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Comitati fantasma per far credere che Milano vuole Sala

| venerdì 13 novembre 2015

GIUSEPPONE

Paolo con Alex dalla Comancha

Il PD ha deciso di fare un padiglione per Sala manco fossimo all’Expo, ma i milanesi non faranno la fila come per il Giappone per andare a votarlo..

Nel cammino verso le primarie milanesi del 7 febbraio fervono le strategie politiche sempre più cervellotiche di segreteria Pd e segreteria Sel – con Sel che appoggia Majorino, che però la nascita di Sinistra Italiana indebolisce oggettivamente perché gli fa mancare la base dentro il Pd, e che vuole le primarie ma senza Sala, e il Pd di Renzi che vuole Sala ma senza le primarie.

Calato dall’alto da Roma, perché Renzi non si fida dei vari Fiano, Mirabelli e Martina, Sala è uno strano animale, che piace più ad alfaniani e formigoniani che agli elettori del centrosinistra. Il Pd ha deciso di mandare avanti il manager di Expo perché vuole continuità amministrativa Moratti/Pisapia, anziché la continuità politica con il modello milanese dove la sinistra conta ancora, soprattutto alle primarie, ma anche su diritti civili e sociali. Per non dire di Majorino, uomo che fu referente a Milano della corrente Marino, è proprio adeguato al Nuovo Corso renziano.

Il problema però rimane: come far diventare un direttore generale rigido come un baccalà un politico di consenso? Si dice in giro che se nei prossimi mesi si vedrà il proliferare di comitati civici zonali per Giuseppe Sala fatti dai soliti uomini e donne con la capacità di essere uni e trini (iscritti PD la mattina – comitati di zona per Sala il pomeriggio – cittadini battimano agli incontri serali del candidato sindaco). Naturalmente tutto falso, costruito con fretta lavorando anche la notte, per poi sparire un quarto d’ora dopo l’esito delle primarie, lasciando il solito sito non aggiornato come testimonianza ai posteri, ma dando la sensazione di un candidato conosciuto dal Corvetto al Gallaratese, un vero candidato della società civile… e vai di ola. Manderanno i loro nipoti e figli a seguire il Giuseppe quando parla di giovani, i nonni quando parleranno di centri anziani e la baby sitter quando si discute di migranti.

Del modello Expo non si butta via niente: se ha funzionato per McDonald’s e Coca-Cola che sono stati fatti passare come i protagonisti del futuro del cibo sul pianeta, perchP non provare anche con Giuseppone?

Ma un uomo che ha svolto ruoli manageriali ha poca confidenza col consenso: è abituato a comandare e rispondere ai suoi superiori parla con atti formali, più che ad andare fra la gente con il megafono in mano. Sala ha un concetto rigidamente gerarchico della vita: il direttore, il vice-direttore, il capo ufficio, la segretaria, fino ad arrivare all’impiegato generico. Questa è la scala valoriale dei manager; non li hanno educati a progettare ma ad eseguire.

In politica, si sa, non c’è niente di nuovo ma solo repliche di modelli sempre migliorabili.
Infatti non mi meraviglierei se nelle file delle persone nei banchetti delle primarie ci trovassimo iscritti al NCD rigorosamente in orario dopo la messa e il mensile “Tempi” ben arrotolato nelle tasche interne del cappotto. Perché stupirsi: l’hanno fatto in liguria con la Paita (do you remember Scajola boys?), l’hanno fatto per De Luca in Campania (Cosentino band), perché non rifarlo in salsa meneghina?

Per poi una volta vinta la sfida appoggiarsi alla corsa decisiva verso il Marino Palace. NCD non può starne fuori, rappresentano interessi economici forti, proprio ora che la metropolitana arriva a Monza e l’Area del dopo Expo avrà bisogno di aziende fidate e battezzate con tutti i crismi della santa fatturazione.

E Sel? Aspettando che l’ego dei Fassina vari si sgonfi (avessero avuto la stessa rabbia con Monti-Fornero, ma si sa che da sottosegretario dell’economia è tutto più difficile), con Sinistra Italiana ora avranno un sottopancia sicuro durante i talk quando verranno intervistati. Per il resto si naviga a vista, o meglio si brancola nel buio.

La presenza di Sel a milano e’ stata come lo spettacolo di David Copperfield che tra apparizione e sparizione fa sempre tenerezza. Sono a metà del guado: sostenere Majorino nelle primarie e firmare l’atto di fedeltà al candidato vincente, rischiando di dover poi sostenere Sala nelle secondarie?

Chi vivrà vedrà, chi vivrà voterà o non voterà, ma sicuramente si divertirà.