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Doula: alla Riscoperta della Sorellanza nel Diventare Mamma

by Marta A. | venerdì 22 aprile 2016

Sapevate che esiste una figura assistenziale non medica e non sanitaria che si occupa del supporto alla donna durante tutto il percorso perinatale, dalla gravidanza al post-partum? Si chiama doula: me l’ha raccontato Cristina Florio, una di loro, in questa intervista.

Che cos’è una doula?

Una doula è la miglior custode dei segreti di una donna. Prende sotto braccio la donna in gravidanza e la segue nel suo cammino, se la donna vuole fino alla nascita e al compimento del primo anno del suo bambino o della sua bambina. Non ha risposte, non ha richieste, non ha consigli, non ha rimedi magici per rendere la gravidanza libera da paure, dubbi e dolori, ma ha l’ascolto del cuore. La doula è una donna come te che si lascia prendere e ti aiuta ad orientarti e a trovare quelle che sono le tue qualità e i tuoi talenti. Non ti sostituisce ma ti eleva, come donna, nella tua trasformazione di madre.

Detta così mi viene da pensare che sia una figura antica, che si rifà a dei rapporti tra donna e donna “di un’altra epoca”. Dove nasce la doula? E come e quando diventa un lavoro? È molto diffuso, in Italia?

Un tempo la gravidanza e il parto erano un fatto femminile destinato alle sole donne, gli uomini stavano di contorno fuori dalla porta. La donna prima, durante e dopo il parto aveva le altre donne della famiglia che la assistevano e la accudivano insieme alle ostetriche, chiamate un tempo levatrici. Le doule di una volta sono le sorelle, le cugine, le zie, le madri, le vicine di casa; il nucleo familiare era esteso e si coabitava tutti insieme. Oggi la società è cambiata: la donna è sola con suo marito e la famiglia è mononucleare. La donna è sola. E da questa esigenza è nata la figura della doula, un lavoro che si specializza attraverso delle scuole apposta nate sul territorio italiano. Un lavoro retribuito come libera professione e che in Italia inizia a diffondersi piano piano, anche se siamo ancora lontani da realtà come quelle olandesi dove le doule lavorano a stretto contatto con le ostetriche presso gli ospedali o i domicili privati.

Com’è strutturata la scuola per diventare doula? Quanto dura? Requisito fondamentale di una doula è aver partorito?

La scuola di formazione per doula è strutturata in moduli suddivisi nei week end. La scuola che frequento consiste in moduli di week end da ottobre a giugno. È previsto un tirocinio obbligatorio con tesi finale scritta e un esame pratico con una simulazione davanti ai docenti. Al termine di un anno si riceve il diploma da doula. Può iscriversi chiunque, addirittura so che ci sono uomini interessati a fare il doulo… Ma è un lavoro prettamente al femminile, anche se non è necessario essere madri.

Quanto è importante per una donna avere una donna al suo fianco? Parlo in generale e in particolare durante la gravidanza. Un aiuto femminile durante la gravidanza cambia la qualità della gravidanza stessa?

Le donne nel corso degli anni hanno portato avanti rivoluzioni e ottenuto conquiste importanti. Questi invece sono gli anni del risveglio spirituale, abbandoniamo l’idea della parità tra i sessi per un momento e ricordiamoci della nostra essenza femminile, della nostra armonia ciclica che va di pari passo all’armonia dell’universo, del tempo circolare, della morte e della rinascita, dei cicli lunari. Siamo delle dee, e riconoscerci in questa energia circolare significa abbandonare la competizione tipica maschile e l’invidia, arrivando a vedere nell’altra donna una donna come noi – una sorella, se si vuole parlare di sorellanza.

In gravidanza avere una donna alla pari che ti guarda e ti ascolta senza giudizio, che si prende cura di te, che ti protegge dai condizionamenti esterni può davvero fare la differenza. Ogni trimestre ha le sue necessità: in gravidanza l’aiuto pratico può essere nell’andare insieme alle visite mediche, nell’orientamento su decisioni su cui è necessario riflettere un po’ di più, in un appoggio per gli sfoghi, i dubbi. E nelle piccole grandi gioie. Nei primi due trimestri io mi propongo come doula e insegnante di yoga specializzata nella gravidanza, lavoro molto con posture, respirazione e visualizzazioni. Nel parto una doula può contenere la coppia, aiutarla a darle importanza e competenza coinvolgendo la figura del compagno. La doula aiuta secondo le proprie competenze, io lavoro molto con le visualizzazioni, i massaggi e tutte quelle piccole grandi cose che so che fanno piacere a quella specifica donna che sto affiancando e che ho imparato a conoscere. Bisogna creare una relazione, un’empatia tale che ti permetta di condividere in serenità e totale accettazione tutto il volere della madre e del padre anche se a volte non corrisponde ai tuoi ideali! La doula accoglie e aiuta, non cerca di cambiare le menti delle persone. Nel dopo parto l’aiuto pratico è nella gestione del neonato, sempre nell’ottica di valorizzare e dare fiducia alle competenze materne senza sostituirsi. Io offro consulenza sul massaggio infantile e accompagno la donna nell’avvio dell’allattamento come peer-counselor in allattamento materno (corso OMS-UNICEF), per esempio, ma se c’è da preparare un pranzo e rifare un letto sfatto si fa anche quello!

