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Cultur(A)

Cultur(A), a cura di Marta A e Pablito el drito

| lunedì 16 dicembre 2013

godzilla

Paola Agostoni, “La fidanzata di Godzilla”, Agenzia X

Anche se è scritto in terza persona e all’inizio del libro è specificato che “ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale”, leggendo La fidanzata di Godzilla si ha la netta impressione di essere davanti a un’autobiografia.
La realtà dei personaggi e dei luoghi, dei fatti e delle situazioni, dei pensieri e dei sogni trasuda da ogni frase, mentre l’autrice ci racconta l’evoluzione di Milano tra gli anni settanta e i novanta attraverso la vita di Mina, una ragazza di periferia.
La periferia dell’Hinterland milanese, dove cresce ribellandosi alla mentalità chiusa di famiglia e compaesani, seguendo impacciata e coraggiosa una sincera curiosità verso valori diversi, rivoluzionari, frequentando stravaganti personaggi, dagli ultimi hippy ai primi punk. E la periferia dell’Hinterland del glitterato mondo della moda, dove si ritrova a lavorare, apparentemente a suo agio ma sempre con una certa distanza, tra un misto di divertimento e perplessità.
I due mondi vengono raccontati in parallelo, con un ritmo veloce ma denso, un tono ironico ma sentito, una narrazione cronologicamente destrutturata ma un senso chiaro e lineare.
La miriade di incontri e avvenimenti che si susseguono e si accavallano nella composizione della vita di Mina divertono, commuovono e fanno riflettere. Sul passato, sul presente, sulle relazioni, su di noi. Sul passaggio di tanti da una vita piena di sogni e speranze, di rapporti significativi e gioiosi, alla sopravvivenza in un susseguirsi di giornate frivole e vuote, al fianco di persone finte e stanche. Su come è importante, nonostante tutto, resistere a questo inesorabile cambiamento mantenendo viva la propria autenticità.

http://www.agenziax.it/la-fidanzata-di-godzilla/

Cubedivision, The Gamma EP

Elettronica glaciale, minimale, rarefatta, decisamente downtempo. Costruita per aggiunta progressiva di layer, quasi senza arrangiamenti, come fossero detriti su una spiaggia.
Affonda le sue radici nel suono detroitiano, ma ha dei grossi debiti anche con quello europeo.
Più adatta alla meditazione che alla danza, sfugge sia alla deriva pop (i cinque brani non sono strutturati come canzone), sia agli eccessi di intellettualismo (a tratti suona anzi incredibilmente ingenua). Da ascoltare immersi nella nebbia padana.

http://cubedivision.bandcamp.com/

Xenodrome, Dissection EP

Meccanismi a orologeria sfasati e pad tetri aprono l’ep 4 tracce dello spezzino Xenodrome, nuovo acquisto della scuderia RXSTNZ. Ma non fatevi ingannare perché la seconda traccia “Militant deadline” è una jungle/hc bianca, dritta, metallica e robotica, che lascia poi spazio a “Mad People”, un dubstep zoppo e funereo. “Bluster”, ultimo brano, ci porta in territorio techno, precisamente nel filone hardcore anni 90, con tanto di trapani di 303 e mollone sporco in levare. Quando si dice la varietà!

https://rexistenz.bandcamp.com/album/dissection-ep