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DeeJay tv censura Polenta e Kebab

| giovedì 10 maggio 2012

Qui di seguito il comunicato dei Punkreas in relazione alla censura del video

La censura continua?

La questione ormai va ben al di là del nostro video: la nostra denuncia di censura da parte di DeeJay tv sta scoprendo una realtà spiacevole che pochi – nel mondo dei media ufficiali – sono disposti a rilanciare.
E’ una realtà di piccole “cupole”, di canali privilegiati, di scambi di favore e di propensione al “quieto vivere” che nella piccolissima realtà italiana decidono cosa può passare e cosa no, NON SOLO A LIVELLO DI VIDEO MUSICALI, ma anche a livello di informazione musicale in genere.
A questo punto a noi per primi non interessa più nulla di promuovere il video. Ci interessa mettere il dito nella piaga, perché questo consideriamo un diritto e un dovere di un artista e di un cittadino oggi.
E allora – coi pochi strumenti che abbiamo a disposizione, in una situazione paradossale in cui abbiamo solo il vostro appoggio e quello della rete – vogliamo informarvi di una cosa secondo noi gravissima: l’intervista a Flaco a firma Anna Pellizzone relativa alla censura di “Polenta e Kebab”, pubblicata martedì pomeriggio sul sito di Rolling Stone, è stata prontamente RIMOSSA mercoledì sera ! (la ritrovate qui sotto).
E questo nonostante (o forse proprio per) l’ altissimo numero di condivisioni.
Supponendo che una tale decisione possa essere stata presa o comunque approvata solo dal direttore di Rolling Stone, Michele Lupi, vi chiediamo di scrivergli per chiedergli una risposta ufficiale alla domanda: perché Rolling Stone ha rimosso dopo un solo giorno dal suo sito l’intervista ai Punkreas sulla censura di DeeJay Tv?

Ecco i contatti di Rolling Stone:
raccoltaindifferenziata@rollingstonemagazine.it
FB: rolling stone italia
Twitter : @RollingStoneIta
Fatevi sentire ! Non solo per noi, ma perché quello che sta succedendo a noi succede da anni, nel silenzio più assoluto, a tanti che non hanno avuto il coraggio, la forza o l’occasione di protestare!
Noi intanto faremo finta di non avere ipotesi in merito quanto a una decisione tanto sorprendente (ma non ci vengano a dire che era previsto che un articolo restasse on line solo 24 ore e poi sparisse anche dall’archivio).
E vi salutiamo con le bellissime parole di Antonio Caronia, dette in occasione della recente occupazione di MACAO a Milano: “Oggi stiamo infilandoci dentro a uno dei meccanismi più delicati dell’economia capitalistica contemporanea, che è la produzione dell’immaginario”. Noi lo stiamo facendo.
Anche molti direttori di radio,tv e magazine musicali lo fanno, a quanto pare.
Ma solo quando escono dalle loro redazioni.

(Qui di seguito l’intervista a Flaco di Anna Pellizzone, cancellata dal sito di Rollingstone.it)

«Il vero miracolo padano, la ‘Ndrangheta a Milano».

Sembra siano queste le parole “politicamente sconvenienti”, che hanno spinto DeeJay TV a non trasmettere il video dei Punkreas ‘Polenta e Kebab’, che vede la partecipazione di Luca Zulu dei 99 Posse e di Michele Vigilante (Vallanzasca- Gli angeli del male, Vacanze di Natale ).

La canzone, tratta dal nuovo album della band di Parabiago “Noblesse Oblige”, ironizza sul movimento leghista, sui suoi capisaldi politici e culturali, facendo anche un rapido accenno alla coincidenza temporale tra l’ascesa del Carroccio e la diffusione della criminalità organizzata nel capoluogo lombardo.

Davanti a una decisione che i Punkreas considerano fortemente

antistorica, Flaco, chitarrista del gruppo, ha deciso di denunciare a Rolling Stone quella che ritiene a tutti gli effetti una vera e propria censura.

 

Ciao Flaco, prima di tutto ci spieghi qual è stata la reazione di DeeJay Tv al video di Polenta e Kebab?

Dopo la presentazione, abbiamo avuto una risposta tramite la responsabile della promozione che francamente ci ha lasciato basiti. Ci è stato riferito che la decisione di non mandare il video non dipendeva dalla qualità artistica dello stesso. Le immagini, il montaggio, e la fotografia sono infatti molto curate. Le ragioni sono altre, e stanno nel contenuto del testo, che è stato valutato “politicamente inopportuno”.

 

Di che cosa parla il testo della canzone?

Scritta circa un anno fa, con una strana lungimiranza rispetto agli ultimi sviluppi giudiziari,  Polenta e Kebab racconta la Lega, il leghismo e la militanza leghista, allundendo ai riferimenti “culturali” del popolo del Carroccio e alla quantomeno sospetta contemporaneità tra l’ascesa in Lombardia del partito di Bossi e la penetrazione della ‘Ndrnagheta edella mafia al Nord e in particolare a Milano.

