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Cultur(A)

Cultur(A) – a cura di Pablito el drito & Marta (A)

| lunedì 16 giugno 2014

pablopigrr

Luca Benvenga, “The cultural workers. Fenomeni politico culturali e contestazione giovanile negli anni ’60”, Bepress

“The cultural workers” è un libro che ripercorre la storia dell’underground americano con qualche incursione nelle più significative esperienze europee (Amsterdam, Berlino, Parigi, Milano).
Lo fa partendo dei “beatniks”, gruppo di poeti e artisti borderline resi celebri da Kerouac, Ferlinghetti e soci, per poi passare agli hippies, figli ribelli della middle class che rifiutavano il conformismo e la piattezza dell’Amerikkka degli anni sessanta.
Raccontandoci le utopie acide dei Merry Prankster, ribelli psichedelici che volevano fare la rivoluzione con l’acido lisergico, e le pratiche di autogestione dei Diggers, che volevano farla finita una volta per tutte col denaro.
Nei sessanta nacquero organizzazioni che usavano metodi e linguaggi nuovi e innovativi, dei veri e propri laboratori per l’agitazione sociale. Tra questi Motherfuckers, Yippies e White Panther Party.
E loro esperienze influenzarono l’opposizione politica e sociale in Europa e in Italia: di questo parla la parte più interessante di questo libriccino. Del nuovo modo di far politica dei “cappelloni” in Italia, della loro rivolta “qui e ora” che faceva incazzare conservatori e bigotti, ma anche la sinistra lavorista, abbagliata dai sogni di falso progresso.
“The cultural workers” è un libro introduttivo, una mappa utile per chi vuole approcciarsi alle controculture degli anni sessanta, studiare la genesi di quei movimenti che hanno innestato il germe della creatività nella rivolta e anticipato molte delle tematiche oggi attualissime (ecologia, pacifismo, diritti civili, …)

http://www.ibs.it/code/9788896130407/benvenga-luca/the-cultural-workers.html

ladrisport

Ivan Grozny e Mauro Valeri, “Ladri di sport. Dalla competizione alla resistenza”, Agenzia X

“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci”, diceva Pasolini.
Il calcio, d’altronde, è più famoso di Gesù Cristo, ed è pure più influente. Il suo linguaggio è universale, arriva a tutti, e proprio per questo è così importante capire come usarlo.
Ivan Grozny e Mauro Valeri, autori di Ladri di sport. Dalla competizione alla resistenza, scelgono di raccontare le verità che si nascondono dietro lo sport (e il calcio in particolare) così come siamo abituati a viverlo. Si svelano così contraddizioni, interessi e sprechi economici, primi fra tutti quelli relativi al mondiale in Brasile di oggi. E poi tantissime realtà – più o meno grandi – di protesta e resistenza, tentativi di riprendersi il diritto allo sport per tutti. Fenomeni che hanno tanto potenziale, se si considera l’attività sportiva come strumento di divertimento e socializzazione, ma anche di riscatto fisico, psichico e sociale.
Il libro contiene undici storie, che vanno dalle mobilitazioni anti-Fifa in Brasile a esperienze con richiedenti asilo e rifugiati, senza dimora, campi nomadi e persone con disagio mentale. Non mancano testimonianze sull’Italia, in certi casi piuttosto imbarazzanti (si veda il capitolo sull’omofobia nel calcio), in altri più dignitosi, come l’esperienza della “calcioterapia” in ambito psichiatrico.
A proposito, riporto dal libro una citazione di Basaglia, su cui magari riflettere mentre seguiamo le partite di questi giorni: “Il tifo calcistico è la più moderna tra le grandi terapie di massa. Esso fa soffrire e godere le masse per avvenimenti che non le riguardano, e fa dimenticare avvenimenti che invece le riguardano molto”.

http://www.agenziax.it/shop/index.php/ladri-di-sport-cartaceo.html

Se volete che il vostro libro, disco, cd, dvd sia recensito inviatene una copia a:

Pablito c/o Agenzia X
Via Ripamonti 13
20131 Milano