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CryptoCat la Crittografia per le masse

| venerdì 27 luglio 2012

La crittografia non è morta. Cryptocat è un website dove basta creare una stanza e fino a 10 persone potranno entrare e chattare in santa privacy. Si usa da web browser, è molto facile da utilizzare. Enjoy.
https://project.crypto.cat

di Daniele Salvini

le notizie sulla sua morte erano esagerate
la Privacy è morta, dice Facebook, è obsoleta. Con buona pace delle organizzazioni come ad esempio il Progetto Winston Smith o Autistici/Inventati che si occupano di fornire strumenti per la tutela della privacy. Dunque se la Privacy è morta a maggior ragione lo è la crittografia, tranne quando usata per le transazioni economiche, certo. È morta la crittografia tra individui, che non ne hanno bisogno secondo Zuckerberg. In effetti per un utilizzatore assiduo di Facebook, abituato a mettere in mostra e a discutere con sconosciuti quello che ha mangiato o chi ha conosciuto ieri sera non ha senso crittografare o nascondere una comunicazione. Sicuramente ha qualcosa da nascondere chi lo facesse.. Innanzitutto rimettiamo a posto questo pensiero rovesciato: Se non ho nulla da nascondere, perché mi sorvegli?

gli strumenti
Coloro che spingevano la crittografia come mezzo per difendersi dal Grande Fratello (vedi Kryptonite) si sono un pó ricreduti, hanno considerato che non basta dare alla gente gli strumenti, in quanto alla gente non interessa. Non gli saltano sopra dicendo halleluja ma semplicemente non gliene cala né tanto né poco. È stato sempre fatto notare che gli strumenti classici di tutela della privacy (Tor, PGP, OTR, Steganografia) sono ostici da usare e questo potrebbe essere un motivo per la loro scarsa diffusione.

arriva il gatto
È una piacevole sorpresa scoprire nella calda estate del 2012 un fresco strumento di crittografia facile da usare: Cryptocat crittografa da lato client (in locale), è utilizzabile con qualsiasi browser, esiste in versione per smartphone (Android), ci si può accedere tramite Tor, è a sorgente aperta, licenziato con GNU Licence, si può installare il proprio server.
È un strumento ideale quando si vorrebbe parlare privatamente ma la controparte non è pronta a usare i convenzionali software di crittografia.

le intercettazioni
Ci sono due tipi di intercettazioni: mirate e non. Chiamiamo intercettazione mirata quella che intende spiare qualcuno in particolare: si tratta di un’intercettazione ad personam. L’intercettazione non mirata invece è quella dove viene intercettato tutto il possibile per reagire a determinati fatti o parole chiave, si tratta di intercettazione a strascico. C’è poco da fare contro un’intercettazione ad personam, è davvero difficile difendersi da un microfono direzionale piazzato sul palazzo di fronte, un Wi-Fi che fa finta di essere il tuo o addirittura un keylogger sul portatile. Ma è invece molto semplice difendersi dalle intercettazioni non mirate: basta chattare usando la crittografia, navigare usando https, scaricare la posta elettronica usando IMAPS invece che IMAP. Usare una VPN o anche Tor. Tutte cose che fanno già parte del bagaglio del netcitizen consapevole.

il grande orecchio
Davanti al crescente controllo delle comunicazioni da parte di chiunque sia in grado di farlo, siano queste entità pubbliche e private che vogliano ricavare dati commestibili dal mercato, costruire grafi sui metadati o monitorare la popolazione per meglio controllarla, dobbiamo essere coscienti che il grande orecchio esiste e oramai ha superato tutti problemi tecnici e anche quelli legali. Il controllo totale di ogni telecomunicazione è oggi una realtà.

perdita di potere del singolo
Come dice Marco Calamari la tutela della privacy si è spostata da opera del singolo a opera della comunità, in quanto oggi non è più il cittadino che si difende da solo, ma è la collettività che diventa gruppo di pressione per imporre all’ente spione di smetterla, ma è vero anche che ci sono entità che non sono tanto sensibili alle pressioni. E il singolo non dovrebbe rinunciare del tutto al suo potere individuale nel sapersi tutelare.

la NSA ti spia, e non vuole più andare via.
Alla scorsa HOPE9 conference è arrivato il signor William Binney, quasi quarant’anni di carriera a livelli dirigenziali all’interno della NSA, National Security Agency, a raccontare che nel 2001 si è licenziato dichiarandosi in disaccordo con la direzione dell’Agenzia è diventato un whistleblower, un informatore. Per dirla con le sue parole: Quanto pericolosi sono i metadati.. monitorare la popolazione nella sua interezza è qualcosa che il KGB, la Stasi o la Gestapo non avrebbero mai potuto neanche sognare. Qualcosa di così grande e comprensivo come questa capacità di monitorare la popolazione. Il loro scopo primario è di estrarre informazioni dalla popolazione in modo da poterla controllare. E questo è fondamentalmente quello che fanno i dittatori e i sistemi totalitari in giro per il mondo e sempre questa sfortunatamente è la direzione verso la quale il nostro governo sta andando. Vengono spesi centinaia di di milioni per questo. Ogni anno.

Qui una sua recente intervista al programma radiofonico Democracy Now

privacy e trasparenza
Potrebbe sembrare contraddittoria l’esigenza di privacy con quella della trasparenza. Il punto è che le persone hanno privacy, i governi invece hanno segreti. La privacy non si applica ai ruoli pubblici, dove il vantaggio della trasparenza è visibile. Questo non significa che io debba chattare in chiaro col mio amico mentre parliamo dei nostri problemi medici o avventure sentimentali.

il video di crypto cat spiega in musica il suo funzionamento.

Aggiornamento: il Washington Post, qui riportato dal Corriere della sera dice che Skype di Microsoft non garantisce più la riservatezza delle comunicazioni.
Dunque la chat di Skype è crittata, ma non per Skype, il quale la legge e la consegna all’autorità che la richiede. Ora che lo sai. Viva il gatto!


– dedicato al gatto Pasquale –