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Colonie del Comune? Appaltate

| martedì 10 maggio 2016

20150913_161331La delibera n. 762.2016 votata dalla Giunta il 27 aprile e firmata dal sindaco Giuliano Pisapia nella mattinata di venerdì  6 maggio, fissa le linee guida dell’appalto di tutte le Case Vacanza di proprietà del Comune di Milano per un periodo che va dall’ottobre 2016 al settembre 2018. La gestione delle cinque strutture di proprietà comunale, Ghiffa sul lago Maggiore, Vacciago sul Lago d’Orta, Zambla Alta nelle prealpi Orobiche e le due marittime liguri Andora e Pietra Ligure, sarà affidata per 12.861.000 euro con un appalto sopra soglia a un soggetto esterno. Si tratta, in realtà, di linee guida che ampliano enormemente i temini degli appalti precedenti, già siglati sia dalla Giunta Moratti nella legislatura comunale precedente che dalla Giunta Pisapia nel 2015, includendo anche le iscrizioni, quindi anche la gestione e il controllo degli accessi.

Il Comune di Milano, dopo aver venduto durante i 5 anni morattiani uno dei suoi gioielli, la Colonia nel centro di Malcesine sulla sponda veronese del Lago di Garda, oggi perde la gestione diretta e soprattutto il controllo su uno dei servizi più importanti del settore educazione, le vecchie ‘colonie’ che hanno fatto la storia stessa del Comune nel corso del XX° secolo.

L’appalto ampliato partendo dalla delibera originaria 1595 del 18.9.2015, è del tipo ‘contratto aperto’ ai sensi dell’articolo 60 del nuovo codice degli appalti, appena deliberato dal Governo Renzi (dlgs 50/20016), una tipologia che permette di modificarne molte sue parti in corso di svolgimento.

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Fa un po’ specie leggere nel testo della delibera, che potete trovare nella sezione Albo Pretorio del sito www.comune.milano.it sotto il link Amministrazione Trasparente, affermazioni come ‘valuta positivamente la collaborazione con le cooperative’, ‘il ricorso all’appalto ha ridotto notevolmente i costi dell’amministrazione’, ‘il soggetto esterno garantisce la realizzazione di attività molteplici e sempre diverse’. Non proprio in linea con un’amministrazione i cui candidati si erano fatti eleggere nel 2011 promettendo ‘Difenderemo i Beni Comuni’ e ‘Valorizzeremo le risorse interne’. Anche il preambolo in cui è scritto: ‘L’appalto è necessario in quanto visto il blocco delle assunzioni senza affidamento esterno le Case Vacanza chiuderebbero’, lascia adito a molte perplessità vista l’importanza del settore Infanzia e il numero dei dipendenti comunali oggi in servizio 14.500 (con partecipate e controllate si arriva a 40mila dipendenti), che pone il Comune come azienda più numerosa di tutto il nord Italia, aziende private comprese. Una sorta di ‘giustificazione’ per quella che resta una scelta squisitamente politica, privilegiare l’affidamento esterno dell’educazione rispetto alla gestione diretta di servizi ‘sensibili’ come quello dell’Infanzia, tra i tratti più distintivi dell’amministrazione comunale meneghina. Le linee guida, che prevedono anche l’appalto della manutenzione del verde, delle lavanderie, degli impianti e di ogni altro aspetto oggi in carico ai dipendenti comunali, non include il contratto di riferimento che dovrà essere applicato a educatori e sorveglianti, addetti alla manutenzione e funzionari educativi, e afferma che il criterio è quello della ‘offerta economica più vantaggiosa’, lasciando però alla commissione giudicante la scelta di premiare con un punteggio superiore l’offerta qualitativa migliore. L’affidamento a soggetti privati di tutti i processi relativi alle iscrizioni, col trattamento di dati sensibili, il controllo dei requisiti (economici e di cittadinanza) e della documentazione, è uno degli aspetti più controversi della delibera che sta già sollevando molte perplessità sia dai lavoratori comunali, che dai sindacati, che dai candidati alle prossime elezioni amministrative.

Per avere il testo della delibera via mail in .pdf scrivere a: liberamilano@libero.it.

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