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Cultur(A)

Cultur(A) – Sotto l’ombra di un bel fiore

pablo | martedì 5 giugno 2018

Cecco Bellosi, “Sotto l’ombra di un bel fiore. Il sogno infranto della resistenza”, Milieu

Romanzo basato su memorie orali, “Sotto l’ombra di un bel fiore” ripercorre una parte della storia italiana, dall’alba del fascismo fino al 1967. Pedro e Paolo sono le due voci dialoganti che ricordano le loro vicende di partigiano e di esule, narrando alcuni passaggi chiave della loro vita. Le pagine del libro affrontano tanti temi: l’assopimento ventennale al regime mussiliniano, la seconda guerra mondiale e natuaralmente la lotta di liberazione in un territorio, quello del lago di Como, dove i due vissero una pagina davvero straordinaria: la cattura di Mussolini e dei gerarchi in fuga verso la Svizzera. Ma il racconto, duro e amaro non si ferma a questo, racconta anche una pagina forse secondaria per quanto riguarda la “grande storia”, ma particolamente dolorosa per i due: quella di Gianna e Neri, partigiani uccisi da altri partigiani dopo la Liberazione.

Il linguaggio asciutto e antiretorico di Bellosi ci fa comprendere come le speranze di una generazione di generosi combattenti si sia infranta fin dai giorni successivi alla caduta del regime contro la dura realtà di un’Italia, per citare Tomasi di Lampedusa, in cui sembrava cambiasse tutto, ma cui non è cambiato niente. La continuità del potere andò infatti trionfando. Questori, poliziotti, magistrati e agenti dei servizi segreti pasciuti dal fascismo rimasero al loro posto. Le pagine finali del libro ci raccontano le responsabiità di Togliatti nella continuità tra il vecchio regime e il nuovo, il farsesco processo alla Resistenza avvenuto nel 1957 a Padova e le trame nere degli ex agenti dell’Ovra nella strategia della tensione negli anni sessanta. Da leggere.

 

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