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Comune: Servizi Sociali Vs Majorino

| martedì 20 ottobre 2015

OLYMPUS DIGITAL CAMERA. Dipendenti comunali contro la gestione dei servizi sociali firmata Majorino. Molte le critiche che si alzano contro la ‘riorganizzazione’ voluta fortemente dall’ex enfant prodige del PCI milanese, definita un ‘fallimento’ da educatori e assistenti sociali, funzionari e addetti all’ascolto. E’ unitaria la bocciatura dei quasi 900 dipendenti comunali dei servizi sociali (anziani, minori, adulti in difficoltà, disabili e salute) che emerge dalla mozione inviata a tutti i 14mila dipendenti comunali, ma stranamente non ripresa da nessun media milanese. Nemmeno Mojoli, l’assessora dell’amministrazione Moratti, era riuscita a provocare un’alzata di scudi così unitaria, dal Sial Cobas alla Cisl tutti contro il candidato alle primarie accusato di guardare più al prossimo appuntamento elettorale che alla qualità dei servizi offerti ai milanesi. E’ forte lo scontento dei lavoratori, emerso prepotente durante un’assemblea tenutasi nello scorso mese di settembre, concordi nel denunciare come assurda una riorganizzazione che arriva a pochi mesi dalla fine del mandato dell’attuale amministrazione. E così mentre quel che diversi lavoratori in assemblea han definito ‘Narciso’ continua a partecipare a presentazioni stampa e dibattiti televisivi, negli sportelli di aiuto, nei Centri diurni per disabili e tra gli assistenti sociali il malcontento è ormai impossibile da contenere. ‘Non sappiamo più dove mettere gli sfrattati’, denuncia un dipendente, ‘I funzionari non danno risposte alle continue richieste di aiuto che provengono da famiglie in difficoltà, padri che hanno perso il lavoro, situazioni di forte disagio economico’.
E così può succedere come ci racconta un comunale che lavora in una zona periferica che: ‘Da quando è chiuso il servizio tutela minori di via Dogana, i ragazzi vengono gestiti in modo differente da zona a zona’. ‘E’ la fine dell’universalità dei servizi sociali’, denunciano diversi delegati sindacali del Comune, ‘I servizi non sono più diritti riconosciuti ovunque ma aseconda della zona, delle disponibilità e dei legami tra i servizi e le associazioni del Terzo Settore, che per dimensioni e struttura non riescono però a garantire un servizio uniforme su tutto l’enorme territorio del Comune di Milano’. E che dire del Forum del Terzo Settore, il tavolo apertro alla città, al volontariat e alle associazioni? ‘Ma se ci siamo andate due volte a spiegare le difficoltà che incontrano i servizi per gli anziani e nessuno ci ha cagato…’, sbotta una lavoratrice dell coordinamento dei Centri Anziani. Un’altra tegola che si aggiunge a quella della possibile chiusura del Centro Aiuto Minori di via Pusiano 22. Fatti, denunce e numeri che segnano la sostanziale fine dei servizi sociali gestiti dal Comune di Milano, nonostante l’immagine solidale e di accoglienza costruita con un sapiente lavorìo di comunicazione. La mozione sindacale approvata all’unanimità dall’assemblea chiede di organizzare presidi e di render nota all’opinione pubblica la situazione di grave disagio esistente. Basterà a salvare i servizi comunali dedicati ai milanesi più deboli?