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Bicicrazia

Critical Mass 20th. Ancora pedalando

| giovedì 4 ottobre 2012

E’ stata una settimana mozzafiato e spaccagambe, su e giu dalle colline della Bay Area, questo fine settembre di festa. Alla faccia del “bike daily, celebrate monthly”, i massers californiani hanno pensato bene di infilare sette giorni tirati di feste, incontri, presentazioni ma soprattutto pedalate per festeggiare quello che é forse il movimento radicale piú sorprendente e vivace al mondo. La Critical Mass ormai é quasi un’istituzione universale, capace di proliferare in tutto il mondo generando le esperienze piú diverse, quelle che racconta il libro del ventennale (“Shift happens”, l’editore italiano c’è giá ma servirà tempo per tradurlo), presentato niente popo’ di meno che alla Main Library di SF, mercoledi sera. Quando parole e domande avevano approfondito ciò che la sera prima era stato mostrato con i video da tutto il mondo.
Culmine di questi incontri è stato sicuramente il simposio del sabato pomeriggio, tenutosi nella strana cornice di un’aula di un’università privata di stampo new age, cose che solo nella San Francisco post-freak possono esistere, e riempito dagli sguardi soddisfatti di chi il giorno precedente aveva partecipato ad un celebrazione universale. Apertosi con un illuminante intervento di Travis H.Culley (autore del cult-book “Il Messaggero”) sulla necessità di sposare le singole masse locali e la grande massa globale in una grande campagna contro l’arma letale automobile, l’incontro è proseguito tra racconti di CM in giro per il mondo (USA, Italia, Francia, Spagna, Brasile, Messico…) e analisi su ciò che i movimenti ciclo-attivisti hanno generato. C’è stato spazio anche per Milano (per voce del sottoscritto) nel ricordare come la scadenza settimanale ne abbia fatto probabilmente la città con il maggior numero di appuntamenti al mondo così come nel riflettere sulle origini anarchiche della CM e sul concetto intrinsecamente libertario del riappropiarsi delle strade, e su come il cicloattivismo qui sia stato sostanzialmente un fallimento all’interno dei movimenti (tanti fan della massa, ma nessuno che tolga il culo dall’auto). A conclusione del tutto l’immancabile parola di Chris Carlsson, a ribadire come il trasporto sia solo una piccola parte delle rivoluzioni necessarie, destinate a travolgere ogni aspetto delle nostre vite, come riassunto dal fantastico slogan “For full enjoyment, not full employment”.

Ma soprattutto si è pedalato in questa settimana. Quotidianamente, alla faccia di traffico e dislivelli. I primi giorni sono stati all’insegna di pedalate quasi “turistiche”: dalla storia del trasporto in città alle mille rivoluzioni di Oakland, città delle Black Panthers e “punta” di Occupy, fino al Mosquito Abatement Tour, l’esperienza più divertente della settimana, quando due “sterminatori di zanzare” hanno guidato un manipolo di pedalatori per i tombini di SF, dove la municipalità ha affidato a squadre di ciclisti la disinfestazione dalle larve dei maledetti mosquitos. Inutile specificare che i ciclisti in questione sono tutti pazzi, e che di zanzare in città non ce ne sono, chissà che questo metodo non incuriosisca qualche assessore locale…

Tutto ciò non ha fatto che far crescere l’attesa, ovviamente, per quella che era la Pedalata vera e propria. La Critical Mass del ventennale è stata qualcosa di incredibile, un’orgia è forse l’immagine che più le si avvicina. Una vera e propria festa di strada animata da più di diecimila biciclette, un serpentone che si distende per le strade di SF, in quei lunghi rettilinei in cui, dal centro del gruppo, diventa impossibile vedere fino alla testa, lassù, lungo un orizzonte descritto solo dalla punteggiatura di tante luci rosse posteriori. E dai colori delle tante bici “folli” che segnano l’abitudine di questi grandi momenti, ci sono bici a forma di Golden Gate e altre di dragoni cinesi, c’è la bici-Pink panther con tanto di meccanismo per scodinzolare, cestelli pieni di Barbie e ciclisti con ogni tipo di costume (immancabili pure i nudisti integrali), ci sono i carretti sonori (una tall bike trasformata in tronco d’albero per ospitare un sound system!) e quelli che trasportano percussioni e fiati per le bande di strada, fino al vero vincitore di giornata: il ciclo-karaoke! Un tandem il cui sedile posteriore è equipaggiato di monitor, microfono e casse, a disposizione di ogni altro partecipante per saltare in sella e cantare. The winner. La massa si sfilaccia sul finale, disperdendosi in micro-masse di 50-100 persone l’una. In tante si ri-incontrano al Dolores park, dove la festa parte spontanea davanti agli sbirri che, questa volta, possono solo guardare. Un miracolo per SF, lo scopriremo allo stesso parco la sera dopo: insomma, teniamoci stretti e difendiamo i nostri spazi liberi, chè senza è tutto più difficile…
Descrivere un’esperienza come questa massa è pressochè impossibile con le parole, allora proviamo con le sensazioni. Chiudi gli occhi, sei circondato da ciclisti e stai imboccando un lungo tunnel in discesa, la gente intorno a te gioca a “pulire” scritte sullo smog delle pareti, all’orizzonte ci sono solo bici e luci… prendi il fiato e pedala, e ascolta. e ascolta

Happy birthday, everyone.

Ps: la leggenda vuole che il caos della giornata abbia addirittura, prima volta per una CM, bloccato un aereo, intrappolando il pilota nel traffico… d’altronde era una massa intergalattica, no?