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Due poesie

| domenica 31 gennaio 2010

*di Angelo Avelli*

PANE E SALAME

Tengo tre soldi sotto al materasso
ed una donna dentro al letto
alla quale non chiedo niente
se non di tenermi caldo il posto.
E se per caso le venisse voglia
che mi si strusci contro il petto
e che lo dica chiaramente perché
per quello son sempre pronto.

Penso al futuro anche se è distante
perché domani è peggio di ieri
ho giusto il tempo per il lavoro
di dormire, mangiare, farmi un bagno.
Conservo sogni a misura d’uomo
non vado mai troppo lontano
odio il lamento, amo la protesta
consumo il minimo che posso.

Ho pianto in tutto solo tre volte
sentendomi un debole nel torto
l’errore grave era sentirsi in colpa
credere che in amore tutto è concesso.

Non ho grilli per la testa
e se qualcuno poi m’offende
in offerta porgo l’altra guancia
tanto non mi tange.
Perché conosco il valore del rispetto
ed ho imparato a caro prezzo
che con lo sguardo duro ed un silenzio
spesso è più utile pareggiare il conto.

Nessuno può dire veramente
di conoscermi sul serio
ed io in primis mi confondo
per quanto mi riguarda.
Non ho amici di cui fidarmi
cammino sempre lungo i muri
per difendermi da solo
non chiedo il disturbo di nessuno.

Ai vizi guardo con difetto
e mi balocco al timido sospetto
che pane e salame per me
sia l’unico appuntamento fisso.

MIO PADRE E’ UN FASCISTA

mio padre è un fascista, anche se non lo sa.
mia madre invece si è scoperta rivoluzionaria.
sapeste quanto mi diverto…_sorrido mesto_
io, a seconda con chi parlo, sono reazionario
terrorista, maschilista, progressista moderato,
cattolico protestante, disobbediente, folklorico
buddista, punk a bestia, rockettaro consumista,
anti-capitalista, alternativo radicale con gusto,
leghista, terrone assistenzialista, pentito mafioso,
assenteista, distratto oltranzista, compagno
morto da tempo, oligarchico populista, scintoista,
socialista trotzkista filoamericano…
fighetto di solito, barba se è il caso.
e non ho la costanza di credere più in niente.
il coraggio. ma forse sì, perché, nonostante tutto,
tengo memoria e un’effimera, balzana coscienza.