La doula ascolta sempre, in ogni momento della gravidanza, sarebbe molto bello iniziare il cammino da subito e finire nel dopo parto (almeno per tutto il puerperio dei 40 giorni), ma purtroppo non sempre accade e ancora le donne non conoscono la preziosità di questa scelta, un’opportunità che a sentire chi l’ha provata porta grande vantaggio. Nel mio libro che uscirà entro la fine dell’anno ci sono delle testimonianze di donne seguite da me come doula e insegnante di yoga che rendono bene l’idea che sto esprimendo ora.

Come dicevi tu, oggi le famiglie sono tendenzialmente mononucleari e spesso gli equilibri della coppia si costruiscono appunto sul fatto di essere in due. Una doula deve avere particolari doti per non disturbare gli equilibri esistenti tra due partner? Ed è solo la donna in gravidanza a scegliere la sua doula o anche il futuro padre prende parte alla scelta?

L’intuito. Questo deve avere una doula. Deve avere sensibilità e discrezione, soprattutto non mettere becco sulle relazioni. La doula è come un pezzo di creta: si modella e si crea nelle mani che l’hanno scelta. A volte capita anche di parlare di ritmi coniugali completamente stravolti dall’arrivo di un esserino indifeso urlante e richiedente 24 ore su 24.

La custode dei segreti ascolta e accoglie anche questi tipi di disagi, se così possiamo definirli. Non esiste una regola sulla scelta, dipende dagli equilibri di coppia: a volte si presentano insieme, a volte il papà lo vedo solo un paio di volte prima della reperibilità in travaglio (alla 38esima settimana mi rendo disponibile al loro domicilio 24 ore su 24). Dipende molto dalle persone e come sempre io mi adeguo ai loro bisogni e necessità, non impongo nulla.

Come si fa a scegliere una doula? Tu quando eri incinta ne hai avuta una? Bisogna piacersi a pelle, o cosa?

La mia doula ancora non c’è, ho avuto due parti fisiologici in ospedale e uno in casa con nascita lotus, ma senza doula, solo con personale sanitario ostetrico. La doula si sceglie perché lo senti, è una questione di pelle, di pancia, di sensazioni, di volontà, di volere condividere con una persona competente un momento della tua vita fondamentale. Oppure può anche essere regalata! Questa è un’idea geniale…

Prima dicevi “abbandoniamo la parità tra i sessi per un momento e ricordiamoci della nostra essenza femminile … siamo delle dee, e riconoscerci in questo significa abbandonare la competizione maschile e l’invidia”. Cosa significa? Pensi che oggi più che concentrarsi sulla parità tra i sessi, su una ricerca di stessi diritti per uomini e donne, bisognerebbe porre l’accento sulle differenze tra maschile e femminile?

Direi che sulla parità, almeno nel mondo occidentale, si siano raggiunti buoni risultati. La questione è più sottile, più energetica se vogliamo. Ognuno di noi, uomo o donna che sia, ha il maschile e il femminile, si tratta di ascoltare entrambi offrendo un buon equilibrio. L’energia maschile ci dà la direzione ad avanzare, al fare, all’azione – il fallo teso dritto all’obbiettivo. L’energia femminile racchiude, contiene, sta nello stare, nell’attesa – ha gli organi sessuali interni.

Spesso queste due energie in noi sono scompensate. Si vedono donne con un’energia maschile molto accentuata trovarsi poi in difficoltà ad accettare una maternità, che obbliga all’energia femminile dello stare nell’attesa. La società pone l’accento sull’energia maschile e tante donne si sentono schiacciate e poco rispettate in questo sistema che ti chiede di agire, di essere sempre pronto a lavorare a ritmi elevati. E così anche in gravidanza diventa faticoso adeguarsi a questa energia maschile.

Energia maschile e femminile, invece, che sono entrambe fondamentali, andrebbero considerate in unione e armonia. Come l’Universo insegna.

 

Cristina la potete contattare tramite la pagina Facebook Cristina Doula la tua douladomicilio https://www.facebook.com/DoulaHagCristina/?fref=photo, per telefono al 331-3046278, al centro per corsi yoga in gravidanza www.spaziomatrika.it con relativa mail: info@spaziomatrika.it.