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Cultur(A)

Cultur(A) – Gli arditi del popolo / Anarchismo in movimento

| lunedì 25 maggio 2015

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Andrea Staid, Gli arditi del popolo, Milieu

Finita la prima guerra mondiale, esauritesi le occupazioni delle fabbriche culminate nel biennio rosso (’19-’20), alcuni reduci dalle trincee di area libertaria, socialista e comunista (e non solo) decisero di affrontare con le armi le camicie nere di Mussolini.
Fondarono un’organizzazione di tipo militare, flessibile, con numerosi centri di comando, che aveva come scopo la difesa dalle aggressioni squadriste, sempre più frequenti e tollerate da sia dai governi, sia dalle forze politiche liberali e riformiste.
Gli arditi del popolo crebbero in fretta: arrivarono ad arruolare migliaia di giovani, eppure la loro storia è finita nel dimenticatoio.
Il libro di Adrea Staid ripercorre le vicende di questo movimento, la sua simbologia, i complessi rapporti che ebbe con la sinistra ufficiale, le biografie di alcuni dei suoi protagonisti e, in appendice, una breve galleria fotografica.
“Gli arditi del popolo” focalizza la sua attenzione sulla sconfitta che gli arditi inflissero alle truppe di Italo Balbo a Parma nell’ agosto del 1922, proprio prima della marcia su Roma.
Una sconfitta militare e politica unica nel suo genere, che merita di essere celebrata e ricordata insieme alle vicende, brevi e intense, di questo gruppo di ribelli comandati dal carismatico Guido Picelli, che continuerà poi idealmente la lotta a fianco dei repubblicani spagnoli.

http://www.ibs.it/code/9788898600328/staid-andrea/gli-arditi-del.html

Tomas Ibanez, Anarchismo in movimento, Elèuthera

L’anarchismo è in movimento: le forme del dominio cambiano e i movimenti che si ispirano agli ideali della liberazione da autorità e capitalismo si modificano di conseguenza.
Questo è l’assunto di questo agile libriccino pubblicato dalla milanese Elèuthera, che approfondisce in maniera chiara alcune questioni che ogni buon libertario dovrebbe conoscere.
La prima e la terza parte affrontano le ragioni delle rinascita dei movimenti libertari, dall’esplosione del radicalismo del maggio ’68 alla crescita particolarmente impetuosa dopo il crollo dell’ex cortina di ferro.
La seconda ci spiega come alcune pratiche tipicamente libertarie siano sconfinate extra moenia, ovvero siano state adottate da altri movimenti, non dichiaratamente libertari.
La quarta parte ci introduce al post-anarchismo, termine coniato da Hakim Bey (autore di T.a.z.), il cui pensiero ha influenzato vari settori del movimento: dagli squatter/raver agli anarchici insurrezionalisti.
In appendice Ibanez affronta tre nodi cruciali del pensiero libertario contemporaneo: la questione del passaggio dalla modernità alla post-modernità e l’influenza del post-strutturalismo e del relativismo.
“Anarchismo in movimento” è chiaro e didascalico: un piccolo manuale che permette di avere un colpo d’occhio sulle principali correnti del pensiero e delle pratiche anarchiche.

http://www.ibs.it/code/9788896904664/ibantilde;ez-tomaacute/anarchismo-movimento.html