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Cultur(A)

Cultur(A) – Recensioni di Erravamo giovani stranieri e Amianto – Agenzia x edizioni

| lunedì 17 dicembre 2012

Alberto Dubito, Erravamo giovani stranieri, Agenzia X, 13 eu

Recensire un libro di un amico scomparso a soli 20 anni è una grande fatica dal punto di vista emotivo.
Ma vista la qualità e l’etrerogeneità degli scritti, disegni, foto che Alberto ci ha lasciato sarebbe un delitto sottrarsi a questo compito.
Perchè Alberto Dubito nella sua intensa ma breve vita è stato poeta, scrittore, graffitaro, fotografo, cantante del gruppo crossover Disturbati dalla Cuiete e agitatore culturale nella crew editoriale di Agenzia X.
Erravamo giovani stranieri, libro curato con molto amore dal collettivo dopo la sua scomparsa, è un prezioso lascito ai posteri.
E’ una raccolta di testi vari (poesie, prose, canzoni), ma anche di foto e disegni.
Testimonia non solo il grande talento narrativo di Alberto, ma anche lo sforzo di raccontare/raccontarsi usando tutti i linguaggi a sua disposizione.
Nei suoi testi c’è una ricerca di una poetica viva, lucida e incazzata.
C’è emozione/significato, ma anche suono/ritmo.
La sua sfida è stata quella di liberare la parola, distillare emozioni ed impegno civile in metriche stilose, sotto cui sembra che rimbombino sempre basi hiphop pesanti come bombe.

Vi lascio con il testo di una sua canzone, sotto c’è il link al video

se muoio giovane spero sia dal ridere,
ti dicevo, di quanto brucio più in fretta di voi;
di quanto bruciamo meglio e di quando resto sveglio e metto la mia vita in 4 scatoloni mettendoci meno di 2 ore e poi e poi non mi vedrai più per mille miglia, fratello mio, io riparto da dove gli altri non hanno più visto la partenza e la data di scadenza, che era cinque minuti fa.

http://www.youtube.com/watch?v=ANhlxMAcpXg

Il volume si ordina qua http://agenziax.it/?pid=65&sid=30


Alberto Prunetti, Amianto. Una storia operaia, Agenzia X, 13 eu


Il romanzo racconta la vita e il lavoro di Renato Prunetti, padre dell’autore, operaio toscano cresciuto nel dopoguerra tra un’acciuaieria e un’altra.
Renato faceva parte di quell’aristocrazia operaia ben pagata e protetta da PCI e sindacati, che lavorava duro e in cambio di alti salari.
Orgoglioso del suo lavoro di tubista, spese gran parte della sua vita su e giù per l’Italia a riparare impianti industriali.
Un lavoro duro, ma soprattutto nocivo, che segnerà il suo corpo lasciandone tracce indelebili.
Renato era “…un uomo che respirava zinco, piombo e una buona parte della tavola degli elementi di Mendeleev, fino a quando una fibra d’amianto, che lo circondava come una gabbia, ha trovato la strada verso il torace. Poi, chiuso il libretto di lavoro, quella fibra ha cominciato a colorare di nero le cellule, corrodendo la materia neurale. Una ruggine che non poteva smerigliare, lesioni cerebrali che non poteva saldare”.
Amianto è un romanzo crudo e commuovente, ma che non manca di momenti divertenti.
Prunetti è uno scrittore di grandissimo talento: alcuni degli episodi della vita del padre li rievoca con un uso della lingua talmente vivo e colorito che risulta impossibile trattenere le risate.
Questo è il suo terzo romanzo.
Nel passato ha tradotto le opere di Osvaldo Bayer, John Zerzan e John Sinclair.
Fa parte della redazione della rivista Carmilla on line, diretta da Valerio Evangelisti.

Amianto si ordina qui http://agenziax.it/?pid=67&sid=30

Se volete che i vostri libri, cd, vinili siano recensiti inviatene una copia a:

pablito c/o agenzia x
via ripamonti 13
milano