 

Nel frattempo le indagini della magistratura sono andate avanti…

Sì, e sono state dimostrate una serie di responsabilità. Quindi, come dire, la canzone è diventata soprattutto di questi tempi, quasi una descrizione oggettiva della realtà. Permettetemi una curiosità: nel testo accenniamo alla necessità per i militanti leghisti di ricorrere all’esorcista… E nel frattempo è uscita la notizia secondo cui parrebbe che moglie di Umberto Bossi partecipasse a messe nere nella propria soffitta…Ma scherzi a parte, il concetto è che per noi questa canzone è inattaccabile.

 

Perché allora è stata giudicata “politicamente inopportuna”?

Evidentemente ha dato fastidio, così come a noi ha dato fastidio rifiuto da parte di DeeJay Tv di mandarla in onda. Siamo rimasti indignati, da un lato perché lo riteniamo assolutamente antistorico e dall’altro perché stiamo parlando di un’emittente che fa parte del gruppo editoriale de L’Espresso, che di certo non è mai stato particolarmente indulgente né nei confronti del fenomeno leghista, né nei confronti di Mafia e ‘Ndrangheta. Trovarci davanti a una censura in un contesto del genere, per noi è stato molto spiacevole, e soprattutto ci ha dato un po’ l’indice di un già sospettabile alto livello di controllo preventivo su quello che sono i media oggi. Per noi la scelta di DeeJay Tv è inaccettabile e illogica. Per questo ci siamo sentiti in diritto e in dovere di denunciare l’accaduto: la decisione di non trasmettere un video perché il contenuto della canzone è ritenuto politicamente inopportuno pensiamo meriti di essere conosciuta.

 

Cosa c’è dietro a questa scelta? Che idea ti sei fatto?

Credo che chi ha formalmente potere decisionale sulla trasmissione di un video, metta in atto un livello di autocensura molto alto per non rischiare all’interno della redazione o della struttura in cui lavora alcuna forma di conflitto o di conflittualità. Spesso i direttori artistici fanno appelloalla politica aziendale o alla linea editoriale. Ma onestamente mi sembra nascondersi dietro una foglia di fico. Un direttore artistico che fa con serietà il proprio lavoro deve a mio avviso abbracciare o sposare la linea editoriale dell’emittente per cui lavora. Quindi la risposta “mi piacerebbe mandare il video ma non posso trasmetterlo perché non rientra nella linea editoriale”, non è accettabile. Negare la diffusione di canzoni o video che abbiano un’attinenza troppo specifica rispetto alla realtà sociale e politica per noi resta una cosa grave.

 

Ve lo sareste aspettato dal gruppo editoriale L’Espresso?

Ovviamente il cane che morde l’uomo non fa notizia. Non ci stupiremmo se il pezzo non l’avesse mandato Radio Padania… Però che non lo faccia DeeJay Television ci sembra grave.

 

Nel video c’è anche un omaggio al movimento No Tav e agli arrestati, pensi che questo possa avere influenzato la scelta dell’emittente in questione?

Non so se questo sia un altro di quegli elementi che possa avere causato la decisione di non passare il video, a questo punto siamo nel mondo delle ipotesi. Ma ci è dispiaciuto: sarebbe stata un’occasione in più per dare un po’ di visibilità a quello che succede in Val di Susa.

 

Vuoi lanciare un messaggio a chi ha deciso di non trasmettere Polenta e Kebab?

Mi piacerebbe ricordare che nel 1993 un tal Marco Formentini è diventato sindaco di Milano facendo una battaglia contro il centro sociale Leoncavallo e contro i centri sociali in genere. Per la Lega i primi nemici, prima ancora la lotta ai rom e agli stranieri, sono stati i centri sociali. Venti anni fa il Carroccio ha portato avanti una grande battaglia, che sinceramente penso abbia anche vinto, perché tra quello che sono stati negli anni ’90 i centri sociali in Italia – e a Milano in particolare – e quello che sono oggi, c’è una differenza enorme. E io questo non posso dimenticarlo. Abbiamo passato 15 anni a vedere Ministri della Repubblica sostenere sui media mainstream che loro con la bandiera italiana ci si pulivano il culo, li abbiamo visti fare leggi turpi sull’immigrazione, creare la figura del clandestino, causare morti tra i profughi che tentano di attraversare il Mediterraneo, costringere chi era già arrivato nel nostro Paese a fare una vita orribile sotto il peso della burocrazia e del controllo… E dopo tutto questo non possiamo prenderci la libertà di uno sberleffo? Non lo posso accettare. Tutto sommato vedere questa formazione politica, che per noi ha da sempre rappresentato il vuoto pneumatico, scoppiare sulla cosa più contraddittoria rispetto alla sua stessa costituzione, cioè la ruberia, è una piccola soddisfazione. E penso ce la saremmo potuta togliere anche con il nostro video, senza creare tutto questo caos.

ANNA PELLIZZONE

Rollingstonemagazine.it – martedì 8 maggio 2012 –