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Cultura – recensioni di "Neurocapitalismo" e "La Malora"

by Pablito el Drito | martedì 8 marzo 2016

G.Griziotti , “Neurocapitalismo”, Mimesis

Giorgio Griziotti è un ingegnere delle comunicazioni che ha militato nei movimenti degli anni settanta.
Da allora non ha abbandonato il lavoro autonomo di ricerca e un approccio critico alle tecnologie.
È un hacker militante, dalla scrittura precisa e dal ragionamento rigoroso, à la Richard Stallman.
Come il suo omologo americano si pone il problema di “smontare le scatole nere”, ovvero di capire come le tecnologie funzionino, ma soprattutto come influiscano sui rapporti di classe.
Perché laddove la tecnologia offre opportunità, impone anche un prezzo: un controllo sulle nostre vite, scansionate e analizzate dai mille device/app/bot/droni sempre più intrusivi.
E un ipoteca sulle nostre esistenze, che grazie al trionfo dell’ideologia neo-liberista e dell’imperativo della razionalità economica, sono sempre più condizionate dal capitalismo finanziario che è stato il principale beneficiario della “rivoluzione delle reti” iniziata meno di 50 anni fa, e che nell’ultimo ventennio ha sconvolto il mondo (ben più dei “dieci giorni” di cui ha raccontato John Reed, dice lucidamente l’autore!)
In “Neurocapitalismo” il tecno ottimismo tipico di alcuni testi filosofici/economici della fine degli anni ’90 è oscurato dalla lucida consapevolezza che le tecnologie di comunicazione e la loro diffusione globale hanno lati oscuri evidenti: precarizzazione di ampi strati della popolazione, aumento delle disparità economiche, distruzione sistematica dell’ambiente, alienazione di massa.
L’autore lascia però intravvedere la possibilità di alcune linee di fuga da questo immondezzaio capitalista in cui le multinazionali giocano a Monopoli con il pianeta e con le nostre vite: che le comunità sviluppino nuove istituzioni che sostituiscano le attuali, totalmente inadeguate a gestire la crisi ecologica, sociale, economica e politica che stiamo vivendo. Toni Negri docet.

http://mimesisedizioni.it/neurocapitalismo.html

La-Malora_Cover_Piatto

J.D. Raudo, “La malora”, Bèbert

Nico Ambrosino, musicista punk bolognese, si cimenta nel suo primo romanzo breve (o racconto lungo, visto che l’ho divorato in un paio d’ore).
“La malora” appartiene al filone fantastico più metafisico, anche se evidentemente è anche figlio dell’amore dell’autore per i racconti di mare (Melville su tutti, ma anche Conrad).
I vari personaggi del libro, caratteri enigmatici che condividono una sorte di marginalità, auto-imprigionatisi in una taverna oscura di un’imprecisata città-formicaio, si confrontano (a parole) tra loro e (nei fatti, allucinatissimi) con uno spazio-tempo che si modifica pagina dopo pagina.
Alcuni temi della narrazione sono ripresi di sana pianta da “Il signore del male” di John Carpenter, una pellicola horror a dir poco strepitosa, e riciclati in maniera smagata dall’autore.
Caratteristici i dialoghi, che conferiscono una certa teatralità al testo, in cui i personaggi sembrano svelarsi in attesa dell’inevitabile fino all’esplosione (o implosione?) metafisica che conclude il libro, di cui i personaggi sono vittime impotenti.
Un ottimo esordio, che pubblica bèbert, microeditore bolognese.

http://www.bebert.it/catalogo-2/la-malora-j-d-raudo/

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