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| lunedì 10 novembre 2014

kina

G. Capra / S. Giacobone, “Come macchine impazzite. Il doppio sparo dei Kina”, Agenzia X

Un libro sperimentale, un oggetto di carta diversamente leggibile, che incrocia sensibilità, epoche, punti di vista.
Gianpiero racconta la sua “fuga” da Aosta tramite il proprio viaggio esistenziale / musicale con i Kina, la band che fonda nel 1982 per sfuggire alla noia e al conformismo di provincia.
Stephania racconta la sua “fuga” nel punk – hc due decenni dopo, quando per resistere alle sue difficoltà quotidiane, sceglie una colonna sonora veloce e rabbiosa come sua compagna di strada.
I due racconti, duri e senza filtro, sono chiusi da una serie di interviste ai protagonisti di un’epoca, quella dei primi anni ottanta, spesso maltrattata o ricordata solo per i Moncler, le Timberland e i Mondiali di Rossi, Tardelli, Altobelli.
Qua si materializza invece un altro tempo, che ci appare talvolta lontano talvolta vicino: compare grazie alle narrazioni in soggettiva di Gianpiero e Stephania, ma anche tramite le lettere, le interviste, le pagine e pagine di foto inedite che documentano visivamente la scena punk / hc italiana e tedesca prima della caduta del muro.
“Come macchine impazzite” è un libro forte, coraggioso, ben scritto, che crea un filo tra più generazioni di ribelli.
Individui dalla scorza dura, alla ricerca di una vita veramente hard core, senza fronzoli né compromessi.
Che solo AgenziaX, la più sincera e stradaiola tra le case editrici poteva pubblicare.

http://www.agenziax.it/shop/index.php/come-macchine-impazzite-cartaceo.html

AA.VV., “Nova deViator presents Technoburlesque: Image snatchers EP”

Trenta minuti di elettronica frutto di una collaborazione tra artisti di Ljubljana, capitale slovena da sempre all’avanguardia nell’elettronica e non solo.
Si inizia con “Stekas”, brano electro-dub algido, inquietante, dalle ritmiche accattivanti.
“Mermaid” è un godibilissimo brano idm in cui semplici texture, filtri, echi e breaks producono un entusiasmante panorama elettronico.
“Cica-san (Bas me briga)” è un esperimento techno-pasoliniano: catapulta gli anni 60 nel mondo del digitale contemporaneo.
“O corpo” è una specie di retro-synth-pop di cui sarebbe bello capire il testo.
“Sig Bender” è un funk sintetico sui generis, con un bel cantato di Mad Jakale e Tristan Bargeld.
Kamizdat (www.kamizdat.si) ha fatto centro un’altra volta.
La raccolta è disponibile in digitale o su cd (in edizione limitata 50 pezzi). La prossima estate, al posto di fare la fila fuori dal Berghain, andate a fare un giro a Ljubljana.

https://kamizdat.bandcamp.com/album/technoburlesque-image-snatchers-ep