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DJs figli dei 90s al MiTo

| martedì 17 settembre 2013

koreless9

by Ricky Sintheke

Anche quest’anno come tradizione si svolge MITO, il festival di musica che lega Milano a Torino per circa una ventina di giorni. Per l’occasione il 12 settembre è stata inserita anche una data di presentazione del C2C.

Il C2C (ossia Club to Club, per analogia col P2P, il Peer to Peer) è uno di quei festival come non se ne trovano nel Belpaese; normalmente li avvisti in Germania, in Olanda, in Inghilterra.. ma mai in italia. Il C2C significa quattro giorni di eventi, workshop, serate, concerti, perfino nei teatri, con artisti che spaziano dall’elettronica più sperimentale a quella più da club, ma sempre con un velo di qualità e ricercatezza che ormai sono scomparsi dalla scena italian (mi riferisco al massimo a Christian Marchi o a qualche altro scappato dell’ormai defunta riviera adriatica e dintorni).

Per rendere l’idea, l’aperitivo d’assaggio del 12 alla Fabbrica del Vapore ha visto in line up tre dei più talentuosi nonché promettenti giovani della scena elettronica mondiale: Kyle Hall, Mmoths, Koreless.

I tre, nati tutti dopo il 1991, sono tra i più interessanti artisti che l’avanguardia dell’elettronica mondiale possa oggi proporre.

Kyle Hall nasce a Detroit ed inizia fin da ragazzino a frequentare i club della città ascoltando veterani della techno come Juan Atkins e Omar S. Proprio con quest’ultimo stringe un buon raporto che lo porta a pubblicare il suo primo disco a soli 16 anni sulla FXHE, l’etichetta di Omar. A 19 anni, nel 2010, sbarca in Regno Unito direttamente sulla hyperdub di Kode 9; il resto è storia.

Mmoths, all’anagrafe Jack Colleran, è un ventenne irlandese infoiato con sonorità eteree di pure melodia. A Milano si è presentato con un’intera band, con tanto di batteria, chitarra ed altri strumenti come synth ed effetti, proponendo un live che oscillava tra le influenze del pioniere Klaus Schulze e il più recente dream pop di M83. Per la cronaca mmoths deriva del termine mots, che in slang irlandese significa ragazze. L’anno scorso ha aperto per un live di Aphex Twin.

Last but definitely not least, Koreless, AKA Lewis Roberts, natio di Glasgow. Anche lui ha proposto un live strutturato su melodie dalle influenze krautrock, ma a differenza dell’artista precedente, si è presentato solo con il classico mac sulla punta dei polpastrelli, ma ciò non ha snaturato un prodotto comunque di qualità.

Insomma questo era l’assaggio milanese del C2C. Poi il 2 novembre ci sarà, sempre a Milano, una sorta di antipasto con un line up ancora da definire e infine il festival C2C vero e proprio, dal 7 al 10 novembre, con il gran finale come tradizione al Lingotto (sì, proprio quello della Fiat, del Salone del libro di Torino e di tante altre cose), che sarà totalmente adibito per l’evento: sono attese 10000 persone. Noi ci andiamo di sicuro. Del resto dove trovare così vicino a Milano una sfliza di DJ della caratura di Modeselektor, Four Tet, Kode 9, Machinedrum, Rustie, Julio Bashmore, John Talabot, per citarne solo alcuni?

Il 7 novembre, si potrà ammirare il live di James Holden, lo sciamano dell’album “The Inheritors” (che prende spunto dalla novella omonima di William Golding e mescola musica folk britannica a sonorità elettroniche). Quest’anno se ne va in tour con gli Atoms for Peace di Thom Yorke.

Comunque se ve li siete persi a Milano, Kyle Hall e Koreless bisseranno l’8 novembre a Torino.