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Comune: fuoco al Mudec, nocività in varie sedi

| mercoledì 9 dicembre 2015

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Non ha pace il Museo delle Culture ospitato nell’ex spazio Ansaldo di via Savona, dietro Porta Genova. Prima i ritardi di esecuzione, poi la causa intentata dal progettista Chipperfield che si è visto stravolgere il progetto originario, e non solo per la pavimentazione di un’altro colore. In seguito il flop dell’inaugurazione dello scorso 30 marzo con le polemiche che avevano coinvolto anche il consiglio di zona 6, con diversi consiglieri del PD che lamentavano lo scarso, per non dire inesistente, rapporto con il quartiere. Giovedì scorso, 3 dicembre, ci si è messo anche il fuoco. Una notizia appena accennata dai media ‘normali’, che invece è la punta di un iceberg che riguarda lo stato di molte strutture comunali, asili e scuole comprese, incredibilmente anche di quelle appena realizzate come il Mudec. Ad andare a fuoco intossicando due custodi museali, la categoria di dipendenti che attende da anni ‘forze fresche’ a rimpinguare le sue file di veterani over 55, è stato il quadro elettrico all’ingresso della mostra permanente come ci arcconta uno dei due testimoni oculari.’ Eravamo in due ma il fumo si è fatto subito pesante. Non so quanta plastica è bruciata lì dentro’, ci racconta uno degli intossicati. ‘E’ vero che nel museo non c’è quasi mai nessuno, ma un giro dentro l’abbiam fatto ugualmente e abbiamo respirato un sacco di diossina. Ma chi se la sentiva di andarsene così?’. Il giorno seguente sono scattati i controlli per i dipendenti, con gli esami del sangue per vedere se le sostanze inalate fossero ‘entrate’ nei tessuti. Alcuni delegati sindacali han chiesto di vedere il Certificato Prevenzione Incendi e di controllare il certificato di conformità degli impianti, mentre girano insistentemente voci di presunte irregolarità nelle pratiche edilizie, soprattutto riguardo alla biblioteca che sarebbe stata posta in un’area che non prevede la permanenza di persone. Ma non è il solo Mudec a destare preoccupazione. Dopo il clamoroso caso del Palazzo dell’edilizia di via Pirelli 39, sgomberato nel giugno del 2015 insieme ai suoi 950 dipendenti per i rischi di contaminazione con amianto dopo una lotta dei lavoratori durata 3 anni, venerdì 4 dicembre l’Unione Sindacale di Base ha organizzato una conferenza stampa per denunciare la presenza di amianto in altri due edifici che spesso ospitano eventi aperti a centinaia di cittadini.
Mentre nel Palazzo di Via Pirelli 39 i lavori di ristrutturazione e bonifica non sono ancora iniziati, emergono dubbi sulla assenza di sostanze nocive della Palazzina Liberty e della Fabbrica del Vapore dove sarebbero stati individuati alcuni materiali contenenti amianto. A dirigere le operazioni di ristrutturazione degli enormi spazi, negli scorsi anni, la squadra capitanata dall’ex ambrogino d’oro 2001 Antonio Acerbo, ex deus ex machina dei lavori pubblici comunali e numero 2 di Expo arrestato nell’ambito dell’inchiesta della ExpoCupola. Lo stesso team responsabile della ristrutturazione del Teatro alla Scala con la ‘bonifica’ dell’amianto presente, luogo di lavoro in cui sono ben 8 i morti accertati per mesotelioma pleurico tra orchestrali, tecnici e impiegati.