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DISCARICA ABUSIVA AL FORUM: LA DORSALE DEI VELENI

by Stefano Mansi | venerdì 5 ottobre 2018

Due campi di calcio grandi come San Siro sequestrati dalla Guardia di Finanza a 15 minuti dalla Darsena dentro la Città Metropolitana e il Parco Agricolo Sud Milano. Tonnellate di rifiuti tossici a due passi da MilanoFiori, Assago, lì dove la campagna milanese è stata devastata da interventi edilizi e immobiliari di dimensioni inusitate, accompagnati dall’operazione Forum-ATM, l’esempio più lampante e visibile di land grabbing (devastazione di interi ecosistemi territoriali) a Milano. La discarica, oggetto di diverse segnalazioni anche da parte del giornale di zona 5 La Conca (che si ringrazia per la preziosa documentazione rintracciabile in rete) sequestrata a Cascina Venina, a due passi dai canali (roggia Borromea, Roggia Carlesca) che irrigano i campi sino al lodigiano-pavese si trova nell’importante bacino orografico del Lambro Meridionale. Rappresenta l’ennesimo esempio di scempio di un territorio che fino agli anni Ottanta era il fiore dell’agricoltura lombarda, ma è solo uno dei tanti che costellano in un anello di veleni tutta Milano e che provocheranno presto l’inevitabile inquinamento della falda acquifera, che si sviluppa con una pendenza Nord Ovest-Sud Est.

Discarica Cava Calchi Taeggi, trasformata con il più classico degli esempi di manipolazione linguistica prima in Mi-West e poi in Parco dei Fontanili…

E’ lì, lungo la dorsale dei veleni Corsico-Buccinasco-Assago, che le camorre del movimento terra scaricano l’impronunciabile. Agenti chimici altamente tossici, scarti di carrozzerie e imprese meccaniche, agenti chimici, amianto, cromo, mercurio. Una sorta di far west a 15 minuti dalla Darsena, ricco di discariche spesso tombinate sotto ad agili varianti urbanistiche. Lì decine di moderni edifici visibili dalla A7 poco prima dell’uscita Cantalupa si elevano a quote decisamente troppo elevate lungo un canale che dai navigli giunge sino al Forum. Era una terra d’acqua e risaie quella che passa attraverso il Parco agricolo Sud, solcato fin da epoca romana da innumerevoli rogge, fontanili, canali: un terreno di scolo, malsano sino alle bonifiche della fine del Settecento (ma la presenza di zanzare rispetto all’area a Nord di Milano è ancora ben netta), e per questo rimasto sostanzialmente agricolo a differenza del quadrante Nord della città dove l’Hinterland si protende sino a Como lungo l’antichissima via di collegamento con la Germania. Come è stato possibile lo sviluppo di questa devastazione territoriale? Quel ruolo hanno avuto gli enti locali, e i suoi rappresentanti,a cui compete la pianificazione urbanistico territoriale e il controllo del territorio, nonostante la presenza di pur attive amministrazioni come quelle di Corsico. Buccinasco e Assago?

 

Buccinasco, quartiere Buccinascopiù, che si eleva su terreni dove sono stati interrati decine di tonnellate di rifiuti tossici. In basso a una quota di- 5 m dall’intervento edilizio del 2004 si scorge uno dei canali che scorrono sul territorio dove il percolato e le diossine filtrano nei campi.

La Città Metropolitana è realtà, strumenti urbanistici importanti sono in via di realizzazione in terreni dove dagli anni Cinquanta in poi è stato sversato di tutto, sotterrato, nascosto, sepolto. Non è più rinviabile un piano straordinario che censisca le discariche, analizzi i terreni e li segnali con cartelli ben visibili. Basterebbe iniziare da Milano per esempio. Scommettiamo che chi ha comprato casa a Mi-West sopra le cave tossiche Calchi Taeggi pensando di far giocare i propri figli in mezzo alla natura e appoggiare i piedi lungo campi agricoli, non lo avrebbe fatto se avesse saputo quali veleni sono sotterrati in quei terreni? Lo stesso dicasi per la discarica di fronte a My Bonola (Gallaratese) dove sino a quota -24m è stato rinvenuto piombo e cromo esavalente. Una delle caratteristiche che accomuna gli interventi immobiliari su aree tossiche è la manipolazione comunicativa, di immagini (i rendering o fotomontaggi) e di immaginario (la trasformazione dei termini My Bonola, Milanofiori, Santa Giulia, Parco dei Fontanili, Quartiere Adriano). Un sottile ma preciso intervento semantico nella neolingua più amata dai fondi immobiliari: quella capace di trasformare i veleni in un ottimo investimento a danno di ignari cittadini. Vi siete mai chiesti perchè tutti i ‘cagnoni’ della Milano che conta abitano nel quadrilatero Brera-S.Vittore-Porta Romana-P.ta Venezia?

I terreni tossici della Ex Montedison (nella foto in bianco e nero sotto l’area fino agli anni 80) trasformati nel più riuscito esempio di fregatura immobiliare della Milano contemporanea che ha coinvolto migliaia di giovani coppie. Diabolica ma geniale la manipolazione linguistica degli stabilimenti chimici di MonteCity, divenuti quasi per incanto la aulica ‘Santa Giulia’.

Oppure nei campi di fronte alle torri di Uruguay, recintate si ma senza nessun cartello che indichi la tossicità di quelle aree, pronte a diventare sede di nuove costruzioni appena un assessore più accondiscendente, o una opinione pubblica meno informata, firmi una variazione al Piano di Governo del Territorio.  Altre area-bomba dove la bonifica è stata quella di tombare con piattaforme di cemento armato tutto ciò che è restato sotto il piano di costruzione è quella di ex chimica Montedison-Santa Giulia mentre a poche centinaia di metri dalle bianche torri visibili dalla stazione FS di Rogoredo vi sono decine di discariche di piccole dimensioni tra Via Selvanesco e dintorni, sino a Poasco. Altre aree tossiche sono alla Bovisa (ex Montedison) dove un bosco ha coperto aree insalubri, rinaturalizzandole, un’operazione che è riuscita alla collinetta del Parco Nord, costruito letteralmente sopra a tonnellate di rifiuti industriali delle fabbriche di Sesto San Giovanni. Cittadini avvisati, mezzo salvati.

Nell’area di Santa Giulia vi erano, sino a 40 anni rsono, due attività altamente inquinanti, le acciaierie Redaelli e gli impianti chimici della Montedison. I terreni non sono mai stati bonificati.