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Cultura opensource in salsa italiana

| mercoledì 23 marzo 2011

Così ti reinvento la realtà

La cultura opensource si fa strada in Italia. Un esempio di successo? Il REFF, Romaeuropa Fakefactory

Come si può produrre cultura senza dover far subito i conti con i limiti e le necessità del copyright? È possibile che la rete stimoli nuove forme di fruizione e produzione di contenuti? Possiamo immaginare una realtà che cambia seguendo i nostri sogni?

Remix the world! Reinvent Reality! è il grido di battaglia di un gruppo di attivisti romani, che nel 2008 hanno fondato REFF, il “Romaeuropa FakeFactory”. REFF è una piattaforma di dibattito globale che dal gennaio del 2009 affronta i temi dell’innovazione attiva, critica e creativa, confrontandosi con la gestione delle politiche culturali e tecnologiche relative a questi ambiti. L’iniziativa aveva preso spunto da un concorso rivolto ai creativi digitali lanciato nel 2008 da Fondazione Romaeuropa e Telecom Italia. Il concorso prevedeva condizioni molto rigide sul copyright, quali la cessione unilaterale dei diritti sulle opere ai promotori del concorso e il divieto agli artisti di utilizzare tecniche di manipolazione dei contenuti quali remix e mashup (strategie di “collage” culturale da produzioni precedenti).

Le norme di partecipazione al bando, decisamente in contrasto con lo spirito opensource che secondo gli ideatori di REFF dovrebbe animare la produzione culturale, hanno ispirato la creazione di un Fake, un progetto parallelo che ribaltasse le logiche del concorso di Telecom mettendone in luce le contraddizioni.

È nato così Romaeuropa Fakefactory, un luogo di dibattito che propone analisi multidisciplinari sulla libera disponibilità di conoscenze, contenuti e risorse.

Il successo avuto dal fake prodotto in loro nome ha costretto la fondazione Romaeuropa e Telecom a fare marcia indietro e cambiare i parametri di partecipazione al concorso, garantendo più diritti a chi proponeva i propri progetti. Non solo. Le mozioni sviluppate sulla piattaforma hanno avuto voce anche in Commisione Cultura del Senato della Repubblica italiana.

Molte e diverse sono state le persone che hanno sostenuto e partecipato alle discussioni di REFF, professionisti provenienti da tutto il mondo. I collaboratori della piattaforma hanno discusso per più di un anno sui modi per creare nuove opportunità e metodologie di esistenza, collaborazione e comunicazione.

Tutta l’attività di discussione, le opinioni e le strategie emerse, sono confluite recentemente in un libro, edito da Derive e Approdi. Il libro è una vera e propria “esportazione” del sito su supporto cartaceo. Ma le pagine non sono coperte solo da parole: sulla carta si insinuano QRcode e marker che riportano la lettura a video, approfondimenti, a esempi in “realtà aumentata” (ovvero realtà – la carta – con un’addiction di digitale che si attiva semplicemente inquadrando i simboli indicati con uno smartphone).

Il progetto continua la sua strada. In questi giorni REFF sta presentando in una mostra a Londra la piattaforma di discussione, il libro, percorsi di formazione e un’ultima chicca “creativa”: dei farmaci in augmented reality per migliorare il proprio rapporto col mondo.