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Cultur(A)

Cultur(A): Gli Ultimi Ragazzi del Secolo / Bakunin, il Demone della Rivolta

by Pablito el Drito | lunedì 8 febbraio 2016

Alessadro Bertante, “Gli ultimi ragazzi del secolo”, Giunti

Alessandro Bertante, giunto al suo quinto romanzo, questa volta si cimenta in un’autobiografia.
Un’opera in cui si mette a nudo, raccontando tutta una generazione.
Con linguaggio schietto, essenziale, diretto mette su carta i suoi ricordi di giovane cresciuto negli anni della Milano da bere, alternandoli alle memorie di un viaggio in Bosnia nel dopoguerra jugoslavo a metà degli anni novanta.
“Gli ultimi ragazzi del secolo” è un romanzo forte e potente che parla di illusioni e svelamenti: l’illusione del sole dell’avvenire, che tramonta nei primi anni ottanta in quasi tutte le case dei “compagni” milanesi, lasciando spazio all’edonismo consumista, dove tutto, messi in soffitta i poster di Mao e le camicie a fiorelloni, pare che si tinga di grigio.
L’adolescenza arrabbiata, passata sui muretti del quartiere tra canne, birrette e psicofarmaci, una guerra silenziosa trascorsa tra una gioventù zombificata dall’eroina e paralizzata dall’incubo dell’AIDS.
L’illusione dell’eterno presente, del benessere garantito, dei rituali fuori tempo massimo: splendide le memorie dell’occupazione dell’Università Statale, in cui i gruppetti ripercorrono parole d’ordine, metodi e divisioni ereditate dagli anni settanta, fuori tempo massimo.
Tutto questa narrazione è alternata alla visione delle macerie della terribile guerra dei Balcani, che ci ricorda come la violenza sia il crudo motore della storia, che l’inferno è dietro l’angolo e che un massacro può svolgersi nel più totale disinteresse generale.
Un’ottima prova di scrittura, che conferma, se ancora fosse necessario, il grande talento dello scrittore milanese. Da leggere.

http://www.giunti.it/libri/narrativa/gli-ultimi-ragazzi-del-secolo/

Alessio Lega, “Bakunin, il demone della rivolta”, Eleuthera

Mi innamorai della figura di Bakunin alle scuole superiori, per lo stesso motivo per il quale di Bakunin si è innamorato Alessio Lega, autore di questo libro pubblicato da Eleuthera: l’incredibile vitalità, la smisurata passione, l’incontenibile ottimismo e la straripante ostinazione del gigante russo.
Un uomo non così raffinato nell’analisi politica se confrontato con il “rivale” Marx, tuttavia abilissimo nel muoversi da un paese all’altro, da una barricata alla successiva, inseguendo senza sosta la fiaccola della libertà.
Perché Bakunin non fu tanto un teorico della rivoluzione, quanto un uomo d’azione.
Ma soprattutto fu uomo di grandi passioni e contraddizioni: nato benestante, morì in povertà; nonostante l’odio per la religione si sposò in chiesa; generosissimo, visse però in effetti sulle spalle dell’amico Herzen e poi di Cafiero; terrore di tutte le autorità del mondo civilizzato, era in realtà una persona sensibile e affabile.
“Bakunin,il demone della rivolta” più che una biografia di un rivoluzionario, è un ritratto dell’”uomo Bakunin”, che evita i luoghi comuni, la facile propaganda, l’agiografia, il culto della sua (particolarissima) personalità, di cui si è già parlato in moltissimi libri negli ultimi 150 anni.
Una bel libro, che getta uno sguardo originale su uno dei rivoluzionari più amati di sempre.

http://www.ibs.it/code/9788896904893/lega-alessio/bakunin-demone-della.html

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