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Cultur(A)

Cultur(A) – Scarichiamo i padroni / Bagarre les tous

| lunedì 13 ottobre 2014

facchini

Fulvio Massarelli, “Scarichiamo i padroni”, Agenzia X

I facchini sono un esercito di lavoratori che presta la propria opera in non luoghi (magazzini, interporti, centri smistamento) che si trovano nelle periferie delle nostre grandi città. Sono per lo più stranieri, lavorano giorno e notte fino a 14 ore, anche di fila, per cooperative che li assumono come soci-lavoratori. Essendo migranti, sono spesso scollegati dalla realtà sociale in cui sopravvivono a malapena e di cui non conoscono le leggi. Sono a tutti gli effetti degli schiavi contemporanei: ricattabili perché quasi tutti immigrati (90%) e senza sindacato che li difenda (prima della nascita del S.I. Cobas nessun sindacato si preoccupava di loro).
Il libro inchiesta di Fluvio Massarelli, già autore de “La collera della casbah” e di “La forza di piazza Syntagma”, si chiama “Scarichiamo i padroni” e riecheggia uno degli slogan nati dalla protesta, radicalissima e vincente, messa in atto dai più sfruttati tra gli operai contemporanei dal 2010 ad oggi. Un libro importantissimo, soprattutto in questo momento in cui, grazie alla retorica della crisi, i padroni (mascherati spesso da “democraticissime” cooperative) e i sindacati (spesso collusi con il padronato più sfruttatore) chiedono sacrifici anche a chi la cinghia non può più stringerla (come si fa a tagliare uno stipendio a cottimo di 700 euro al mese, pagato anche 3 euro l’ora?). E a chi non ci sta offrono minacce, ritorsioni, licenziamenti, cariche, arresti e pestaggi.
Più o meno quello che succedeva nelle fabbriche italiane circa cent’anni fa.
Tramite interviste ai protagonisti delle proteste e ai loro solidali, Massarelli descrive con dovizia le drammatiche condizioni di lavoro del proletariato contemporaneo, migrante e non, e ci spiega le strategie messe in campo dai coraggiosi facchini per scaricare i padroni, rialzare la testa e riconquistare la propria dignità di esseri umani.
L’appendice del libro raccoglie i documenti delle lotte di questi anni a Bologna: volantini, appelli, articoli. Un libro fondamentale, che mette in chiaro le gravissime responsabilità di giganti del business come Granarolo, Ikea, Tnt, Bartolini, Esselunga, Pam e delle cooperative che servono i loro sporchi interessi.

http://www.agenziax.it/shop/index.php/scarichiamo-i-padroni-cartaceo.html

AA. VV. , “Bagarre les tous”, 8 bit’em all

I cugini d’oltralpe hanno sfornato un bel vinilozzo, che recensisco solo ora (dopo qualche mese) a causa dei tempi cosmici che carattarizzano le distribuzioni underground.
Badando al sodo, la compilation si apre con uno stiloso remix electro di “Turbo Outrun” realizzato da Computer truck, prosegue con una traccia idm lo-fi di Divag, per poi portarci in ambito decisamente più dance con Eat Rabbit, che questo giro ha superato se stesso con un accattivante pezzo breakbeat (“Shemal cat”). Il lato A si chiude con gli strippi sonori funk di Cheat Code.
Il lato B parte all’insegna di una specie di skwee rallentato, immaginatevi un Randy Barracuda in k-hole, ma non è Randy, bensì Bacalao; Goto80 prosegue sull’onda funk, destrutturando la disco in “disco Hyena”; il premio per pezzo più tamarro se lo aggiudicano Buskerdroid e Microman: “Daje” non dà scampo, cassa dritta e pedalare! Chiusura crusty techno arrangiata tipo Lonely Tunes a 8 bit con Rachitic Data! Let’s rave !!!
Un disco vario, divertente, che suona come si deve e che si addentra in territori interessanti (glitch, decostruzione, mash up).

https://dataglitch.bandcamp.com/album/bagarre-les-tous