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Come ad Atene, anche a Milano le Cliniche dei Poveri

| giovedì 24 settembre 2015

mvi

di Luca Fazio

Ci sono le sta­ti­sti­che sulla nuova povertà con le sue malat­tie, poi ci sono le per­sone. La realtà. Chia­mia­molo Gio­vanni. Gio­vanni ha una der­ma­tite ato­pica su tutto il corpo, ha cin­quant’ anni, ha appena perso il lavoro. Non ha i soldi per curarsi, sem­pli­ce­mente per­ché le cure per le malat­tie della pelle sono già tutte a paga­mento (tranne una, la pso­riasi) e senza nem­meno biso­gno dei nuovi tagli annun­ciati dal mini­stro Bea­trice Loren­zin. “Non rie­sce a pagarsi le pomate, lo sto curando con dei bagni di amido, costa poco e la madre gli pre­sta la vasca”, dice il dot­tor Ser­gio San­tini dell’associazione Medici Volon­tari Ita­liani di Milano. Tanto per capire di cosa stiamo par­lando quando si dice che milioni di ita­liani non hanno accesso alle cure e che l’Italia si sta appre­stando a sman­tel­lare il sistema sani­ta­rio nazionale.

L’associazione ha un ambu­la­to­rio in viale Padova 104, una unità mobile che si piazza davanti alla Sta­zione Cen­trale o die­tro al Duomo e un con­tai­ner di fronte alla onlus Pane Quo­ti­diano di viale Toscana, dove ogni giorno due­mila per­sone vanno a rime­diare un panino per tirare avanti. Nel 2014 ha visi­tato 2.803 per­sone, tra cui 367 ita­liani. “Dal 2012 l’aumento degli ita­liani è stato piut­to­sto rapido, per con­tro la crisi ha spinto gli stra­nieri a tra­sfe­rirsi altrove per cer­care lavoro — spiega Ser­gio San­tini — ormai è evi­dente che sono le asso­cia­zioni di volon­ta­riato a pren­dersi cura degli ita­liani poveri”. Le povertà sono varia­mente assor­tite, “molti malati psi­chia­trici pro­ve­nienti dal sud Ita­lia, per­sone con pato­lo­gie da freddo, con traumi minori o artrosi”. Il dato sull’utenza stra­niera pre­pon­de­rante però non deve trarre in inganno: molti stra­nieri vivono a Milano da decenni, invec­chiano, dif­fi­cile non con­si­de­rarli ita­liani. “I medici lo sanno a cosa stiamo andando incon­tro — dice Ser­gio San­tini — la sanità pub­blica in Ita­lia ha come obiet­tivo un taglio sulla salute da 10 miliardi di euro, non lo dichia­rano aper­ta­mente ma Ita­lia e Spa­gna devono pro­gres­si­va­mente sman­tel­lare il sistema sani­ta­rio nazionale”.

Anche Emer­gency, dal 2006, offre gra­tui­ta­mente pre­sta­zioni medi­che in Ita­lia. I pre­sidi fissi sono diversi, quasi tutti al sud: Palermo, Mar­ghera, Poli­stena, Reg­gio Cala­bria, Castel­vol­turno, Napoli e Bolo­gna. In que­sti anni l’associazione ha ero­gato 200 mila pre­sta­zioni (circa 300 al giorno). Dallo scorso ago­sto fun­ziona anche una unità mobile a Milano. Gli ita­liani sono circa il 6% del totale. “Negli ultimi anni sono aumen­tati — spiega Andrea Bel­lar­di­nelli, coor­di­na­tore del Pro­gramma Ita­lia — inter­cet­tiamo molte per­sone senza fissa dimora, sono i più vul­ne­ra­bili, non hanno nem­meno la tes­sera sani­ta­ria. Poi arri­vano cen­ti­naia di tele­fo­nate di ita­liani che non ce la fanno a pagare il tic­ket, que­sto è un pro­blema enorme che allon­tana i malati dalle cure. Molti deci­dono di curare solo i figli. Noi ovvia­mente non pos­siamo aiu­tarli, ma in que­sti casi è molto utile fare infor­ma­zione per coprire le zone gri­gie del sistema sani­ta­rio nazio­nale”. Un gine­praio che spinge molti a rinun­ciare alle cure (tic­ket costosi, liste di attesa, esen­zioni per i far­maci e in più le Regioni che rece­pi­scono la mate­ria sani­ta­ria in maniera discre­zio­nale). “E’ in atto la disgre­ga­zione del wel­fare in nome del mer­cato — dice Bel­lar­di­nelli — la logica azien­dale e la cor­ru­zione stanno sgre­to­lando il sistema sani­ta­rio. Dob­biamo ripor­tare al cen­tro la per­sona e i suoi biso­gni, una popo­la­zione sana fa bene a tutti, la buona salute non è un costo è una risorsa”.

Restando a Milano, il capo­luogo della regione che vanta uno dei sistemi sani­tari più effi­cienti, fanno impres­sione i numeri delle pre­sta­zioni for­nite dall’Opera San Fran­ce­sco, “un colosso” della carità fon­dato nel 1959 dai frati cap­puc­cini. Sono quasi qua­dru­pli­cate: nel 1996 erano 10.957, sono state 40.188 nel 2014 (167 al giorno). Totale: più di 560 mila visite medi­che. La voce che meglio rac­conta l’impoverimento della popo­la­zione si rife­ri­sce alle cure odon­to­ia­tri­che: le pre­sta­zioni den­ti­sti­che for­nite dall’Osf da 1.703 sono diven­tate 5.573 all’anno. E dire che tra le pre­sta­zioni “inu­tili” a rischio ero­ga­zione comu­ni­cate dal governo ce ne sono 30 che riguar­dano pro­prio i denti degli italiani.