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Cultura: Bianchi "Figli di Nessuno"(milieu) / Onfray "Il Post Anarchismo Spiegato a Mia Nonna" (eleuthera)

by Pablito el Drito | mercoledì 13 aprile 2016

Sergio Bianchi, “Figli di nessuno. Storia di un movimento autonomo” (milieu)

Su quel che successe negli anni settanta nelle grandi città sappiamo molto, grazie ai numerosi saggi e romanzi pubblicati negli ultimi quarant’anni, alcuni dei quali proprio dello stesso Bianchi.
Su quel che avvenne nelle realtà di provincia invece sappiamo molto di meno.
“Figli di nessuno” ci aiuta a comprendere come i temi del “settantasette” (elaborati in realtà negli anni precedenti quell’anno) – il rifiuto del lavoro, l’avvicinamento alle “culture orientali”, la creazione dei primi centri sociali, i tentativi di vita in comune – furono diffusi anche nelle province dell’alto milanese, dove la gioventù si scontrò non solo con il conservatorismo clericale, ma anche con la cultura del movimento operaio tradizionale (di cui i loro padri, peraltro, furono ultimi testimoni).
La “logica della compatibilità”, della subordinazione alle regole di vita del capitalismo industriale, furono messe in discussione anche nelle cittadine con desinenza -ate (Tradate, Usmate, Gallarate, etc) che si dipanano tra Milano e i laghi, senza soluzione di continuità, fin verso la Svizzera.
Sindacalismo “duro”, sabotaggi, occupazioni, lotta al lavoro nero e diffuso, autoriduzioni furono frequenti anche in quelle zone; certamente sono stati rimossi, sostituiti dalla “cultura” (si fa per dire) dell’individualismo leghista, sviluppatosi sulle ceneri del fallimento del tentativo rivoluzionario di quegli anni, di cui ha invertito i valori, propugnando lavorismo, localizzazione, tradizione, identitarismo.
Questo libro corale, che vede interventi tra gli altri di Nanni Balestrini, Bifo, Toni Negri, Primo Moroni, Pino Tripodi, Rossana Rossanda, cerca di mettere in luce questa storia, per nulla secondaria rispetto alle storie metropolitane, più conosciute e discusse.
Rappresenta un tassello fondamentale per ricostruire la storia dei movimenti e contiene anche scritti preziosi degli anni ’70-’90, alcuni dei quali premonitori dei processi che viviamo oggi, nella nostra epoca.

http://www.milieuedizioni.it/portfolios/figli-di-nessuno/

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Michel Onfray, “Il post-anarchismo spiegato a mia nonna” (elèuthera)

Questo pamphlet pubblicato da elèuthera è un autobiografia (intellettuale e non) di Onfray.
L’autore ci racconta come la sua spontanea ribellione contro il potere, che si sviluppa con la presa di coscienza di appartenere ad una famiglia proletaria, discendente da una dinastia di sfruttati, abbia trovato dei supporti teorici nelle opere del socialismo (marxista, “utopista” e infine libertario).
Naturalmente ci racconta anche i personaggi e le situazioni che lo hanno indirizzato in questa sua ricerca di verità e giustizia, e anche alcune vicende salienti della propria vita: da ragazzo di campagna a professore di provincia, alla ricerca di un proprio modo di vivere al di fuori delle logiche del dominio e dell’autorità.
L’idea di Onfray è che “la storia dell’anarchismo è un immenso cantiere nel quale regna il massimo disordine”. Per questo la rilegge senza paura di “danneggiare i gioielli di famiglia”, ma anzi convinto di poter dare un contributo positivo per “mettere ordine” in questo corpus enorme, tracciando una specie di “mappa della rivolta”, dall’ottocento a oggi.
Il libriccino, che non arriva a cento pagine, è ricchissimo di spunti di riflessione teorica, ed è uno strumento importante per capire quello che può essere il ruolo del movimento libertario nel ventunesimo secolo.
La proposta di Onfray, che rientra nella corrente del post-anarchismo (pensiero molto importante negli U.s.a. , ad esempio) conserva un certo numero di ideali dell’anarchismo classico otto-novecentesco, ma cerca di superarli per lasciare spazio alle ricchissime potenzialità e sfide contemporanee.

http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=327