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Cultur(A)

Cultur(A) – Kleemar / Trus! – Fanciulli Goom – Maurizio Lazzarato

| lunedì 28 aprile 2014

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Kleemar / Trus!, Banana Split, Moonlee Records

“Banana Split” è un vinile 12” la cui immagine di copertina fa il verso alla più famosa cover del maestro della pop art Andy Warhol.
A di là della simpatica citazione “Banana Split”, è un disco che vede la collaborazione tra due band slovene: Kleemar e Trus! Kleemar si muovono in territorio elettronico, lasciando ampi spazi ad una leggera e placida psichedelia in stile Warp. Il loro lato è costituito da tre brani semplici, dilatati e raffinati.
Il suono dei TRUS! è decisamente più tradizionale.
I brani del loro lato sono cinque, molto vari, compresi tra indie, wave, pop e post punk.
La nervosa “What do you do” è il miglior pezzo del disco. La voce e alcune scelte melodiche di quest’ultimo pezzo mi fanno venire in mente le L7.
Un bel lavoro, che si può scaricare oppure ordinare su vinile.

http://moonleerecords.bandcamp.com/album/banana-split

Fanciulli Goom – #1 – 51 beats

51 beats è una netlabel che raggruppa alcuni musicisti che amano il suono analogico di matrice technoide. Lo si intuisce facilmente ascoltando “Gajum”, primo pezzo di questa raccolta di liveset, che riprende il suono kraftwerkiano alla “Autobahn”. Il suono si fa psicotico e liquido in “Krarupizzazione”, mentre ritorna più pop in “Moka, moka, moka”, secondo potente tributo agli uomini macchina di Dusseldorf, forse miglior brano del cd.
Insomma, qui è tutto un saliscendi tra electro, techno-marimba e ambient, che condensa in un cd i tre giorni di full immersion sonora dei simpatici Fanciulli Goom: Marcio Mc Fly, Tommy Fiori, Pepé, Tommy Brillo, Plasman, il mitico Niccolò Martin che non vedo da una vita e l’immancabile Martino Nencioni.
A questo link trovate non solo questa release ma anche tutti gli altri lavori del collettivo:

www.51beats.net

Maurizio Lazzarato, Marcel Duchamp e il rifiuto del lavoro, edizioni temporale

Questo libriccino ci parla della categoria politica più importante dell’operaismo italiano: quel rifiuto del lavoro, rimosso dalla sinistra riformista, che fu praticato nelle grandi fabbriche negli anni settanta. E lo mette in parallelo col rifiuto del lavoro praticato nel XIX secolo, a livello individuale e artistico da Marcel Duchamp, e, a livello di massa, dal nascente proletariato industriale a lui contemporaneo.
Il rifiuto del lavoro, cioè di sottomettersi “alla normalizzazione del tempo invaso dalla nascita alla morte dalla produzione”, ha una storia che si dipana per due secoli, ma è terribilmente attuale in questo momento storico, in cui tutte le pratiche artistiche, intellettuali, immateriali sono sussunte quasi completamente e immediatamente dal capitale. Si pensi al lavoro cognitivo gratuito che diventa poi risorsa “per l’urbanizzazione, la gentrificazione, il turismo, l’industria audio-visiva, le multinazionali dei social network, il marketing”.
Questo pamphlet, ben tradotto dal francese, ci invita a riflettere sulle strategie di resistenza del passato per poter contrastare “l’impoverimento, la perdita dei propri saperi e la perdita di controllo sulla propria produzione” dell’attuale proletariato (non più industriale, ma cognitivo).
Un libro interessante, agile, attuale.

www.edizionitemporale.it

Se volete che il vostro libro, disco, cd, dvd sia recensito inviatene una copia a:
Pablito c/o Agenzia x
via Ripamonti 13
20136 Milano