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Generazione (A)

Diritti Intersex Violati da Chirurgia Genitale alla Nascita

| giovedì 19 settembre 2013

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by EllenX

Comincia oggi a Milano e va avanti fino al 22 Settembre il “9th Joint Meeting of Paediatric Endocrinology”, conferenza che riunisce medici pediatri di tutto il mondo dove si parlerà, tra le altre cose, di chirurgia genitale sui bambini che nascono intesex. O meglio, di mutilazioni genitali. Preferiscono chiamarle così gli esponenti dell’associazione Zwischengeschlecht, presenti ieri sera a ZAM per un incontro, che sono venuti a Milano per far sentire la loro voce ai chirurghi ivi riuniti. Per dire che quelle che vengono spacciate come operazioni estetiche effettuate per il benessere dei bambini, in realtà spesso finiscono per causare traumi fisici e psichici irreversibili.

Mutilazioni genitali ai più richiama subito dibattiti infuocati sui diritti umani e i limiti del relativismo culturale a fronte dei diritti della donna. Ma qui parliamo d’altro.

Non si tratta di infibulazioni o escissioni né di circoncisioni. Si tratta di operazioni su organi sessuali che alla nascita presentano configurazioni inconsuete, per riportarli alla cosiddetta normalità. I neonati intersex (più noti come ermafroditi, anche se a loro non piace molto essere definiti così) possono presentare delle “ambiguità” a livello genetico, ormonale o degli organi riproduttivi esterni. Di fatto, non corrispondono del tutto alla categoria di maschio né a quella di femmina, e con l’operazione vengono spinti a rientrare in maniera più definita in una delle due. E’ di recente diffusione la notizia che in Germania i bambini alla nascita potranno essere classificati come intersex, oltre al fatto che le persone potranno segnare genere X in alternativa ai soliti M e F sulla carta d’identità.

Ma oggi genitori devono scegliere per loro, e spesso non hanno le conoscenze adeguate per farlo; solitamente i medici spiegano che per il bene del neonato è opportuno operarla/o, altrimenti la sua vita psicologica e sessuale ne risentirà.

Dalle testimonianze dei diretti interessati, però, pare che i traumi più grandi siano causati proprio dalla chirurgia imposta alla nascita. Nella maggior parte dei casi una sola operazione non basta, così i bambini intersex si trovano a vivere una specie di calvario chirurgico che li porta ad essere sottoposti ripetutamente ad interventi molto invasivi e dolorosi.

Una volta adulti devono fare i conti con un corpo irrimediabilmente modificato, spesso ormai privato del piacere e delle sensazioni sessuali, e coi traumi psicologici conseguenti. E se vogliono fare causa ai responsabili non possono più, perché a quel punto è scattata la prescrizione.

Da oggi a domenica ci saranno manifestazioni fuori dalla sala del congresso per chiedere a gran voce la fine di queste pratiche chirurgiche e il rispetto dei diritti umani degli intersex.

Sappiate che il materiale informativo non è per stomaci deboli: primi piani di genitali sotto i ferri, sequenze di prima e dopo piuttosto sconvolgenti e foto stile campo di concentramento di bambini intersex utilizzati come casi studio sui libri di medicina. (Ma forse è quello che ci vuole per rendere la gravità del fatto). Se preferite qualcosa di più soft andate sul sito dei chirurghi, pare che se la passino meglio: “Come to the 9th Joint Meeting of Paediatric Endocrinology, where an inspiring scientific programme and Milan’s evocative architecture, together with a warm Italian reception, await you!”.

Per info zwischengeschlecht.org