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Ecotopia

Climate Shopping: Consumi Shock

| mercoledì 20 luglio 2016

Vi ricordate le chiacchiere sullo scandalo aria condizionata della scorsa estate? Qualche black out per gli ingordi impianti di condizionamento che assorbono migliaia di kw/h aveva fatto gridare allo scandalo porte aperte. ‘E’ una strategia’, ci spiega A. che fa la product manager (la commessa) in un negozio di una grande catena di abbigliamento in corso Buenos aires. L’arteria commerciale più lunga d’Europa è anche quella che consuma più energia a vedere dalle porte aperte in tutte, nessuna esclusa, le catene commerciali. ‘Lo sfruttiamo anche un po’ per attirare i clienti’, ci spiega la nostra ragazza all’Avana, una spia dei tempi dei blocchi di San Precario (chi si ricorda le May Day vere?). ‘Esistono infatti fior fior di slide di marketing communication and sales che determinano le strategie di vendita. La regola numero uno è: porte aperte sempre’. E così il 90% dei grandi negozi da Vittorio Emanuele a San Babila, da Corso Vercelli in Buenos Aires usano l’aria condizionata e il fresco per attirare clienti. Il brutto è che le porte (enormi) restano aperte dalle 9 alle 19 (vedi foto) con un enorme spreco di energia. Tutta la fuffa delle dichiarazioni mezzo ufficio stampa del Comune di Milano del tempo (l’assessore al Commercio, oggi trombato, era D’Alfonso) non sono servite a nulla: ieri 19 luglio la situazione era quella descritta dalle foto. Nutrire il pianeta, lo slogan di Expo, ci sembrava un obiettivo un po’ esagerato per le possibilità di Milano, ma il nuovo sindaco e la novella assessora al Commercio Cristina Tajani riusciranno quantomeno a far chiudere le porte ai negozi milanesi? #ZioSola, hai 5 anni ancora: fagli chiudere le porte!