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Cultura: La prigione della fede. Scientology a Hollywood / Scendi nel buio del mio cuore

| venerdì 27 novembre 2015

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Lawrence Wright “La prigione della fede. Scientology a Hollywood”, Adelphi

Ron Hubbard, il papà di Scientology, fu un uomo eccentrico e talentuoso.
Fu un prolifico scrittore di fantascienza, tra i più amati del periodo d’oro insieme a Robert Heinlein e Isaac Asimov, ma anche ufficiale di marina. Fu anche un curioso indagatore del funzionamento della mente umana: la studiò da molti punti di vista, tramite la psicanalisi di Freud, mediante teorie provenienti dall’oriente, ma anche grazie alla frequentazione di figure chiave dell’esoterismo come Jack Parsons e Aleister Crowley e persino della nascente controcultura.
Infine si distinse come carismatico affabulatore, in grado di incantare prima gli amici e poi le platee con storie incredibili sul suo passato, in certi frangenti per nulla chiaro.
Nel 1950 Hubbard elaborò una sua propria teoria sullo sviluppo del potenziale umano, che prese il nome di Dianetics, che costituisce base teorica su cui si fonda la chiesa di Scientology.
Scientology è un oggetto di indagine interessante perché se da un lato è solo l’ultima delle “nuove” religioni a essere nata e cresciuta esponenzialmente negli USA, dall’altro ha caratteri suoi propri, che la distinguono dai precedenti “credo” (Mormoni, Amish, etc): la fiducia in un certo tipo di tecnologia, la promessa di creare pace e benessere in questa terra (e non in un paradiso prossimo venturo), il successo che ha riscosso a Hollywood (suoi apostoli sono Tom Cruise e John Travolta).
Ma anche perché Scientology è una creatura mutante: nasce come tecnologia del self help, si sviluppa come una setta (massonica nel “compartimentare” e vendere le proprie verità), si struttura come una religione, fino a diventare una company multimiliardaria.
Anche se viene coinvolta in spettacolari processi, il suo fondatore sbugiardato pubblicamente sul suo passato, e alcuni ex aderenti denunciano di essere stati manipolati, picchiati o minacciati, tuttavia pare continui a crescere (i dati non ufficiali dicono che vi aderiscano milioni di persone).
Con questo suo ultimo libro, pubblicato in Italia da Adelphi, Lawrence Wright ha messo a segno un’importante inchiesta giornalistica, precisa e rigorosa, che vi consiglio caldamente. Ha già vinto il Pulitzer nel 2007, ora rischia di fare il bis.

http://www.adelphi.it/libro/9788845930270

Chiara Mattioli “Scendi nel buio del mio cuore”, Parallelo45

Alla sua seconda prova con il romanzo, Chiara Mattioli si cimenta in un thriller metropolitano ambientato nelle viscere della Milano di oggi.
Una sedicenne apparentemente normale sparisce nel nulla e la polizia, tanto per cambiare, brancola nel buio.
La famiglia della scomparsa cerca di scoprire la verità foraggiando un’indagine privata, in cui a fare da segugi sono un avvocato con un passato di militanza nei movimenti e un tatuatore rimasto scottato dalla vita.
L’indagine si dipana tra periferie arrugginite, locali “in”, centri sociali e le macerie della Milano da bere.
Il plot narrativo è avvincente e la qualità delle scrittura è alta.
I personaggi sono individui senza grandi ideali, spinti da un individualismo feroce, credibili, ma fin troppo glaciali e razionali.
Il grande pregio del romaanzo sta nel ritmo: Chiara Mattioli ha la capacità di svelare con il giusto tempismo i vari tasselli che compongono la crime story.
Una vicenda cruda, in cui verità e dolore si intersecano, senza approdare ad un lieto fine.

http://www.ibs.it/code/9788898440351/mattioli-chiara/scendi-nel-buio.html

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