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Cultur(A)

Cultur(A): Ippolita, “Il lato oscuro di Google. L’informatica del dominio”, Milieu

pablo | venerdì 29 giugno 2018

Ippolita (https://www.ippolita.net), collettivo di ricerca e formazione “indisciplinare”, ha finalmente ristampato in edizione aggiornata uno dei suoi testi più attuali. Il tema del volume (192 pagine) è Google, motore di ricerca che compie proprio in questi giorni vent’anni, di cui viene ripercorsa storia e filosofia, o forse sarebbe meglio dire ideologia. Google, nato da due brillanti ricercatori della Stanford University, è ora di fatto monopolista nel mercato della ricerca su internet e della pubblicità web, ed è anche lanciato in una miriade di progetti riguardanti l’internet degli oggetti: auto che si guidano da sole, droni, domotica e molto altro (tra cui inquietanti ricerche biotecnologiche…). La company americana ha di fatto creato una tecnologia “gratuita” in cui il profitto è creato tramite la profilazione degli utenti, i cui dati di navigazione, preferenze, mail, foto e altro sono stoccati e custoditi gelosamente in data center all’avanguardia per poi essere elaborati e utilizzati a fini pubblicitari. La tecnologia del motore di ricerca è “regalata” con la promessa di essere “oggettiva”, uno strumento costruito per orientarci nella rete, dandoci in meno di un secondo le risposte “giuste” ad ogni nostro quesito. Ippolita radiografa la company da diversi punti di vista, riuscendo a smascherare il vero volto di questo colosso in grado di condizionare sempre più le nostre vite, senza però cadere nella trappola della tecnofobia. “Il lato oscuro di Google” è un libro fondamentale per comprendere come le nostre decisioni siano “consigliate” da freddi algoritmi, che di certo non renderanno il pianeta “un posto migliore”, come recitava un claim della company.