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DaspExpo: Negati 2 Pass a Corrispondenti di Radio Onda d’Urto

| martedì 15 settembre 2015

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Questa è la storia di tanti di noi.

Andati non per caso a ritirare il pass di Expo 2015 dopo aver ricevuto dalla società una mail di conferma.

Arrivati al centro accrediti ci si sente dire “il pass non è stampabile perché è arrivato l’alt dalla questura”.

Non è una storia nuova. E’ da fine maggio che si sa che molte persone non hanno potuto lavorare dentro ad Expo per presunti motivi di sicurezza indicati dalla questura.

Non è nemmeno una novità che le stesse persone a cui è stato negato il pass per lavorare se comprano un biglietto, che ad Expo è nominale, possono entrare.

E’ successo anche a me oggi.

E’ successo che dopo circa 4 mesi dalla richiesta di un pass stampa per raccontare Expo da “dentro” ai microfoni di Radio Onda d’Urto domenica 13 Abo ed io riceviamo finalmente la mail che ci dice “potete passare a ritirare il vostro pass settimanale”. Arriviamo al centro accrediti. I nostri nomi ci sono. Ci chiedono i documenti. La ragazza si alza e va a stampare i pass. Torno dopo poco e ci dice “mi spiace non posso stamparli”. E quindi? rispondiamo noi. Scambio di battute e andiamo da un superiore. Il superiore e responsabile dell’ufficio ci dice chiaramente “per Expo è tutto apposto ma per la questura no. Noi non possiamo stampare il pass”. 

La querelle è lunga. E’ iniziata a Maggio. Abbiamo chiesto il pass 2 volte e due volte ci è stato negato.

La prima volta senza motivazione, ma possiamo intuire che la negazione fosse legata ai controlli di sicurezza. La seconda volta la scusa è stata che né Alberto né io possediamo una tessera da giornalisti. In Italia non è obbligatorio avere la tessera per fare il giornalista. Lo facciamo notare ad Expo che dopo un po’ ci dice “se la vostra testata fa una lettera d’incarico noi vi diamo i pass”.

La lettera d’incarico arriva. E poi la storia è quella scritta nelle righe precedenti.

Nulla di nuovo, tanto di anormale. Nel mio caso specifico posso anche ricordare che sono entrato ad Expo 2 volte. La prima il 2 Maggio assieme alla trasmissione Petrolio http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ac6d78f4-3f25-4bbf-a510-a98bb8023315.html per raccontare l’esposizione universale con gli occhi critici di un No Expo. Quella volta la Rai mi fece un biglietto nominale. Poi il 10 giugno per partecipare alla trasmissione Matrix.

E questo aggiunge al danno la beffa.

La vicenda è complessa e sembra non seguire un filone logico. In base a cosa la questura decide chi può o non può entrare? Semplicistico sarebbe dire che chi ha una visione critica viene tenuto fuori, così come che chi è attivista politico abbia lo stesso trattamento. Giornalisti critici e attivisti sono stati a volte accreditati, a volte respinti. Respinti a volte incensurati.

La certezza è che in tutti i casi la società Expo non si è degnata di fare una comunicazione agli interessati facendo scoprire ai gate d’ingresso che il pass era negato e così anche la possibilità di lavorare. Dopo quattro mesi la certezza è che per la questura di Milano sono un soggetto pericoloso per l’esposizione solo se ho un pass da giornalista, se pago il biglietto sono visitatore ben accetto. Le stranezze della società del controllo e della sicurezza sommaria.