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Crack Centrosinistra: Finisce a Insulti

| giovedì 10 dicembre 2015

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C’è chi ieri sera in Consiglio ha sentito chiaramente il termine ‘Stronza’ dedicato ad Anita Sonego, dopo la votazione che ha fatto saltare la maggioranza, un accordo di programma che trasformava in edificabili diversi scali ferroviari dismessi milanesi. Insulti e critiche, il più soft ‘Fai il gioco della Destra’, che rimbalzano ancora oggi su Facebook. Chi invece, come fa il candidatto del centrosinistra Pierfrancesco Majorino, chiede che vengano messi fuori da una coalizione sempre più colabrodo i partiti (Grasso dell’Idv, i Socialisti di Biscardini, i Radicali di Cappato e la Sonego di Sinistra x Pisapia, in totale 4 consiglieri) che hanno votato contro la delibera. E così ieri sera alle 18, la ‘Rivoluzione Arancio’ è andata sotto sia in prima che in seconda votazione (dove il quorum è più basso), tra le grida di gioia di Ncd Forza Italia Fratelli d’Italia Lega e 5 stelle e insulti contro la Sonego: il funerale del centrosinistra unito. Facile scaricare sulla consigliera di Rifo i mal di pancia che molti consiglieri del PD nutrivano contro la delibera, un compromesso indigesto a molti, un business in grado di muovere miliardi di euro. Peccato che Majorino e Balzani non fossero presenti in aula. Il primo perchè impegnato da due mesi in un tour de force elettorale tra inaugurazioni, convegni e progetti che inonda di messaggi, fotografie e comunicati le casella di posta elettronica di migliaia di giornalisti, attivisti, collaboratori, dipendenti, responsabili del Terzo Settore, Onlus etc. etc. (quelli che Elisabetta Soglio sul Corriere di oggi definisce i 600 ‘volontari’). La seconda, ex parlamentare del PD genovese alle europee arrivata da due anni a ‘dirigere’ le casse del Comune ma emerita sconosciuta a Milano, sempre più gettonata e impegnata in improbabili interviste sulle TV nazionali.
Il compito di eliminare i ‘rompiballe’ dalle primarie, così come ‘ambrosianamente’ aveva chiesto Sala, è stato portato a termine senza nemmeno tanta fatica. Una delibera si può ripresentare, magari alzando un po’ l’asticella del cemento, dov’è il problema? Intanto i circoli, i comitati, i consulenti esterni, chi in questi 4 anni ha avuto spazi, contributi, progetti, affidamenti di incarichi, stanno preparando i banchetti per la raccolta delle 2500 firme necessarie a presentare il listone elettorale (con dentro i Verdi e forse anche i Radicali). Attenzione però, non ditegli che stan raccogliendo le firme per l’amministratore delegato di Expo spa, che altrimenti il giochetto lo capiscono anche i ragazzi dell’Arci e i vecchietti dell’Anpi. Il 12 e il 13 dicembre andrà in scena il ‘mezzosinistra’, zoppo di almeno una gamba che rischia di diventare un ‘destrasinistra’ appena Sala ufficializzerà la sua ‘discesa’ in campo. In realtà la delibera era (è?) una chiave di volta della politica urbanistica targata De Cesaris, che con un lavoro di anni ha cercato di mettere insieme gli interessi dei costruttori (che volevano un indice di edfificabilità pari a 1,6 di edificabilità su ogni mq e han ottenuto uno di 0,65) e quelli della ex maggioranza. Peccato che i suoi modi ruvidi, rivolta alla Sonego avrebbe più volte ripetuto il concetto ‘Ma cosa vuoi per i 4 voti che avete portato’, siano quanto più lontano dalla ‘rivoluzione gentile’ impersonificata dal Sindaco. nemmeno le consulenti esterne resistono al suo fianco…Era facile prevedere che la continua umiliazione del ruolo del Consiglio da parte della Giunta (Il ‘caso’ del Giardino dei Giusti al Monte Stella ne è l’esempio e campanello d’allarme più lampante) avrebbe provocato il crack minimizzato dal Sindaco. Pisapia resta il principale responsabile delle faide che hanno ormai spaccato la sinistra milanese: dopo ieri sera la presentazione di una lista di chi non ci sta, speriamo non solo nella sinistra-sinistra, (il 15 dicembre alle 21 la prima assemblea alla Camera del Lavoro di Corso di Porta Vittoria) è un dato di fatto. La delibera, concordata con le Ferrovie dello Stato (RFI) prevedeva un (bel) po’ di verde ‘a giardinetti’ in Porta Nuova stilya, tanti palazzi, un mix tra affitti calmierati e inclusione in stile housing sociale (vedi interventi a Figino e via Quinto di Cenni). Se El Curierùn dedica mezza pagina al pensiero dell’ex Vicesindaco (ma come non si era dimessa 6 mesi fa?) significa che Lucia De Cesaris, la ‘Dama Nera’ come l’avevan soprannominata gli attivisti dei Comitati NoCanal impegnati a bloccarne le ruspe al Trenno e al Parco delle Cave, c’entra eccome ancora con il Comune. Dal punto più alto della comunicazione milanese l’avvocato, che per inciso non ha mai preso nemmeno un voto visto che è stata nominata dal Sindaco e non è (ancora) candidata alle elezioni, definisce ‘pseudosinistra’ quella che ha votato contro la sua creazione, dimenticando forse che l’unità si costruisce con la discussione e non con le minacce di denuncia. Secondo indiscrezioni più che confermate, sarebbe proprio il suo studio a indicare la linea legale per non avere 189 precari di Expo, ieri i 36 giovani vigili precari erano alla Gabbia di La7, in mezzo alla bagarre elettorale. Un compito molto difficile visti i limiti di legge, la presenza di diverse graduatorie aperte sino al 31.12.2016 e l’obbligo di assumere i dipendenti provinciali.