una delle aree ambientalmente e paesaggisticamente più importanti di tutto il territorio milanese e non conta nulla se lì, fino al 2012 c’erano dei capannoni (alti meno di 1/10 degli edifici attuali). La distanza tra rendering ad uso pubblico (e pubblicati sul sito del Comune di Milano) e realtà è deflagrante. I disegni sottoposti ai cittadini, così come era stato per le vie d’acqua, sono dei miraggi, che servono a nascondere più che a rappresentare la realtà. Nei miraggi realizzati con la computer graphic i tre corpi di fabbrica sono ben distanziati l’uno dall’altro, risultano alti ‘soli’ 7 piani e contorniati da alberi di alto fusto, quasi immersi nel verde. Nella realtà invece si presentano come dei veri e propri EcoMostri, con più di 150 metri di fronte in calcestruzzo, con strutture molto vicine l’una all’altra che bloccano completamente la visuale da e per Trenno. La Cascina Campi, inoltre, ospita cavalli, mucche, galline, ed è una delle perle del Parco Agricolo Sud Milano, frequentata da decine di abitanti non solo durante le iniziative ‘Cascine Aperte’ ma per l’acquisto di latte, carne, uova. Nella relazione prodotta dallo studio di architettura Barbieri e Negri per conto della Cooperativa La Torrazza si legge: ‘Gli edifici sono alla ricerca costante del dialogo morfologico e materico col contesto rurale del Borgo di Trenno e con gli sazi del Parco Agricolo’. Chissà le proteste se questi palazzi fossero stati costruiti durante un mandato di Centro Destra, invece oggi nessuno osa disturbare i costruttori. E’ la Giunta che conta, E’ la Giunta che conta… Scommettiamo che nei prossimi 5 anni ci sarà poco da ridere per il territorio di Milano?

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